di Alessandro Aita
CASERTA – A volte il destino ci mette veramente lo zampino. In alcuni dei giorni più difficili vissuti dalla comunità di Terra di Lavoro, la Paperdi Juvecaserta ha salutato Oscar Schmidt battendo la Adamant Ferrara con la miglior prestazione stagionale dal punto di vista offensivo, mettendo a referto ben 104 punti contro gli 81 della compagine estense con il 48% al tiro da tre punti. I casi della vita, o forse no…
OSCAR MITRAGLIA… – Una sfida che nascondeva più insidie di quanto dicesse la classifica, con la Adamant che aveva necessario bisogno di una vittoria per aumentare le proprie speranze di salvezza diretta. E gli ospiti, nonostante le assenze di Pellicano e Solaroli, la presenza in panchina di Casagrande solo per onor di firma e le condizioni precarie di Pierotti, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo per almeno tre quarti, tenendo sempre il fiato sul collo della Juve che non riusciva a passare da Radunic grazie alla buona copertura a turno di Tiagande e Renzi (10 punti con solo sei tiri per il croato). C’è da dire che la squadra bianconera non stava però demeritando, utilizzando puntualmente i ribaltamenti per creare buone conclusioni con i piedi dentro l’arco. Entrate nei primi minuti, con un devastante 4/4, per poi vivere lunghi momenti di siccità rendendo la sfida un lungo tira e molla fino all’ultimo quarto, dove si è premuto l’acceleratore con un devastante 7/9 dai 6,75 per un parziale da 32-13 che ha chiuso di fatto la partita. Sembrava quasi di sentire ‘Oscar Mitraglia, è il grido di battaglia’ in quei minuti, un coro ancora vivo nelle nostre menti.
QUANTI DICIOTTO… – Visto che ieri Radunic era ben curato in pitturato, ci ha pensato Mimmo D’Argenzio a togliere le castagne dal fuoco. Nel momento più difficile vissuto nel finale di secondo parziale ha iniziato a far ammattire la difesa di Ferrara pescando tre falli che hanno permesso alla Juve di poter chiudere in avanti il primo tempo, per poi mettere i tiri che hanno indirizzato definitivamente la partita, da vero e proprio leader nonostante la gestione ‘al risparmio’ delle ultime partite, sicuramente voluta in vista della post season. Altri passi in avanti da Alessandro Sperduto, che sembra aver recuperato un altro po’ di mobilità con la palla in mano risultando ancor più pericoloso in attacco e tornando in doppia cifra dopo quasi tre mesi (di cui due saltati a pié pari), oltre a una prova muscolare da parte di Damir Hadzic, che ha fatto il suo con 9 punti e 5 rimbalzi, coadiuvato da Vittorio Nobile. Ma ieri a prendersi gli applausi è soprattutto Luca Brambilla, che oltre alla sua consueta partita commovente in difesa spendendosi su chiunque realizza la miglior prestazione stagionale con la maglia della Juve, segnando tre triple dal suo ufficio dall’angolo e segnando… 18 punti, come il numero di voi sapete chi. Potevano essere 20 sull’assist no look di Radunic nel finale, ma Rambo ha sbagliato il canestro più facile della sua serata. Torniamo alla questione dei casi della vita, qualcuno che doveva finire con quella cifra a tabellino doveva esserci per forza…
UN RICORDO TOCCANTE – Non ci siamo dimenticati di Oscar, come potremmo farlo. E non lo ha fatto nemmeno la Juve, che ha voluto onorarlo nel miglior modo possibile. Capitan D’Argenzio ha voluto onorare la sua memoria riscaldandosi con una canotta storica, targata Phonola con il 18 ben visibile, e già lì abbiamo fatto fatica a trattenerci. Il discorso del brasiliano mandato durante il minuto di silenzio a lui dedicato, risalente all’Oscar Game del 2003, ha messo i brividi a tutti i tifosi presenti, ricordando una città che nessuno conosceva quando è arrivato e che conoscevano tutti quando è andato via, riportando le sue parole. E per chiudere, la partita che si ferma alla prima azione, con 18 secondi da giocare sullo shot clock, con tutti, e dico tutti coloro che erano presenti, tra giocatori, addetti ai lavori e tifosi, ad applaudire verso uno striscione gigantesco dedicato a Mao Santa in tribuna. Lo ammetto, non è stato facile parlare in telecronaca e trattenersi in quei momenti, né per me così come per Giuseppe Bernardo al mio fianco.
VETTA POSSIBILE, PERICOLO HERONS – Con questa vittoria la Juve mette al sicuro almeno il terzo posto nel girone B: non si può scendere più in basso anche in caso di sconfitta contro una Loreto Pesaro già certa dei playout ma che avrebbe addirittura delle chance (bassissime) di salvezza diretta vincendo sia domenica che nell’infrasettimanale con Jesi. E nell’altro girone intanto non è ancora chiaro come andranno le cose, con le posizioni ancora ingarbugliate e la possibilità concreta di beccare lo spauracchio Fabo Herons Montecatini ai quarti di finale, squadra autrice di un campionato pessimo rispetto alle attese ma che rimane la più attrezzata in quanto a nomi. Bisognerà attendere altri quaranta minuti per sbrogliare la matassa, a chi toccherà la pagliuzza più corta con il nome della squadra di Sacchetti? A chiunque sia, non si sentirà certo fortunata…
Paperdi Juvecaserta – Adamant Ferrara 104-81
(26-23, 44-39, 72-68)
Paperdi Juvecaserta: D’Argenzio 24 (1/1, 5/10), Brambilla 18 (3/4, 3/4), Lo Biondo 14 (3/4, 2/4), Sperduto 12 (2/4, 1/5), Nobile 10 (2/2, 2/3), Radunic 10 (5/6, 0/0), Hadzic 9 (1/1, 1/3), Laganà 3 (0/0, 1/2), Vecerina 2 (1/2, 0/0), Ly-lee 2 (0/2, 0/0), Sorbo, Iannotta. Allenatore: Lardo
Adamant Ferrara: Tiagande 16 (6/9, 0/0), Pierotti 13 (3/4, 1/5), Jovanovic 12 (6/7, 0/3), Marchini 11 (1/3, 3/7), Renzi 10 (2/3, 2/5), Gatti 9 (2/4, 1/3), Sackey 8 (3/3, 0/0), Caiazza 2 (1/3, 0/2), Motta ne, Samaritani ne, Casagrande ne. Allenatore: Sacco
Arbitri: Purrone di Mantova, Marenna di Gorla Minore (VA) e Coda di Roma
Caserta: tiri liberi: 23/27 – Rimbalzi: 32 8 + 24 (Lo Biondo 6) – Assist: 22 (Lo Biondo 6)
Ferrara: tiri liberi: 12/15 – Rimbalzi: 20 6 + 14 (Tiagande 5) – Assist: 13 (Pierotti, Jovanovic)
LE INTERVISTE POST PARTITA
GLI HIGHLIGHTS DEL MATCH
LA FOTOGALLERY DI GIANFRANCO CAROZZA



































