(f.n.) – Al di là delle critiche nei confronti della gestione ospedaliera, che dovrebbero provocare almeno una breve riflessione nei destinatari ed invece allertano, invariabilmente, nel profondo del loro IO, uno status prolungato di “lesa maestà” peraltro sdraiato sul nulla, dobbiamo convenire che alcuni dirigenti ospedalieri, talvolta mostrano, oppure ostentano, (dipende dai punti di vista) atteggiamenti, che lasciano i testimoni casuali, addirittura estasiati, per la portata della contraddizione, grassa e persino oltraggiosa, che rappresentano rispetto a precedenti sussiegose disposizioni degli stessi dirigenti. Di cosa parliamo?, in verità di cosucce simpatiche ce ne sarebbero in discrete quantità, ma la nostra inguaribile generosità, ci impedisce di elencarle e ci soffermeremo quindi, sulla più coreografica e recente. Qualche tempo fa, a firma dell’ineffabile Alfredo Matano e del Direttore Sanitario, come senz’altri ricorderete, furono dettate alcune regole motivate da sacri principi e da una ancor più sacra prevenzione alle infezioni, quale quella categorica che imponeva a tutto il personale sanitario, di togliere la divisa da lavoro, ogni qualvolta lasciavano il reparto o qualsiasi altra postazione di lavoro. Sorvolando sulle riflessioni dettate dalla logica, che rilevavano nella disposizione, più di qualche assurdità, veniamo alla ragione più che evidente e per certi versi sfacciata, in virtù della quale, sarebbe opportuno che questi novelli Catone de noautri, prima di disporre, impedire, condannare e poi…non ci credereste, peccare senza muovere il pelo di un baffo, imparassero a contare almeno fino a dieci…così…tanto per assestare gli equilibri…Ed invece?, nada de nada e mentre ai dipendenti è fatto divieto di andare al bar in divisa…il Direttore sanitario, il gran Matano, l’uomo dei servizi sanitari impeccabili (er mejo che c’é) e l’entourage di prammatica, possono tranquillamente recarsi alla “buvette” per sorseggiare, con estrema calma, un caffè schiumoso e fumante, mentre le code del camice longuette, rigorosamente aperto sul davanti, ondeggiano lentamente, con grazia estrema…Ce la va sans dire che il senso critico, che presiede alle nostre azioni, tramortito quasi, dalla morbida eleganza dell’ensemble, in casi come questo, sarebbe addirittura disposto a far finta di nulla, ma la rigida disposizione è troppo fresca, per riuscire a calmare il moto di rivolta, che spontaneamente inizia a gorgogliare…fino a tradursi in un crescendo rossiniano quando, ricordando che la misura drastica è stata assunta, per evitare le infezioni ospedaliere, ci si accorge che gli incaricati di funzione del Sitra e la stessa incaricata di funzione per le infezioni ospedaliere, appunto, vanno in giro per i reparti con il camice, con i propri abiti e quel che è peggio, con le scarpe, senza indossare la divisa completa. Se non abbiamo compreso male all’inizio, l’obbligo di rispettare le regole… riteniamo sia uguale per tutti, o no?, anche per coloro che continuano a mangiare il cibo di asporto che arriva con Globo, o no? Il capitolo si potrebbe chiudere, con la battutina scema: “Fate come dico ma non fate come faccio”, ma purtroppo… non riusciamo a ridere della loro indifferenza, senza vergognarci della nostra passività…Ah…particolare insignificante, soprattutto per la ripetitività!,…ma… quando si osservano gli incaricati di funzione, che vanno a destra e a manca attraverso l’Ospedale, fuori e dentro i reparti, con abiti, scarpe e camici… dopo avere registrato l’anomalia del tutto, non viene in mente a nessuno che, nonostante la sospensione “ufficiale” degli incarichi di funzione, ciascun incaricato della prima ora o presunto tale, continua a svolgere esattamente il lavoro previsto, per un determinato incarico di funzione. E soprattutto, meraviglia che il sitrologo, almeno per quanto riguarda il Sitra non ritenga di dover essere di esempio, non è vero?, ma… tutto sommato perché meravigliarci?, anzi per quale motivo dovremmo continuare a meravigliarci?, di questi geni fuori porta ce n’è forse uno, che abbia o nutra nei confronti del nostro Ospedale, quella ‘ntecchia di riguardo, che esuli per indole e predisposizione dalla banale ed arida convenienza? Hasta el Domingo!




















Ci vorrebbe un filmato su come viene fatta la pulizia soprattutto nel PS dai dipendenti della ditta esterna convenzionata. Una scopatina e via, senza acqua e disinfettante nè igienizzanti. QUESTO è il risultato della esternalizzazione dei servizi. E poi parliamo delle infezioni ospedaliere ed altro.
Caro Sapiente, vorrei ricordarti che le infezioni non hanno né modo né grado né tipo…. l’ infezione è infezione!!!!!
Invece di condannare gli infermieri che lavorano in criticità e supportare quelle mezze cartucce della direzione, parla della collocazione sbagliata del bar….
È normale, per te, che i pazienti debbano “uscire” dall’ ospedale per recarsi al bar e poi ritornare in reparto?!
SMETTIAMOLA DI IDOLATRARE QUESTE FIGURE “MISERE”!!!
si credono tutti padroni….ma chi deve lavorare?
Chi lavora in direzione si occupa di igiene, organizzazione e controllo dei vari reparti. Quindi dovrebbe andare nei vari reparti e quando ci va lo fa con le Sue scarpe ed i Suoi vestiti. E poi se il regolamento dice “nessun camice” nessun camice deve entrare nel bar. Se la disposizione avesse detto” divise verdi, gialle o bianche” sarebbe stato diverso. E poi povere anime bistrattate incominciate a cambiarvi voi per primi le scarpe. Il dec della monnezza va con la stessa felpa al bar, in direzione, nei reparti. Ma Lui può perché non è un camice. La responsabile infermieristica CIO va a fare i controlli nei reparti col camice sopra i Suoi vestiti e le sue scarpe …. Ma che figura di merda.
Mangiare in medicheria tra scartoffie varie o in sala medici è prevenire le infezioni? Andava punito il chirurgo o chi scende al bar in tenuta verde. Ma poi perché la lavanderia da le divise verdi a chiunque? Anche nei reparti medici mettono la divisa verde. Basterebbe vietare di indossare tale divisa in reparto e obbligo solo in sala operatoria. Ma poi scusate gli OSS o quando si esce dal reparto per servizi vari e consulenza ci si cambia divisa e scarpe? Eppure dalla cardiologia all’ortopedia si faranno 500 MT tra corridoi ed ascensori aperti al pubblico. Ma vuoi vedere che il bar è una cloaca e nessuno se ne era mai accorto? Ridicoli ad incominciare dal sapientone di cui sopra. L’ospedale è una cloaca con monnezza dappertutto incominciate a pulire da voi stessi
Egregio sapiente, che poi sei sapiente x nnt, è giusto che chi sta nelle terapie intensive non esca in divisa x andare al bar ma così non potrebbe nemmeno andare alla macchinetta a prendere caffè o acqua, ti pare? Ma soprattutto che entra in tali reparti dovrebbe vestirsi come la norma vuole. Ed invece si consente l’entrata di personale e visitatori senza copriscarpe(perche mancano, di copricapo e camice) al max hanno la mascherina. E ti assicuro che in utic mi hanno chiesto: come mai hai la mascherina? E poi è vero che quelli del sitra e della squadra di Matano non indossano la divisa. Nessuno di loro, anche quando vanno a fare ispezione in sala operatoria. Hanno solo il camice aperto da sopra si loro vestiti. Quindi di cosa parli? Il rispetto per tutte le regole da parte di tutti.
Scusate…ma secondo voi è normale che chi lavora nei reparti di area critica vedi rianimazione, medicina d urgenza ecc va al bar con la divisa e le scarpe che utilizza per stare accanto ai pazienti durante il proprio turno?
Chi lavora in direzione non mi sembra che fa attività di assistenza e quindi può andare benissimo al bar per il tempo di un caffè…
Ma chi lavora in questi reparti è normalissimo che vada rispettata una procedura…altrimenti che si parla a fare di prevenzione infezioni…CIO…ecc ecc
È normalissimo in tutte le aziende sanitarie una cosa del genere…Solo a caserta si vedono ste sterili polemiche…
Purtroppo sapete cos è che chi lavora bene e fa rispettare le cose deve essere bistrattato…
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