– di Francesca Nardi –
Vi sono momenti in cui, anche l’orgoglio più sfrenato deve segnare il passo, vibrare e… fare quindi un passo indietro e… consapevole della sconfitta inflittagli dall’altrui magnificenza, non soltanto raggrumarsi nella sua ormai riconosciuta inutilità, ma esortare l’onestà intellettuale, che dovrebbe identificare il possessore di tale orgoglio, a riconoscere pubblicamente l’altrui evidente superiorità, che aveva offerto lettura di sé in un saggio della miglior satira, al cui confronto persino i maestri del passato, da Giovenale a Maccari passando per Giusti e Belli, rischiavano di fondersi con la nebbia. E pertanto, inchinandoci dinanzi alla modestia dell’autore di un articolo anonimo di conseguenza, ma di rara maestria, apparso su SalernoNotizie, ammettiamo di aver colto la squisita metafora (o no?)del pescatore che tira su dal mare una “treglia rara”, e di conseguenza apprezzato e non poco, il riferimento di grande e sicura efficacia al nostro articolo-denuncia, in cui abbiamo reso pubblica una sorta di prova d’autore di tre aspiranti comici, due maschietti e una femminuccia, il tutto, ovviamente, confezionato con il dovuto rispetto verso noi stessi e verso le vittime dei soliti figli di papà che, in virtù della tutela di qualche sarago in via di estinzione, ritengono di potersi concedere tutti i lussi, persino quello di credere di essere spiritosi. E veniamo alla reazione satirica del valente anonimo autore…Ebbene, come sovente accade, non sempre le intenzioni di un genio della satira risultano chiare ed inequivocabili fino in fondo e secondo noi, anche in questo caso, sempre con l’abilità di un giocoliere, l’autore della satira pensava una cosa e decideva di scriverne un’ altra…Infatti, giocando brillantemente con la parola “treglia” invece di triglia, riferendosi al cognome della professionista di cui abbiamo parlato nel nostro articolo, appunto Lucia Treglia, egli narra di un pescatore che avrebbe trovato una “treglia” diversa dalle solite triglie e che la scoperta avrebbe rivoluzionato l’intera costa… A quel punto la nostra ammirazione nei confronti di cotanta inventiva, raggiunto l’apice, si traduceva in compassione autentica, sentita, addirittura fraterna nei confronti dell’anonimo giornalista di Salerno Notizie, perché avevamo all’improvviso compreso tutto….poiché, noi riteniamo che egli abbia condiviso fino in fondo il nostro pensiero e… come avrebbe potuto non condividerlo, visto che parlavamo di una pietosa sceneggiata in perfetto stile “razza padrona” ai danni di una brava dipendente, pagata in ritardo, sfruttata e condannata ad essere oggetto dei soprusi goliardici dei padroncini, soltanto perché aveva osato eccepire?, pertanto abbiamo immaginato che l’anonimo collega, sia stato invitato dai vari emissari del sarago in via di estinzione, a vendicare l’onore degli stessi, che era stato messo alla berlina da noi. Desideriamo credere che sia andata proprio così e che un collega, chiunque egli sia e comunque la pensi, non si spinga fino a fare di se stesso qualcosa di indefinibile, rispetto al principio dell’informazione e che i diritti calpestati dei lavoratori siano sempre e comunque l’obiettivo imprescindibile e condiviso di chi, come tanti di noi, non arretrano dinanzi alle difficoltà di una battaglia. Companeros, fermiamoci un attimo…il pezzo che narra della “treglia” di Mondragone e dello stupore del pescatore, avrebbe tanto desiderato essere considerato “satirico” e quindi assolutamente “dissacratorio” e assai “divertente”, ma purtroppo, non c’è nulla di dissacratorio nello strano tentativo di uniformare un cognome ad un soggetto ittico, in questo caso la triglia, ed aver tentato l’impresa, potrebbe addirittura apparire patetico, né vi è alcunché di satirico ed ancor meno, ahinoi, di divertente…in quella che è null’altro di una posa in opera dell’imbarazzo…Pertanto siamo davvero in preda allo stupore al pensiero che qualcuno nella redazione salernitana, lo abbia trovato divertente a meno che l’autore- esecutore di ordini non sia stato quel giornalista di Salerno Notizie che qualche tempo fa, avrebbe chiesto con un certa arroganza, il licenziamento di uno steward napoletano, soltanto perché al campo sportivo di Salerno, dopo una vittoria della Salernitana, il poveretto, ignaro dell’atmosfera signoreggiante, si permise di dire: “Che mazzo la Salernitana!” In tal caso comprendiamo benissimo tutto…Hasta la vista companeros!



















