“MICHAEL” DI ANTOINE FUQUA: UN AGIOGRAFIA COREOGRAFATA

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-Di Ciro Scognamiglio-

Film annunciato nel 2019 per il 2025, esce finalmente in sala con un anno di ritardo Michael, il biopic sulla star del pop Michael Jackson prodotto dallo stesso team di Bohemian Rapsody e diretto da Antoine Fuqua (mente dietro Training Day). Il film segue la linea iniziata dal sopracitato film sui Queen presentandosi come un secondo apice di questa tradizione biografica pur presentando indubbiamente problemi.

Ogni biopic che si rispetti è infatti sempre stato caratterizzato dal medesimo fine: rendere interessante ed istruttiva la storia di una grande personalità mostrandone luci e ombre. Mi trovo d’accordo con la critica togata quando si accusa questo film di essersi incentrato solamente sulle luci di uno dei personaggi più complessi nella storia della musica. Il film è infatti strutturato come una origin story supereroistica con un chiaro villain (il padre padrone di Michael) e un protagonista totalmente positivo il cui unico problema è un lieve narcisismo vagamente accennato (e tra l’altro totalmente giustificato).

Pur volendo rimanere in questo lato luminoso si è persa secondo me l’occasione di raccontare molte storie dietro ai famosissimi videoclip mostrati nel film come Thriller e Beat It in cui si sarebbe potuto mostrare l’interagire e soprattutto l’aiuto che Michael ricevette da figure come Eddie Van Halen e John Landis. Il prodotto finito risulta una vera e propria agiografia montata come un enorme videoclip musicale.

Il lato assolutamente positivo del film (v’è ne sono sicuramente) è rappresentato dall’incredibile lavoro di ricostruzione effettuato dal team e da Jaafar Jackson, vera stella del film che riesce ad effettuare una mimesi perfetta nelle incredibili coreografie e performance di cui questo film è pieno (forse anche troppo sul finale) e che lo rendono senza dubbio accattivante e piacevole alla fruizione.

Grande merito per la ben riuscita dell’opera và anche ad Antoine Fuqua che si mostra estremamente capace alla regia implementando il pacing della saga di Equalizer in un biopic musicale gestendo meravigliosamente il ritmo in un film che non annoia mai. Ho particolarmente apprezzato i close-up tecnici sui primi piani. Ho apprezzato un pò di meno la CGI per gli animali ma devo ammettere che si parla probabilmente di un limite personale.

A fin dei conti il film si presenta come un buon prodotto, lontano dalle severe stroncature che si vedono online. Un grande jukebox cinematografico pensato come un assoluto tributo per i fan che più di tutti ameranno l’opera. Mi rimane quindi la grande speranza che tutte le ombre omesse da questo primo capitolo verranno condensate nel secondo annunciato a fine minutaggio.