CAMPAGNA REFERENDARIA …SI FA PER DIRE…

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    –    di Francesca Nardi    –                                                                                           

Con la stessa ostinazione con cui abbiamo deciso nel corso degli anni, più o meno volontariamente, di fare del nostro quotidiano, una versione animata in technicolor delle tre scimmiette, “non vedo, non sento, non parlo” ed in aggiunta per i più pavidi tra noi “non c’ero e se c’ero dormivo”, dovremmo iniziare a pensare alla maniera meno disordinata di raccattare e rimettere in sesto, quel che resterà del nostro piccolo mondo scalcinato, dopo la bufera in atto, sempre che vi sia la volontà da parte della Giustizia, di rastrellare in maniera definitiva, l’orrore che ci lambisce inevitabilmente ed al quale non possiamo dichiararci estranei. Ce la va sans dire che dinanzi alla nostra precarietà esistenziale, la campagna referendaria si rivela, immiserendosi, esattamente per quello che è…l’occasione migliore per frustare il Governo, servita su un piatto d’argento a quella parte della sinistra  e del centrosinistra che, fino ad oggi ha ispirato e fissato la sua azione politica d’opposizione, esclusivamente sulle performances della presidente del Consiglio, alla quale assai scioccamente non è stato perdonato nulla, travisando tutto ed il contrario di tutto. Il NO è diventato progressivamente un mantra tenebroso, alimentato in maniera subliminale dalle sortite di uomini “illustri & illuminati”, tutt’altro che casuali, ma perfettamente ordite per ottenere un risultato doppio, rispetto al consenso iniziale che, inevitabilmente si è arricchito dello sdegno nei confronti di chi, timidamente, osava eccepire sulle licenze poetiche degli “illustri & illuminati” che, con invidiabile candore, avevano associato i sostenitori del SI agli indagati, imputati e via col tango. Con questi chiari di luna, dalla luce falsa come lo sguardo di un cospiratore, diventa rischioso persino raccontare come sia stato gratificante, per i nostalgici della Coerenza e della Politica, partecipare ad un incontro in cui oratori come l’avvocato Claudio Botti e politici vigorosi come Felice Iossa, incrociavano i ferri sulle diverse affascinanti sfumature della medesima Idea di fondo, solida ed inamovibile, pietra angolare di una inesauribile forza riformista e giustizia sociale…Così come… in questa dimensione inquinata nelle fondamenta, che rischia di fare del più tranquillo tra noi, un maniaco del complottismo, potrebbe ottenere l’effetto contrario,  esprimere con incredibile chiarezza di idee e libertà di pensiero, come sia stato rigenerante ascoltare parole prive di astiose rivendicazioni, partecipare ad un momento politico- culturale in cui nessuno dei presenti, ha mai esortato a sposare le ragioni del SI…eppure eravamo lì per ascoltare quelle ragioni, che nessuno ha imposto, ma che sono trasudate fino a diventare patrimonio naturale del pensiero di ognuno dei presenti che le avrebbero elaborate in solitudine,  nonostante le aggressioni del NO. L’esempio calzante non ha bisogno alcuno di essere urlato, né imposto, né tantomeno reso appetibile dalla volgarità di paragoni più o meno ad effetto. Prestigiosi uomini ed oratori come l’avvocato Romolo Vignola, Giulio di Donato storico deputato del Psi, Antonio Barbato, presidente della Camera Penale del Tribunale Napoli Nord e l’avvocato Salvatore Sannino, hanno dato vita, forma e sostanza ad un confronto pluralista che ha condotto spontaneamente a rendere evidenti ed inossidabili le ragioni del SI, consentendo a chiunque di esprimere nella massima libertà opinioni concordi o diverse. I toni della campagna referendaria purtroppo, fuori dagli atolli rari, in cui il confronto resta misurato e costruttivo, rasentano l’intollerabile ed i social fanno la loro parte, contribuendo alle cosiddette licenze verbali che, talvolta, somigliano più a frustrazioni personali in cerca di sfogo, che alla manifestazione di un pensiero logico e ragionato. Hasta la vista!

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