– di Francesca Nardi –
Una Città disorientata la nostra, offesa dall’ignoranza volontaria, vittima sovente predestinata, dei teatrini improvvisati di chi, facendo leva soprattutto sull’avvilimento popolare e affidamento sullo scudo protettivo di qualche genio della politica, si esibisce nella parte della vittima, che, in alcuni casi si rivela essere soltanto una miserabile sintesi della malafede più cialtrona. In attesa di conoscere quanto vi sia di vero, in quel marchio ossidato dall’uso, che qualcuno si è appiccicato addosso qualche giorno fa, tremando, piangendo ed accusando di aggressione ingiustificata i soliti extracomunitari, quasi fossero i depositari della violenza rivelata e le statistiche non registrassero, in verità troppo spesso, un numero inverosimile di femminicidi, stupri ed altri orrori ad opera di connazionali, bianchi come la neve, sprovvisti del controllo dei propri istinti, regolarmente lasciato a dimora nella cantina murata dell’educazione. Con questi chiari di luna, passeremo i tempi migliori della nostra vita, in attesa di qualcosa, visto che l’attesa di verità, accompagna il nostro quotidiano da un bel pezzo! Non possiamo infatti dimenticare, di essere in attesa di conoscere se il sindaco Carlo Marino, sia stato mandato a casa, per inossidabile rancore e consequenziale vendetta o per infiltrazioni mafiose e adesso, aggiungiamo questa aggressione che, a nostro parere, apre ad una ipotesi di farsa, che riteniamo di potere senz’altro accostare all’evento ben più grave, del commissariamento, con relativo stemma mafioso, per il semplice motivo che la truffa ai danni della buona fede del cittadino, non può essere grave o meno grave, per il semplice motivo che è e rimane, se accertata, una ignobile truffa. Chi ruba un centesimo sarà a tutti gli effetti un ladro allo stesso modo di chi ha svaligiato una banca, n’est pas? Quindi, azzerati sul nascere i commenti della domenica mattina al Bar dell’angolo, prevedibili ma superflui, torniamo ad una aggressione denunciata sui social e a quanto pare soltanto sui social, da parte della “ presunta vittima”, a fronte di un’altra denuncia, documentata e regolarmente consegnata alle Forze dell’Ordine da parted ei “presunti aggressori”. La sicurezza della Città è un problema prioritario che, ognuno di noi sente intimamente come tale e ambisce a risolvere, sicuramente contribuendo allo sforzo delle istituzioni e degli organi preposti. Ognuno di noi è perfettamente consapevole dei disordini e dei tanti fatti di cronaca, di cui soggetti extracomunitari si rendono responsabili, così come non possiamo sminuire né evitare di evidenziare, la microcriminalità ed oltre, ad opera esclusiva dei nostri “fratelli bianchi”, ai quali nessuno ha nulla da insegnare, nel bene e nel male, non è vero?, ma… la nostra consapevolezza non deve diventare strumento demagogico-casereccio-bianco alla trumpiana maniera e spingere l’eroe di turno, a sposare la prima causa politico-razzista, andare in esaltazione, lacerarsi le vesti, provocare e urlare allo stesso tempo, come se lo stessero scannando, mandando in confusione le idee di una comunità già disorientata, che sente le urla, ma ne ignora la causa, alla quale sarà facile far credere di essere stati brutalmente aggrediti e che, d’istinto si getterà nella mischia…a difesa della famosa “vittima” che urla più forte degli altri…Questo è quello che potrebbe essere accaduto qualche sera fa, dal momento che l’unica denuncia di cui abbiamo contezza, è quella del titolare del bar di Via Cesare Battisti, un giovane egiziano che avendo notato un giovane, peraltro conosciuto come blogger, che passava davanti al Bar riprendendo la strada con il cellulare e indugiando davanti al Bar appunto, continuava la sua ripresa, gli chiedeva il motivo per il quale stesse riprendendo il Bar. A questo punto, secondo la denuncia del giovane egiziano, il blogger improvvisamente, avrebbe dato in escandescenze, lasciando intendere ai vicini che lo stavano aggredendo. Lungi da noi sentenziare sulla presunta verità dei fatti, raccontata dall’uno e, incidentalmente, scritta dall’altro ma, sia chiaro che, qualora la storia “vera” dell’aggressione fosse quella raccontata dal blogger o presunta vittima, non potremmo che unire la nostra voce a quella dei tanti cittadini, stanchi di vivere nel perpetuo timore di uscire di casa o di prendere un caffè con gli amici ma…se per caso, la fantasia avesse preso la mano al blogger ed il vittimismo in progress, rischiasse di assumere contorni più urticanti, fino a costituire l’ennesimo spunto per i dettati di una politica ingiusta e pericolosamente divisiva, allora sarebbe opportuno che questa storia, nella sua interezza e verità, emergesse nelle giuste sedi e le sue conseguenze fossero quelle previste da una società civile, che non punisce ma monitora nella maniera giusta e dopo avere assorbito le sfumature di un problema assai complesso, ne facesse monito per se stessa e per chi sostiene di rappresentarla. Hasta la vista!



















