Ospedale, il Memoriale della Domenica 401

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(f.n.) – Da molto… troppo tempo ormai, la nostra attenzione è soprattutto focalizzata sulle scelleratezze della politica e sulle nefaste conseguenze che, a vario titolo e ad altrettanti livelli, si sono abbattute sulla sanità campana, con particolare riferimento alle Aziende sanitarie del nostro territorio che, nel tempo, hanno rappresentato a fasi alterne, il trampolino di lancio per personaggi in cerca d’autore, il premio per altri o il confino temporaneo per altri ancora, il tutto concordato e coordinato secondo umori, conoscenze, interessi, tendenze e colori dei Presidenti della Regione in carica, allegata la Direzione del SSR, con l’obiettivo di ottenere un ritorno in termini di consenso elettorale…e ce la va sans dire che, è appena il caso di memorizzare quanto sopra, dal momento che qualcuno in preda ad un eccesso di ingenuità, potrebbe persino essere indotto a pensare che le scelte dei vari Dg & Co, avvenivano in base al merito o alla conta di tutte le crocette al valore, che gli stessi avevano conquistato nel corso della loro carriera. Nulla di tutto questo e sarà meglio per tutti, tenerlo bene appuntato in mente. Non dovremmo essere accusati di peccare di esagerazione, se dicessimo che in questi anni, ne abbiamo viste talmente tante, da non meravigliarci più di nulla…eppure non riusciamo , meraviglia a parte, ad accettare che in quel di Santa Lucia, chiunque abbia la fortuna o il caso di appollaiarsi in cima alla scala, si possa continuare a decidere sui nostri destini, anzi sulla nostra salute e sopravvivenza, senza tenere in minimo conto il lavoro, il merito ed i sacrifici di chi, nonostante tutto continua a credere che valga ancora la pena, di fare il proprio lavoro onestamente e di conseguenza, sente dentro di sé l’angustia di dover assistere impotente, a gestioni ospedaliere che non si differenziano per responsabilità e coscienza, dalla gestione di un fastidio momentaneo. E allora…dinanzi a ciò che sta diventando il nostro Ospedale, senza mezzi termini, ci chiediamo se la “bella penzata” dell’ex governatore De Luca di inviare a dirigere il nostro Ospedale il dottor Gennaro Volpe, presumibilmente ignaro di cosa significasse la gestione di un DEA di II livello, visto che fino all’altro ieri aveva gestito l’Asl di Benevento con una certa tranquillità, resa ancora più amena dalle fughe rilassanti verso il campo da tennis più vicino…e se volessimo aggiungere una perla in quel ricco curriculum che, evidentemente aveva sollecitato la scelta di De Luca, dovremmo aggiungere ciò che per noi è stata una vergogna senza precedenti, il fallimento del famoso progetto, che avrebbe dovuto portare agevolazioni e benefici ai ragazzi autistici del beneventano e concretizzarsi nella Casa di Jonas. Oggi dinanzi al crollo rovinoso dell’immagine del nostro Ospedale, in preda ai “peggio” pensieri, ci chiediamo se le intenzioni recondite di Vincenzo De Luca,non fossero state per caso, quelle di portare alla distruzione l’immagine del nostro Ospedale, visto che per vecchi motivi politici, ce l’aveva con Caserta…e se per caso il presidente Fico, si sia deciso ad inserire in quella sanità che si è tenuto ad interim, anche la sanità casertana…La situazione attuale è facilmente intuibile dalle cifre che emergono dalle tabelle ufficiali che, in termini numerici parlano di assenteismo nelle unità operative chiave del Sant’Anna e San Sebastiano. Ai tempi della gestione Gubitosa, il tasso di assenza nel periodo compreso dal gennaio all’agosto 2025 figurava intorno ad una media del 10% per la Direzione generale e ad una media del 12% circa per la Direzione amministrativa. Ad agosto 2025 cambia la triade della direzione generale e come per incanto, cambiano le percentuali delle assenze che dal 10% della DG passa al 36%, raggiungendo il 60% nella Direzione Amministrativa. E non finisce qui, perché a novembre 2025 le cose peggiorano e si arriva al 54,29% di assenze in DG e al 62,50 in Direzione Amministrativa. Arriviamo a gennaio 2026 stabilmente al 44% di tasso d’assenza in DA e al 44,43% in DG…ma…arrivati a marzo 2026, le braccia cadono decisamente con un tasso di assenza al 44% in DG e 54,55 in DA. Ad una prima valutazione approssimativa ma non troppo, queste cifre potrebbero significare che la metà del personale di quella unità operativa, non si presenta al lavoro, o no?, di conseguenza la domanda sorge spontanea: il lavoro di quella metà che risulta assente, chi lo svolge? La risposta potrebbe calzare a pennello, con le domande angosciate che sono comparse in diversi memoriali, non è vero?, le pratiche che si accumulano assieme alla polvere sulle scrivanie hanno finalmente una spiegazione, non è vero? La cosa più avvilente è che siamo costretti a fare un paragone, con la gestione precedente che in verità non brillava per nulla e per nessuna ragione ma…almeno il tasso di assenza in determinate unità era contenuto, o no? E’ appena il caso di dire che, chi non ha il diritto di presentare giustificazioni di alcun tipo, però… è senza dubbio il Provveditorato che negli anni ha mostrato una ammirevole costanza percentuale, su due questioni soprattutto: il tasso d’assenza sempre intorno al 25% (e scusate se è poco) e l’estenuante lentezza con cui procede alla firma per i contratti di gara che si accumulano, tristemente inevasi e così… ciò che per l’Aorn è stato sempre un handicap, negli ultimi mesi con la nuova gestione Volpe, è diventato il vero e proprio punto critico del nostro Ospedale …Non dobbiamo essere noi a ricordarvi che un Ospedale per fornire assistenza adeguata, ha necessità di presidi che devono essere acquistati attraverso procedure, gestite appunto dal Provveditorato, a partire dai presidi salvavita per finire alle lamette per la barba che, ultimamente pare vengano addirittura acquistate dal personale, per consentire di rasare i pazienti affinché si possa garantire loro un minimo del rispetto dovuto alla loro persona e alla loro dignità, ma anche per evitare altre possibili fonti di infezione. Negli ultimi tempi, pare che le lamentele, più che giuste, dei primari siano diventate quanto mai numerose ed insistenti e quel bravo ragazzo di Matano, la cui Uoc è arrivata soltanto al 50% di tasso d’assenza, ha dovuto riversare sulla scrivania del DG, sempre che sia stato così fortunato da trovarlo, il peso di una situazione che sta diventando assolutamente ingestibile…e non ci credereste ma… pare che sia aleggiata una frase tremenda…”di questo passo l’Ospedale dovrà chiudere!”. Noi ci auguriamo cha si sia trattato di una sorta di battuta horror, che risulti comunque utile a far “scetare dal suonno” il caro Dg Volpe, o no? I tassi di assenza della Direzione Amministrativa sono gravissimi in quanto cala la possibilità di incidere efficacemente su quei percorsi amministrativi la cui lentezza, come abbiamo detto, sta bloccando letteralmente l’Ospedale. Non abbiamo alcun bisogno di sottolineare che vi sono reparti che non possono assolutamente concedersi il lusso di rallentare, sospendere o rinviare l’assistenza, perché qualcuno continua a concedersi il lusso di rimandare la firma delle carte, in quanto può benissimo far affidamento sull’assenza di un controllo che in qualsiasi altra struttura sanitaria, sarebbe obbligatorio. Ma qui siamo a Caserta, non è vero?, e certi geni non possono essere disturbati, n’est pas? Il Dg Gennaro Volpe deve assolutamente decidersi a “sentire” la responsabilità di quanto sta accadendo e dalle cui perniciose conseguenze, non potrà in alcun caso chiamarsi fuori o dichiararsi estraneo. Hasta el Domingo!

1 commento

  1. con la dott.ssa Costantini tutto questo non sarebbe mai successo, perchè si informava, era presente, rispondeva alle necessità e i dipendenti del provveditorato rispondevano addirittura al telefono. oggi invece tra puzza sotto al naso, amministrativi altezzosi, menefreghismo e arroganza questo provveditorato acquista solo a quei primari che decide sua eminenza. tra GRU e provveditorato, caro Volpe non saprei da dove iniziare

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