(f.n.) – In attesa che la triste storia dello Stadio del Nuoto, si avvii verso una stagione migliore, tessuta e permeata soprattutto, di quell’onestà intellettuale che dovrebbe essere il presupposto scontato, di coloro che sono deputati alla programmazione, organizzazione e realizzazione di un servizio pubblico, guardiamo con molto interesse alle iniziative che il M5S sta ponendo in essere, per sgombrare il terreno dagli equivoci, (che sono molti e maleficamente orchestrati) e raggiungere rapidamente, l’obiettivo comune, che è quello della riapertura al pubblico dello Stadio del Nuoto. Sorvoleremo quindi, ma non troppo, sulle frange polemiche che, a fronte del disastro attuale, dovrebbero essere considerate inevitabili dalla gente di buon senso…dal momento che il M5S, è appena il caso di evidenziare senza alcuna accidia, pare si sia ricordato, come molti altri del resto, che esisteva uno Stadio del Nuoto, quando la polvere delle macerie in progress, aveva raggiunto un tale spessore da rappresentare un pericolo per la vista, provocare inopportune allergie primaverili e attentare all’immagine dei nuovi consiglieri regionali e relativo presidente…Vi sarebbe quindi più di una ragione per essere scettici, ma…ce la va sans dire che anche lo scetticismo ragionato, talvolta si riduce considerevolmente se, tra i nuovi sostenitori di una causa comune, troppo a lungo accantonata, spiccano figure eccellenti e di indiscutibile spessore umano e culturale, come ad esempio l’ingegnere Carmela Mucherino, già assessore all’Ambiente del Comune di Caserta. Al primo incontro tenutosi con le associazioni sportive ed i cinque ex dipendenti dello Stadio del Nuoto che, da mesi brancolano nella nebbia, dal momento che nonostante fossero stati contrattualizzati dalla società Terra di Lavoro Spa, non hanno ancora una sede lavorativa stabile, hanno partecipato infatti il consigliere regionale Raffaele Aveta presidente della VIII Commissione permanente Agricoltura, il deputato Agostino Santillo ed appunto Carmela Mucherino che non mancherà, come del resto ha già dimostrato, di seguire l’incresciosa vicenda che riguarda la sorte dello Stadio del Nuoto, con la serietà, la passione e quel profondo senso del dovere e della responsabilità civile che hanno caratterizzato, sempre e comunque, il suo lavoro professionale e politico. Ci auguriamo si faccia infine giustizia sommaria delle promesse a vuoto del presidente della Provincia Anacleto Colombiano, soprattutto della più marchiana, appoggiata sul nulla e che assicurava la riapertura con annessi e connessi dello Stadio del Nuoto, per il mese di settembre 2026. A prescindere dal fatto che non siamo ancora in grado di sapere cosa sia successo il giorno dopo quello in cui il presidente ff De Rosa, fu costretto a chiudere lo Stadio per assenza di documentazione antincendio e certamente non per ragioni tecniche, o strutturali o comunque tali da richiedere interventi, che fossero diversi dagli atti amministrativi. Intanto il consigliere Aveta, assicurando i convenuti che ci sarebbero stati altri incontri, ha inviato una nota ufficiale all’assessore regionale Fiorella Zabatta con delega alle Politiche Giovanili, allo Sport, Protezione Civile, Biodiversità, Politiche di Riforestazione, Pesca e acquacoltura e Tutela degli animali. Nella nota avente per oggetto la chiusura dello Stadio del Nuoto e la richiesta di incontro, si legge:
“Ti scrivo in merito alla vicenda relativa alla chiusura dello Stadio del Nuoto di Caserta, problematica che mi è stata formalmente sottoposta da diverse associazioni sportive del territorio e da numerose famiglie. La situazione sta generando forti criticità: oltre al disagio per tanti bambini e ragazzi che praticano sport – alcuni dei quali svolgono attività anche con finalità terapeutiche – emergono serie preoccupazioni per le associazioni concessionarie e per i lavoratori che operano all’interno dell’impianto. Una situazione che ha evidenti ripercussioni sociali, occupazionali ed economiche. Ritengo che la questione meriti un approfondimento istituzionale, sia per comprendere nel dettaglio lo stato amministrativo e tecnico della vicenda, sia per valutare insieme quali possano essere le soluzioni percorribili per giungere a una riapertura in sicurezza dell’impianto nel più breve tempo possibile. Ti chiederei, pertanto, la disponibilità a un incontro in presenza anche dei rappresentanti dei lavoratori e delle Associazioni coinvolte per affrontare la questione in modo costruttivo e individuare un percorso condiviso.




















Prima di rispondere, mi piacerebbe sapere chi sono, dalla visione della foto persone mai viste nei lunghissimi anni che sono stato allo stadio del nuoto, Palazzetto dello Sport, Palestre Provinciali, Palamaggio’. ma i 5 stalle che centrano con lo stadio del nuoto, proprieta della provincia, e con la piscina “Dennerlain” proprieta del Comune, gli interventi devono essere eseguiti dagli Enti proprietari. ma qualcuno ha letto i regolamenti oppure degli autoreferenziati vogliono appropriarsi del bene comune a fini propri. Non amo che la politica debba entrare cosi pedestremente nello Sport, sè nel passato ha tentato di farlo è stato al solo scopo di non far svanire alcune realtà sportive esistenti, (leggi palamaggio’ con la richiesta del presidente della provincia per evitarne le chiusura dopo il fallimento del Cav. MAGGIO’ e, far rifiorire le attività sportive con il rilancio dello stesso).
MI pare che Carmela Mucherino sia l’assessora che non ha lasciato un attimo Carlo Marino, neanche quando l’evidenza avrebbe dovuto suggerirle prudenza e pudore. Non è lei?