“WAKE UP DEAD MAN: KNIVES OUT” DI RIAN JOHNSON: ENNESIMO BINGO PER NETFLIX

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-di Ciro Scognamiglio-

Uscito in poche sale il 10 Dicembre per poi venir rilasciato in home distribution il 12 “Wake up dead Man” è il terzo film della serie tutta Netflix di Knives out diretta da Rian Johnson che ci porta a seguito del detective Benoit Blanc per un nuovo caso impossibile: 

Jud Duplenticy, un ex pugile diventato sacerdote, viene trasferito dopo aver preso a pugni un diacono. Viene nominato assistente pastore di Nostra Signora della Fortezza Perpetua, una parrocchia rurale guidata da Monsignor Jefferson Wicks. Jud si scontra con Wicks a causa della sua predicazione violenta, che ha allontanato tutti i parrocchiani tranne i più devoti. Durante un servizio del Venerdì Santo, Wicks muore improvvisamente in un ripostiglio vicino al pulpito pugnalato alla schiena. Nonostante le prove inconcludenti, Jud diventa il principale sospettato.

Un film che ho trovato davvero meraviglioso, il migliore della trilogia finora. In questo terzo capitolo infatti Rian Johnson mantiene il suo livello di scrittura estremamente elevato e al contempo perfezioni i diversi tratti caratteristici che hanno contraddistinto la serie sin dal primo film: I tempi comici dopo un primo film in cui erano oserei dire scarsi e un secondo film in cui invece finivano addirittura per soverchiare l’intento principe del film, in Wake Up dead man sono davvero perfetti, rendendo de facto il film una squisita commedia dark “agathacristiana”. Ancor più accesa si fà poi la satira politica presente in ciascuno dei capitoli ma qui ancor più chiara ed efficace con un Rian Johnson che non si fa problemi ad attaccare in maniera ancora più vis-a-vis tutti i problemi dell’America contemporanea.

Eccezionale il cast anche se non sempre risulta perfettamente compatto. Il primato sullo schermo spetta senza dubbio a Daniel Craig che riesce nuovamente a mettersi nei panni del grande investigatore divertendosi e facendo divertire, nonostante entri davvero in scena solo intorno al minuto 45. Seconda ma solo per minutaggio è la performance di Josh Brolin nei panni del Monsignore Wicks  che riesce a trasmettere nei suoi sermoni e nei suoi monologhi tutta la viltà del personaggio. Eccezionali anche Josh O’ Connor che interpreta il vero protagonista del film, Padre Jud, Glenn Close nel ruolo di Martha e Jeremy Renner nel ruolo del Dottor Nat.

Particolare elogio và fatto alla fotografia di Steve Yedlin che moltissimo ho apprezzato, in particolare l’intelligentissimo uso delle luci come specchio dello stato interiore di alcuni personaggi e l’utilizzo di suddivisioni artistiche della scenografia con colori accesissimi specialmente nei flashback per evidenziare momenti di rabbia e di violenza. Eccezionale ovviamente anche la regia con ottimo utilizzo delle transizioni e delle messe a fuoco con momenti che rasentano l’horror più classico.

Insomma dopo il recentissimo successo di Frankenstein di Del Toro, Netflix riesce a sfornare un nuovo prodotto estremamente valido per l’home cinema con il rischio sempre maggiore di lasciar decadere i veri cinema.