(f.n.) – Passano i giorni e le condizioni del PS del nostro Ospedale, invece di migliorare, rischiano di raggiungere e superare a breve, livelli di criticità assai preoccupanti…e ciò che rassicura di meno l’utenza, è la ondulante gestione del paziente, addirittura da parte di medici specialisti e se il paziente in questione, è incidentalmente “oncologico”, è assai facile comprendere l’ansia dei familiari e la inevitabile rabbia successiva…E per quanto se ne dica e ci si voglia giustificare o addirittura negare, scagliandosi “alla cecata” contro chi porta all’esterno fatti e vicende, le cose stanno esattamente così e consentiteci di dire che il pietoso “così” sta esattamente per “vergognoso”. Accade che un malato oncologico, su esortazione di un Medico Oncologo del nostro Ospedale, qualche giorno fa, nel corso della mattina, si rechi, ovviamente accompagnato, in PS perché, come riscontrato dall’Oncologo, nelle ultime analisi effettuate, l’emoglobina risultava molto bassa, esattamente 7,4. Nel caotico PS iniziano a trascorrere le ore, al paziente viene effettuato un prelievo e dalle nuove analisi, risulta che l’emoglobina da 7.4 è salita a 8…Le ore continuano a trascorrere e quando arriva il pomeriggio, a nessuno era punta vaghezza di dire al paziente, cosa sarebbe stato opportuno fare e soprattutto se poteva andarsene. La domanda sorge spontanea…ma l’Oncologo che aveva detto al paziente di andare in PS a ripetere le analisi, si presume sia l’Oncologo di fiducia del paziente in oggetto, colui che lo ha in cura, o no?, ed ovviamente lo stesso è perfettamente al corrente delle condizioni del paziente e di conseguenza del disagio e della stanchezza che, lo stesso sicuramente stava sopportando, a causa di quelle lunghe ore d’attesa, o no? E, sempre lo stesso Oncologo, ci chiediamo, avrà sicuramente avvisato il Ps della delicatezza del caso, oppure… noi siamo troppo esigenti, mentre gli altri non hanno tempo da perdere?, né tantomeno, hanno tempo per pensare e riflettere ed infine convenire se sia umano o normale, lasciare un paziente oncologico, ore ed ore seduto su una sedia di ferro in mezzo alla confusione di un PS, come quello del Sant’Anna e San Sebastiano? E non si venga a raccontare la solita storia della carenza di medici e personale e le ferie e tutto il resto, dal momento che, una gestione appena appena consapevole dei meccanismi gestionali di un’Azienda sanitaria, avrebbe fatto marciare come un treno tutto l’Ospedale, compreso il PS, anzi innanzitutto il PS. Ma il funzionamento nel nostro Ospedale, dipende dai quarti di luna, dal potere contrattuale di qualcuno e dalle bizze di qualcun altro. Il tempo intanto, continua a trascorrere e non si comprende, quale tra i medici presenti in PS o altrove, debba dare il parere a favore o contrario ad eventuali trasfusioni per il paziente oncologico…fino ad iniziare a sospettare che qualcuno, abbia addirittura dimenticato sia le analisi che il paziente… Ad un certo punto il paziente oncologico di cui sopra, viene fatto accomodare nella sala d’attesa, dove rimarrà altro tempo indefinito, in attesa che qualche luminare faccia la grazia e la cortesia di raggiungerlo per dare il suo prestigioso parere… La gente in attesa, intanto, comincia a tradurre il peso dell’ansia in rabbia e in quella confusione si sente mormorare tra i denti: ” Il solito schifo”, qualcun altro scuote la testa, altri si alzano e si siedono nervosamente…e si fa strada una strana atmosfera “murmuliante” di nervosismo a stento represso…E lei, egregio DG Volpe, cosa pensa di fare in casi come questo?, a nostro modesto parere, dovrà provvedere in fretta ad assumere una decisione, dal momento che in casi come quello appena riportato, vi erano tutte le condizioni per una “sonora” e meritata denuncia e non è detto che i familiari del povero paziente, non l’abbiano presentata. Hasta la vista!



















