DONNE AUTISTICHE E VIOLENZA DOMESTICA: UN DOPPIO SILENZIO DA ROMPERE

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Le donne autistiche sono tra le vittime più invisibili di violenza domestica. Invisibili perché troppo spesso non riconosciute, inascoltate, escluse dai percorsi di protezione. Le statistiche, quando esistono, parlano chiaro: le percentuali di donne nello spettro autistico che subiscono violenze fisiche, psicologiche o sessuali sono altissime. Eppure, gli strumenti per proteggerle sono quasi inesistenti.

La violenza sulle donne è già di per sé un fenomeno complesso, ma quando si intreccia con la neurodivergenza diventa ancora più difficile da riconoscere e affrontare. Le donne autistiche hanno spesso difficoltà a decifrare le intenzioni altrui, a leggere i segnali sociali di pericolo, a comprendere che ciò che stanno vivendo è violenza. Molte sono state educate fin da piccole a dubitare delle proprie percezioni, a mascherare le emozioni, a ‘non creare problemi’. Questo le rende più vulnerabili, più manipolabili, più isolate.

Molti partner abusanti sfruttano queste fragilità: controllano, svalutano, isolano, manipolano. E lo fanno in modo subdolo, sapendo che la vittima farà fatica a chiedere aiuto o a essere creduta. Spesso, quando una donna autistica denuncia, non viene presa sul serio. I suoi racconti vengono attribuiti all’instabilità emotiva, alla ‘rigidità cognitiva’, alla difficoltà di comunicare. Così, la violenza si perpetua nel silenzio, mentre le istituzioni restano ferme.

I centri antiviolenza raramente sono preparati ad accogliere donne autistiche. Mancano figure formate, ambienti accessibili, approcci comunicativi flessibili. Manca soprattutto la consapevolezza che l’autismo non protegge dalla violenza, anzi: può renderla ancora più subdola e devastante. Le vittime neurodivergenti hanno bisogno di percorsi personalizzati, di operatori capaci di ascoltare senza giudicare, di protezione reale e continuativa.

Eppure, la società continua a ignorare questo doppio silenzio: quello che circonda la violenza domestica e quello che grava sull’autismo femminile. Una disinformazione pericolosa che genera solitudine, vergogna, sfiducia. È necessario un cambiamento radicale: più formazione, più ascolto, più spazi sicuri. Ma soprattutto, più fiducia nella parola di chi, troppo spesso, non viene creduta.

Rompere questo doppio silenzio non è solo un atto di giustizia: è un atto di civiltà. Le donne autistiche hanno diritto a vivere relazioni sicure, libere, rispettose. E hanno diritto a essere protette senza dover mascherare chi sono per meritare attenzione. Perché la violenza, anche quando è invisibile, lascia ferite profonde. E ogni ferita merita cura, ascolto e giustizia.

20 Commenti

  1. Un argomento che al giorno d’oggi tocca un numero crescente sempre più di persone, purtroppo…un argomento che dovrebbe essere trattato con tanta delicatezza e considerazione…ma che purtroppo trascurato e sottovalutato.
    Bisogna fornire quanta più informazione e considerazione, soprattutto in alcuni contesti di vita…. perché queste ragazze già autistiche nn possono diventare anche di conseguenza vittime di violenza, soprusi o altro.
    Bisogna far sì che le autorità prendano atto di questa problematica e proteggere quando più possibile queste donne
    Ogni argomento trattato da lei,con massima cura,nn deve assolutamente essere parcheggiato ma reso vivo e partecipe da tt
    Un abbraccio grande Mariarosaria….
    Grande come è grande la donna che è in lei 💯💪💪🩷

  2. Dott.ssa finalmente leggo i suoi nuovi articoli, mi siete mancata tantissimo.
    Il “doppio silenzio” allude con forza alla doppia invisibilità che spesso colpisce le donne autistiche: da un lato, quella legata alla condizione dello spettro autistico – ancora poco compresa, spesso trascurata nelle sue manifestazioni femminili; dall’altro, quella della violenza – psicologica, fisica o sessuale – che, quando si abbatte su una donna autistica, rischia di restare sommersa, non creduta, non riconosciuta. Mi Unisco a tutti i commenti positivi che ho letto in questo meraviglioso articolo

  3. Rompere questo doppio silenzio significa restituire voce, dignità e spazio a chi troppo spesso viene esclusa dai percorsi di ascolto e protezione. Non è solo una questione di giustizia sociale, ma un segno concreto di civiltà, perché una società si misura anche dalla sua capacità di accogliere e proteggere chi è più vulnerabile.
    Sottolineare che le donne autistiche hanno diritto a vivere relazioni sicure, libere, rispettose è una rivendicazione potente: non un privilegio, ma un diritto umano fondamentale.

  4. Grazie per aver dato voce a un tema così importante e spesso trascurato. È incredibile e vergognoso che le donne autistiche siano ancora troppo spesso lasciate sole in situazioni di violenza di qualsiasi tipo, soprattutto quella domestica. Spero che questo articolo arrivi a tante persone in modo da sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere un maggiore supporto verso queste donne che subiscono in silenzio

  5. Come sempre poti a conoscenza tematiche che altrimenti sarebbero sconosciute a molti Avere la possibilità di apprendere tali, gravi, dolorose realtà rendono sempre più stimabile e degna di stima e rispetto la tua persona

  6. Tante disgrazie che dovrebbero cessare se fossimo tutti uniti per la pace.
    Buona domenica Rosaria

  7. Ci vorrebbero molte più persone come te che denuncino queste situazioni e si impegnino a dare anche il minimo contributo per far sì che questi situazioni dimuiscano sempre più.

  8. Una ulteriore e approfondita analisi su un fenomeno sconosciuto e scarsamente considerato. Infatti si pensa in genere all autismo infantile e non alle problematiche variegate di una donna adulta autistica.

  9. Tanta tristezza leggere questo articolo, dovrebbe fare riflettere un po’ tutti,soprattutto coloro che sono al di sopra di noi, basta con questa violenza gratuita.
    Complimenti come sempre Mariarosaria e buona Domenica.

  10. Atti in cui, coloro che arrivano ad assumere comportamenti così aggressivi, soprattutto nei confronti di donne acustiche, meritano pene severe, ma il problema è appunto il silenzio, di coloro che non alzano un dito!!!
    Buona domenica.

  11. Ho letto attentamente ma penso necessario costruire un sistema realmente accessibile, formato e capace di riconoscere e proteggere le donne nello spettro. Questo significa:
    • formare chi lavora nei servizi antiviolenza affinché conosca le caratteristiche dell’autismo femminile;
    • creare materiali informativi e percorsi di supporto accessibili dal punto di vista cognitivo, sensoriale ed emotivo;
    • garantire la presenza di figure professionali preparate ad ascoltare, comprendere e accompagnare queste donne nel loro percorso di liberazione.
    Una mamma di una donna autistica di 34 anni

  12. Le donne autistiche vivono una doppia discriminazione: quella legata al genere e quella legata alla neurodivergenza. Questo le rende particolarmente vulnerabili e spesso isolate, escluse dai circuiti di tutela. Molte non riescono a raccontare ciò che vivono, perché non hanno gli strumenti comunicativi o perché non vengono credute. Leggo e mi emoziono. Io vi stimo tanto

  13. Avete messo in luce una realtà tanto dolorosa quanto spesso taciuta: la violenza subita dalle donne autistiche è un fenomeno sommerso, invisibile, che si consuma nel silenzio e nell’incomprensione generale. È invisibile perché la società non è ancora pronta a riconoscerla, né tantomeno a prevenirla o affrontarla con strumenti adeguati. Lei è veramente un faro.

  14. Che bello Dott.ssa leggere il vostro articolo mi ero preoccupata perché non vedevo più i vostri articoli. Grazie per questo contributo è proprio vero che a volte diamo per scontate delle cose che non sono così semplici.

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