– di Francesca Nardi –
Qualcuno ha detto che domenica scorsa si sono tenute le elezioni provinciali…ne parlavano così… con una certa sufficienza, tanto per lasciar intendere di essere al passo con l’informazione e magari… mettere una crocetta in agenda…quella che torneremo a consultare, quando lo strumentario elettronico delle stanze dei bottoni si sarà ribellato ….già…non resta che attendere la giusta reazione da parte delle “macchine” all’idiozia dei dati inseriti, per tornare, uno alla volta, sul sentiero accidentato dell’evoluzione, lasciato pericolosamente, dopo l’ultima spinta a tradimento che ci ha gettato fuori strada…Già…ricordate?, è stato quando …qualcuno per primo, ha pronunciato la sentenza più comoda…quella che molti, troppi, avrebbero voluto assorbire da tempo, per sentirsi giustificati nella loro incredibile indolenza, sbrindellata e rattoppata con i pigolii residui del pensiero delle cosiddette “persone oneste”… Una sentenza asciutta, vigliacca, immonda ma, con un potere persuasivo immenso, privo di violenza, rassegnato su misura sia degli autori, che del mondo degli altri…Una considerazione tradotta in sentenza de facto, dall’espressione contrita di chi, voleva dimostrare di avere già dato inutilmente ed oggi sorrideva bonario, ma tristemente consapevole, nel tentativo di smorzare i tentativi di quei soliti quattro ingenui idealisti, impregnati di illusioni che tentavano, con fatica disumana, di guadare gli acquitrini ribollenti di corruzione e mistificazione e lerciume dialettico, registrando e denunciando, nella speranza che il popolo “sovrano” rifiutando di tornare ad essere “bue”, riattivasse quella scintilla superba di orgoglio che, nonostante tutto, secondo noi, continua a brillare in fondo alla discarica. Ma…il disincanto di chi si era assunto l’onere gravissimo, di invitare l’intelligenza, la ragione e la coscienza residua a desistere, doveva coreograficamente ed assai facilmente, dimostrare quanto fosse più conveniente e salutare, abbandonare il tentativo peregrino di risanare il pensiero e godere quindi, della possibilità futura di saltare la fila senza sforzo o di contrabbandare tre quarti di silicone e l’effetto botulino con il merito, che l’opportuna programmazione del silenzio giusto della coscienza al momento giusto, lasciava intravedere, laddove non si dovesse, al massimo, limitarsi ad acconsentire…sempre con il minimo sforzo. E infatti, a quanto pare, sono in molti ad essere soddisfatti, a parte qualche piccolo intralcio che sicuramente troverà soluzione, non è vero? Ed anche in fondo al vicolo, anzi soprattutto in penombra, laddove si ricrea l’atmosfera fascinosa dell’intrigo sentimentale, si racconta che le elezioni sono andate proprio “comme il faut”, anche se qualcuno cerca di difendere quella ‘ntecchia di scarto tra una formazione e l’altra, intravedendo in essa, la possibilità di un recupero che, se per recupero si intende una ricostruzione radicale, provvista di anticorpi, secondo i più maligni, potrebbe avvenire soltanto con un intervento drastico e risolutivo, che non faccia sconti a nessuno e tenga conto delle molte negligenze e punti oscuri, che navigano a vista attraverso i curricula di qualcuno, o no? Ma se dovessimo elucubrare sulle note stonate di qualcuno che, nonostante il buon senso di chi conosce i fatti, è stato eletto…dovremmo iniziare a pensare che, per essere votato in rappresentanza di, (non si sa bene cosa, questo è il punto) dovremmo dedicarci con una certa passione perversa, alla distruzione di qualche struttura, che rappresenta il fiore all’occhiello di un’intera comunità, specializzarci in menzogna decorata e via col tango…in definitiva, tanto per fare un esempio… noi che riteniamo di essere persone timorate di Dio, nelle prossime vite, dovremmo pregare di nascere semplicemente dalla parte dei furbi, anzi di certi furbi… o no? Hasta la vista!



















