– di Francesca Nardi –
Le vittorie a basso costo si conquistano automaticamente, con il disorientamento dell’uditorio ma… quelle ancor più succulente, si costruiscono cialtronescamente sull’altrui correttezza, ovviamente data per scontata a priori… Ce la va sans dire che il suddetto assemblaggio d’ingegno e “cattiva fede”, all’occasione si traduce in memoria difensiva ed efficace, n’est pas?, e dunque…chi si meraviglierebbe se in tal maniera, si vincessero persino le cause?, ad esempio, le vertenze di lavoro?, poniamo il caso in cui, chiamato in causa da un dipendente, che si ritenga licenziato ingiustamente, il patron (datore di lavoro), o chi per esso, si avventuri sul banco dell’accusa, petto in fuori e l’occhio stellato, sciorinando una serie di menzogne a sua discolpa, nella certezza matematica che il dipendente, licenziato perché “indisciplinato”, pur avendo impugnato il licenziamento, qualora avesse prove e testimonianze inoppugnabili delle sue ragioni, non le utilizzerebbe e sapete perché?, per non creare problemi ad altri…Ed il patron, caruccio!, cui certi sentimenti risultano estranei, sa però, come usufruirne indirettamente, facendo della discrezione del dipendente la sua carta vincente. In tal caso, nonostante il dipendente avesse detto la verità ed il suo licenziamento, derivasse sostanzialmente dalla chiara volontà di un patron, che non era riuscito a ridurre il dipendente stesso, nella solita sintesi delle tre scimmie, ad uso e consumo dell’azienda, è addirittura ovvio che, nonostante l’abilità dell’avvocato e la chiara onestà del dipendente, la vittoria è di chi da sempre, con gli scrupoli, fa il tiro al piattello, o no? A pensarci su… questa sembra la storia di una causa di lavoro, di cui siamo venuti a conoscenza proprio in queste ore…in verità non ne sappiamo granché ma… se non si tratta di una fake news, sembrerebbe che la nota Società Casa di Cura Villa Fiorita, chiamata in causa da un medico, che aveva subito un licenziamento disciplinare e, ritenendo di essere stato licenziato ingiustamente, aveva impugnato l’atto, sia risultata vincente, nel senso che le ragioni del ricorso sono state rigettate… È appena il caso di evidenziare che, avendo avuto occasione di verificare da vicino, come cambi il concetto di “verità” secondo il clima e le sfumature del tono, soprattutto negli ambienti della sanità privata, non abbiamo potuto fare a meno, di raccogliere qualche informazione in più, sulla vicenda… La ragione per cui il rigetto del ricorso del dottor X ci ha incuriosito ed anche insospettito, è chiara ed evidente…la titolare della Casa di Cura Villa Fiorita, in più di un’occasione e finanche in sede processuale, avrebbe dichiarato che il nostro giornale, dalla stessa definito in maniera dispregiativa, aveva preso di mira la clinica, attribuendole criticità inesistenti ed infangandone l’onorabilità. Nulla di più falso e di offensivo, dal momento che le gravi criticità della clinica, peraltro innegabili, erano state riscontrate dall’Agenas nel report annuale, in cui la Casa di Cura Villa Fiorita veniva classificata “codice rosso”, con cinque audit negativi su cinque ed un livello qualitativo molto basso e qualora ne avessimo fatto menzione, non avremmo che riportato la verità dei fatti, ma il nostro interessamento era rivolto ad altre inefficienze. A questo punto, poiché la nonna diceva sempre: chi mente una volta mente sempre, perché non indagare ancora un pò? Come non interrogarsi quindi, dinanzi a vicende giudiziarie dall’esito, a nostro parere, incredibile? Incredibile e paradossale dal momento che un’azienda Y, che di prassi non rispetta le regole, né le norme previste, né il CCNL, all’occasione sappia esattamente come fare, per licenziare un dipendente scomodo…lo sanziona per presunta mancata osservanza e rispetto delle regole, sostenuta dal silenzio di chi conosce i fatti o da chi, all’occorrenza li mistifica. L’intonaco non fa una piega anche se l’impalcatura si regge su un fragilissimo equilibrio emozionale e poiché “la legge non ammette ignoranza”…e dal momento che ciò che non si dice a supporto di una verità solitaria, non è obbligatorio presupporlo, certe vittorie, impossibili per chi “sa”, diventano naturali e la consapevolezza che siano vittorie di Pirro, non le rende, per chi subisce, meno grevi del “danno e la beffa”. Sarebbe tutto diverso, se… all’improvviso, per magia, il cespuglio di gelsomino, avesse registrato le dichiarazioni in libertà, che qualche coraggioso dei giorni dispari, aveva rilasciato, promettendo un blitz in sala operatoria, per sgamare gli incompatibili, che vi stazionavano di prassi… Mah! Scherzi dell’immaginazione, ancora una volta sconfitta da una ben più fantasiosa realtà…e cosa dire di quel ritornello dei giorni pari, forse un’altra fake news?, chissà…fatto è che l’edera rampicante, avrebbe registrato uno scambio di favori tra due cumparielli…Facciamo un patto?, io ti do 150 mila euro di azioni e tu mi presti il tuo nome ok? Evvvai!…Un altro scherzo dell’immaginazione a consolazione delle vittime della loro stessa lealtà…ma… secondo voi?, ne valeva la pena? Hasta la vista!



















