Teatro…la penombra dell’anima: Intervista a Roberto Nacca

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    –    di Francesca Nardi    –                                                                                                                 

E se la dimensione in cui il Teatro diventa magia fosse il “guardarsi guardare”?, quell’approdo agognato dell’anima che sublima la ricerca dei significati e consente l’ingresso nelle possibilità esistenziali del personaggio?, se dialogare su travi di legno, mentre la penombra oscura la platea, fosse evocare e non interpretare?, e lo splendore nascosto alla fine di un monologo fosse soltanto illusione?, e se fosse invece una grande illusione il tutto?, e reinterpretare dialogando, dopo aver osservato se stessi, che guardano ignorando i rapidi passaggi del “vedere”, fosse la chiave di volta del pensiero di questo giovane artista, artefice di se stesso e di un passato vissuto nella sua storia di dentro, di ieri, di sempre, che oggi, inasprita e confortata al tempo stesso dal dolore, si delinea sinuosa nella gestualità degli attori, che egli dirige e conduce nella scena irridente di se stessa, che si sintetizza in ogni singola parte e che il pubblico nella penombra, vivrà ridendo prima…sorridendo e meditando inevitabilmente poi…A teatro si va, mettendo nell’angolo i tradimenti del quotidiano straccione, varcando la soglia del “magico inconsapevole”, con una giacca leggera che consentirà alla pelle di rabbrividire e a te che, finalmente, ti guardi guardare, come quell’attore sulla scena, di vivere fino in fondo l’emozione irripetibile di essere “all inclusive ” con la realtà immaginaria che, forse, non ha nulla di immaginario ma tu fino a quel momento, non ne avevi contezza…E non è forse il dubbio che lascia inevitabilmente il fondo amaro di una risata estrema, ciò che lievita nell’anima, investe il cuore e resta sospeso nel silenzio fino alla prossima volta, quando tornerai per la tua dose di “magica verità” a sederti in seconda fila nella penombra, con una camicia dalla trama sottile affinché il brivido dell’emozione duri più a lungo e corrobori il pensiero e l’esistenza….fino alla prossima volta?