Dopo l’incontro pubblico del 6 febbraio in cui sono state espresse le ragioni del sì e del no al referendum costituzionale sulla magistratura del 22-23 marzo, la Segreteria di PER le PERSONE e la COMUNITÀ si è riunita per esprimere un orientamento di voto della rete politica, confermato dal Consiglio di PER.
Per la Segreteria e il Consiglio di PER vanno poste quattro premesse:
– gli interventi sulla Costituzione su cui i cittadini dovranno deliberare hanno a che fare solo relativamente con la domanda di giustizia dei cittadini, mentre più marcato è, oggettivamente, il significato politico;
– come considerato da entrambi i fronti del “sì” e del “no”, la riforma non ha effetti sulla durata dei processi e sulla rapidità delle decisioni giudiziarie;
– le riforme costituzionali avrebbero bisogno di uno spirito costituzionale, che in Parlamento non si è visto in relazione a questo progetto di cambiamento della Carta: il testo approvato dalle Camere è identico a quello originariamente varato dal Governo e non c’è stato un dialogo concreto e costruttivo tra le forze parlamentari sui temi oggetto della riforma;
– PER è una rete politica che nasce per innervare sui territori una domanda di buona politica e buona amministrazione, attraverso una Carta dei Valori condivisa e sottoscritta da circoli, candidati e liste di riferimento; quando PER affronta temi di carattere nazionale, adotta un metodo di confronto aperto e libero, che conduce a offrire orientamenti di voto (rientra tra le responsabilità di una rete politica) ma considerando sempre una assoluta ricchezza la presenza di diverse posizioni e sensibilità.
Poste queste premesse, la Segreteria e il Consiglio di PER, mettendo sulla bilancia le varie argomentazioni, pur comprendendo e considerando legittime diverse ragioni del “sì”, ritengono più consistenti le motivazioni per votare “no”, poiché la riforma nel suo complesso fa prevalere una postura di “contrasto” tra politica e magistratura, rischia di acuire ulteriormente divisioni e conflitti istituzionali, sembra rinunciare a risolvere problemi reali attraverso la leale cooperazione tra poteri dello Stato.
Alla luce delle rilevanti riflessioni presenti in entrambi i fronti quando la discussione abbandona i fumi ideologici, la Segreteria e il Consiglio di PER esprimono infine il proprio rammarico perché, con grande probabilità, anche questa tornata referendaria rappresenterà un’occasione sprecata, a prescindere dagli esiti. Nel nostro Paese trovare soluzioni condivise e serie, in uno spirito autenticamente costituzionale e costituente, è e resta un miraggio.



















