– di Francesca Nardi –
Nonostante da decenni, le nostre inchieste siano state dedicate, quasi esclusivamente, agli effetti devastanti dell’inquinamento politico-sanitario che, ahinoi, continua impunemente a dilagare e pertanto, dovrebbe risultare piuttosto difficile, meravigliarsi o addirittura scandalizzarsi, dinanzi alla posa in opera di certe strategie di potere, che sarebbero soltanto volgari manovre intenzionali, se non offrissero lettura della più ingiustificabile cattiveria e totale mancanza di rispetto, nei confronti di un sottoposto/a che avesse osato emettere un suono vocale e mezzo in più, rispetto a quello consentito dal patron…Ebbene…si…certe volte sembra proprio che, nell’atteggiamento di qualcuno, torni ad emergere la spocchia tipica dell’intoccabile di turno che, forte della sua posizione, ad un certo punto, si lascia prendere la mano dal suo Io ed inizia ad elaborare strategie…infallibili… E a questo proposito, torniamo a parlare del 118 e del disagio che, da diversi mesi ormai, per una serie di inadempienze, come ritardi negli stipendi, mancata applicazione delle norme contrattuali ed altre difficoltà, sono costretti a vivere gli operatori del 118, in servizio sul lotto 2 dell’Asl, gestito dalla Croce Bianca di Salerno. Quanto accaduto qualche giorno fa nella postazione del 118 a Mondragone però, va ben al di là del disagio più volte denunciato dal sindacato Nursind, a tutela degli operatori in difficoltà e rappresentato persino in sede giudiziaria, e supera di gran lunga, i momenti di attrito sia pure aspri, che si sono registrati nel corso di questi ultimi mesi, caratterizzati da naturale nervosismo e da quel senso di precarietà che compromette seriamente il quotidiano, che sembra essere diventato improvvisamente incerto, di chi lavora per mantenere una famiglia. Protagonisti dell’episodio in questione avvenuto nella postazione del 118 a Mondragone qualche giorno fa, Lucia Treglia infermiera della Croce Bianca, in servizio al SAUT 118 nel distretto 23 di Mondragone iscritta al sindacato Nursind e come tale molto attiva sul fronte della rivendicazione dei diritti dei lavoratori, Vito Guariglia direttore generale della Croce Bianca, Antonio Guariglia fratello del direttore e privo di ruolo ufficiale in quel contesto, né avrebbe potuto averne a nostro parere dal momento che pare abbia invece, un ruolo nell’Asl di Salerno, Baldassarre Proto responsabile autista della Croce Bianca, Giovanni Savignano un infermiere ed una “non identificata” signora, dal momento che non si è qualificata nell’occasione, né qualcuno ha pensato di presentarla. I fatti: Lucia Treglia in data 7 marzo intorno alle 15, regolarmente in servizio, era in attesa delle chiamate dalla Centrale operativa, come sempre, quando all’improvviso sono arrivate le cinque persone di cui sopra. Il Guariglia Antonio, non si sa bene a quale titolo, chiedeva di aprire l’ambulanza per una verifica e… fu immediatamente chiaro che si trattava di un’ispezione a sorpresa. Conoscendo i fatti, ce la va sans dire che se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere. E da quel momento, con un incalzare degno di un crescendo rossiniano, sincopato ad intervalli regolari da piccoli saggi linguistici del miglior gergo partenopeo da parte della misteriosa signora, la povera infermiera Lucia Treglia, colpevole di avere quattro figli e di lavorare per vivere e non per hobby, ma soprattutto rea di aver osato far valere i suoi sacrosanti diritti, è stata oggetto e vittima di una miserabile sceneggiata pre organizzata che, via via che si svolgeva riusciva persino ad auto contraddirsi sul campo, costringendo gli stessi autori a correggersi. Ovviamente per gli inquisitori, non c’era nulla che funzionasse in quell’ambulanza ed anche quando il direttore Guariglia o the brother, rilevavano assai storditamente che qualcosa mancava, senza rendersi conto che, se mancava, era soltanto perché lui come direttore, non aveva provveduto…bene… anche il qual caso che definire ridicolo è un eufemismo, il gentiluomo non batteva ciglio. Poiché Lucia Treglia è una valente professionista, ribatteva sovente alle critiche senza senso, correggendo il tiro “scombinato” dei magnifici inquisitori fino a quando, la signora misteriosa con voce querula una ‘ntecchia spazientita, non ha recitato un proverbio degno dell’angolo più caratteristico di Forcella. Vale davvero la pena di condividerlo con voi “Chest na vot è prena, na vota allatt e i n’a pozz mai vattr” che, tradotto per chi ha fatto le “scuole piccole” e quindi non si è evoluto adeguatamente nel linguaggio del vico, significa: “costei una volta è incinta una volta allatta e io non posso mai picchiarla” Quanta poesia, non è vero? Abbiamo motivo di ritenere che la frustrazione avvertita dalla signora sconosciuta, che non riusciva a trovare l’appiglio per una provocazione tattile, rischiava di mandare tutti i cavalieri ispettivi in ansia…ed infatti i Guariglia brothers ad intervalli regolari e con una certa stizza intimavano il silenzio alla povera Lucia Treglia e, come si “ausa” nella high society le regalavano epiteti gratuiti … I due fratelli del resto, nutrivano una certa animosità nei confronti di Lucia e dei dipendenti, che si erano rivolti alla legge e proprio qualche giorno prima che si tenesse l’udienza, per la causa relativa al ricorso fallimentare chiesto dal legale degli operatori, avevano liquidato gli stipendi…Abbiamo ragione di credere quindi, che avessero un piano preciso da porre in essere. Questa manfrina di dubbio livello andò avanti per un pò fino al momento in cui, iniziò a degenerare, a parer nostro, in maniera calcolata…Infatti la signora sconosciuta, oltre al linguaggio discutibile ad un centro punto iniziò a spintonare Lucia Treglia, la quale ormai esasperata reagisce dicendo che fino a quel momento aveva sopportato tutto, ma non permetteva a nessuno di metterle le mani addosso…Le parole di Lucia sono state evidentemente una sorta di “banzai” casereccio per i signori della Luna Rossa i quali ciascuno per la propria parte, hanno iniziato a dire che avevano visto Lucia che aveva alzato le mani sulla signora….La povera Lucia Treglia ormai sotto pressione da troppo tempo, si è sentita male e ha chiesto personalmente un’ambulanza, mentre gli ufficiali inquisitori, lasciandola sola e sofferente ad attendere l’ambulanza, lasciavano la scena e si dissolvevano nella nebbia… L’ambulanza arrivava da Sessa Aurunca e trasportava Lucia Treglia alla clinica di Pineta Mare… noi non commentiamo quest’utimo saggio di umanità e galanteria dal momento che si commenta da solo, ma Lucia Treglia ha denunciato regolarmente l’accaduto….E a conclusione della sceneggiata che, probabilmente, gli inquisitori ritengono di aver recitato al meglio, ieri, il Presidente della Croce Bianca ha inviato una lettera di licenziamento a Lucia Treglia e sapete perché?, perché avrebbe aggredito una certa dottoressa Paola Apicella all’interno dell’ambulanza…E’ appena il caso di dire che non solo chi firma non ha le idee chiare sulla prassi prevista dal contratto ed inoltre non si sa chi sia il Presidente, dal momento che non si vede alcuna firma leggibile. Quasi quasi cercheremo un contatto con Sorrentino per proporgli “aggratis” la trama per un nuovo film….che ne dite?, riusciremo a far ridere il pubblico o si tratterà soltanto di un ‘altra tacca sul calcio del fucile della vergogna? Hasta la suerte companeros!



















