TEATRO, MUSICA, ARMONIA E…CLASSE!

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    –    di Francesca Nardi    –                                                                                                                   

E poi un giorno… verso il tramonto, ti accorgi che a quattro passi dalla penombra, in cui stai cercando di nascondere i pensieri, qualcosa si illumina all’improvviso…è l’insegna accattivante di un covo di fascinosi cospiratori, che lavorano ad una realtà parallela che… se avrai il tempo di aspettare che si spengano le luci e l’atmosfera assorba i tuoi sospiri ormai inopportuni, ti inviterà a far parte di una storia, che potrebbe essere la tua…la storia del tempo che dividi con gli altri e sciorina un quotidiano comune e appende i panni del destino ad asciugare, dinanzi al camino, ogni volta che piove…Allora …guardando oltre il tremolio dei vetri, ti accorgerai che lo scrosciare della pioggia è soltanto la colonna sonora di una storia da raccontare…E quando Lucia irromperà nella scena, arrotolando con virtuale prepotenza, attorno alla sua incredibile vitalità, una ridda di emozioni contrastanti, tu sei già perso nelle magiche armonie di una stagione che soltanto gli eredi di una parola d’ordine, che si chiama “Teatro”, possono creare. E l’inizio della storia è dominato da Lucia, l’intrigante fantesca, che gestisce i pensieri ed i sospetti dei padroni…una coppia che attraversa un momento costellato di dubbi, alimentati dai vari interventi amicali, in bilico tra l’esagerazione del pettegolezzo e le ansie immaginarie, tipicamente femminili… “Non tutte le corna vengono per nuocere”, rigorosamente in dialetto napoletano, è un lavoro teatrale di pregio, che scivola armoniosamente attraverso stati d’animo contrastanti, equivoci e rivelazioni improvvise, ideato e condotto da una regia attenta, che rivela nelle pause e nei dialoghi e nelle fughe improvvise, il lungo percorso dietro le quinte, di un giovane autore, la cui maturità artistica, tradisce il segreto di una significativa eredità. Roberto Nacca, regista e attore, che nel lavoro teatrale interpreta infatti la parte di Giuseppe, infatti è il figlio di Bernardo Nacca, fondatore della Nuova Compagnia di Teatro Popolare e per l’occasione, direttore di scena. Il Teatro è una realtà metafisica e come tale, rispecchia esattamente la realtà platonica, quella che risiede nel mondo delle Idee e come tale non può che rivelarsi perfetta e pertanto consolatoria. E la dimensione in cui entriamo inavvertitamente, dinanzi ad un palcoscenico in attività, diventa l’esistenza in vita di quella parte della nostra anima che si deposita, talvolta usurata, dinanzi al nostro sguardo di dentro e lubrifica la nostra possibilità di tornare ad esserci, liberi e purificati dai detriti dell’angoscia e della delusione. Il miracolo del Teatro si rinnova, attraverso la splendida arte della recitazione, che perde l’involucro protettivo generato dall’ansia, dall’applauso di benvenuto del pubblico che consente all’attore di riconoscersi come tale, sul palcoscenico. Ed i bravissimi artisti della Nuova Compagnia di Teatro Popolare, domenica scorsa, hanno rinnovato con successo, il miracolo…ed in linea perfetta con la migliore tradizione della scuola partenopea, hanno magistralmente interpretato un messaggio universale, quello che conduce per mano attraverso emozioni e litigi, accuse e ipotetici tradimenti ad un finale, in cui si ritrova qualcosa che si credeva ormai perduto e soltanto attraverso timori insensati e piccole astuzie di comodo, si recupera, assieme ad un nuovo vigore e ad una riconosciuta capacità di credere e di riconoscere ciò che nella vita, conta davvero. Ma il valore artistico e perché no, estetico, che costituisce il patrimonio inalienabile di questa giovane e brillante compagnia, non sarebbe tale se non fosse corroborato e sostenuto dei dialoghi esilaranti in napoletano, dalle battute incredibilmente “azzeccate”, dalla eccellenza assoluta degli scontri verbali. Nessuna sbavatura di stile in un ensemble assai difficile e delicato, come soltanto un lavoro in dialetto può essere, soprattutto se sullo sfondo del pensiero di ognuno di noi, insistono mosti sacri come Eduardo De Filippo. Ebbene..oggi possiamo ben dire che,  nella sua grandezza, il teatro eduardiano guarda sicuramente dall’alto e con grande soddisfazione, questi artisti che oggi si cimentano egregiamente, con un pubblico che nel tempo ha rischiato di disorientarsi ed allontanarsi da quel meraviglioso approdo dei sentimenti che è e sarà sempre il Teatro. Complimenti dunque alla Nuova Compagnia di Teatro Popolare ed un particolare applauso a due giovanissimi attori che seguono, a quanto pare in maniera assai promettente, le orme del loro papà Roberto Nacca e che sono i fantastici Angela e Samuel Nacca che, sulla scena hanno interpretato i due figli di Antonio, a sua volta interpretato da Rosario Messina…a seguire un grande e meritato applauso a Federica Calafato (Lucia); Lucia Aiello (Claudia); Antonio D’Amico (Salvatore); Sara Carbonari (Caterina); Pietro Russo (Il Pazzo); Rosaria Merola (Clothilde); Nicola Iorio (Assistente di Clothilde); Bartolo Stellato ( Garzone panettiere); Mimmo Garofolo ( Alfredo); Filomena Feola (Giulia); Pino di Marcello ( Pierpaolo Provolone). Complimenti inoltre alla Costumista Anna Iorio, alla regia tecnica a cura di Agostino de Luca e ad alla truccatrice Anna Pepe. E non resta che salutarci fino al prossimo appuntamento teatrale. Hasta la vista!