
– di Giuseppe Rock Suppa –
Una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) conferma quello che penso da molti anni, per questo spesso mi rinchiudo in casa per non vedere nessuno, inconsapevolmente eliminando un fattore di rischio per la salute, e non parlo di fumo o alcol o altre sostanze, perché anche le persone possono nuocere alla salute.
La ricerca suggerisce che avere nella propria vita persone costantemente conflittuali o stressanti può accelerare l’invecchiamento biologico. Lo studio ha analizzato 2.500 adulti tra i 18 e i 103 anni, confrontando i marcatori biologici dell’invecchiamento con la qualità delle relazioni sociali dichiarate dai partecipanti.
I ricercatori hanno definito “hasslers” le persone del proprio ambiente che generano stress cronico o conflitti frequenti. I risultati indicano che ogni “hassler” in più nella propria rete sociale è associato a un’accelerazione dell’invecchiamento biologico di circa l’1,5% e a un aumento medio di circa nove mesi dell’età biologica. L’effetto sembra collegato allo stress sociale cronico e ai suoi effetti fisiologici, come l’aumento degli ormoni dello stress e dell’infiammazione sistemica, fattori che nel lungo periodo sono associati a malattie cardiovascolari e a altri disturbi legati all’età.
In definitiva la ricerca misura l’invecchiamento biologico utilizzando orologi epigenetici, cioè modelli che stimano l’età biologica del corpo analizzando le modifiche chimiche del DNA. I ricercatori osservano che lo stress sociale cronico attiva in modo persistente i sistemi fisiologici legati alla risposta allo stress, in particolare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (se non conoscete l’asse non vi preoccupate, se avete studiato la Storia, nelle condizioni citate, per la salute è come quello Roma-Berlino-Tokyo, se ho capito bene) e la produzione di cortisolo. Questa attivazione prolungata è associata a maggiore infiammazione sistemica e alterazioni nei marcatori epigenetici, due processi biologici frequentemente collegati all’invecchiamento accelerato.
Risultato? Le relazioni sociali negative possono avere effetti biologici comparabili a altri fattori di rischio per la salute, influenzando la velocità con cui il corpo mostra segni di invecchiamento.
Questo studio lo girerò a mia mamma e ai miei familiari, che mi ripetono in continuazione “esci di più, sembri una persona agli arresti domiciliari”.
A parte con loro e pochissimi amici molto selezionati, non parlo con nessuno di estraneo (quando lo faccio più che altro cazzeggio), neppure con i miei parenti stretti tipo zii, zie e su WhatsApp il mio status parla chiaro: “Rispondo solo quando chiamo io”.
Almeno su questo sono un vero salutista e non lo sapevo, anzi suggerirei che le stesse avvertenze sanitarie che troviamo sulle sigarette, vengano attaccate, meglio ancora tatuate, sulla fronte di qualsiasi essere umano: “Attenzione, avere rapporti con le persone può causare la morte”.



















