Ospedale, il Memoriale della Domenica 403

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(f.n.) – Accantoniamo per una volta i problemi che attanagliano il nostro Ospedale, obblighiamo a segnare il passo, i sospetti che da qualche tempo, insistono alla soglia della nostra attenzione, a causa di una notizia (trasudata a fatica dai compartimenti stagni che, sua maestà l’approssimazione si affretta a sigillare), che pare abbia segnalato infezioni in aumento…Ci allontaniamo da questo argomento quasi con sollievo, augurandoci si sia trattato di un errore e da quel senso d’angoscia settimanale che ci soffoca, nel constatare volta dopo volta, che non vi è alcuna intenzione, da parte della sacra trimurti, di lanciare un segnale di cambiamento. Abbiamo deciso infatti, di dedicare il Memoriale di oggi, ad un giovane brillante professore in Chirurgia Oncologica che, se il Sistema Sanità de noautri, non fosse quello che è… e, quel che è peggio, non continuasse ad essere quello che è sempre stato, gestito e manovrato, secondo criteri che variano in virtù del fluttuare del genio dei candidati…oggi, molto probabilmente, sarebbe al Sant’Anna e San Sebastiano a dare prova di sé e della sua eccellente professionalità… anziché mietere successi, come del resto merita, senza soluzione di continuità, all’estero. Ma… evidentemente il caro Dg Gubitosa, come abbiamo scritto nel Memoriale 332 del 12 gennaio 2025, ha preferito ai tempi dell’avviso, da quell’ uomo generoso ed altruista, nonché sensibile che è sempre stato, non mettere in imbarazzo nessuno e quindi non creare termini di paragone costante che sarebbero stati inevitabili con la sua presenza …Stiamo parlando del professore Luigi Marano, dei cui successi, scrisse la prima volta la nostra Silvana Narducci, qualche anno fa, rivelando ad un territorio ignaro, nonostante Luigi Marano sia di Maddaloni, quali pregevoli risultati, un figlio di questa terra, continuasse a collezionare all’estero, senza sosta, arricchendo il suo già nutrito curriculum. Sarebbe appena il caso che ognuno di noi, maturasse dentro di sé l’onesta consapevolezza che, dobbiamo soltanto a giovani dotati e volenterosi, intraprendenti e coraggiosi, come il professore Marano, se al di là dei confini geografici, il nostro Paese, riesce ad essere qualcosa di più di un “bruscolo con un nome” sul mappamondo, dal momento che, sulle prodezze presunte ed eventuali della nostra classe politica, è assai prudente non fare affidamento, o no? Il professore Luigi Marano opera presso il Dipartimento di Scienze Mediche dell’Academy of Applied Medical and Social Sciences (AMISNS) di Elbag in Polonia; inoltre è stato già da tempo, nominato Visiting Professor presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche della Medical State University di Dnipro in Ucraina e, qualora non bastasse, il giovane talento che rivendichiamo con orgoglio essere nostro compatriota, è stato eletto Presidente della European Federation of International Society for Digestive Surgery (EFIDSD), una delle più prestigiose società scientifiche nel campo della Chirurgia Digestiva. Numerosi sono stati i premi ed i riconoscimenti che gli sono stati conferiti ma quello che ha ricevuto di recente è forse uno dei più prestigiosi e significativi. Poiché il significato di “nemo propheta in patria” è ben più profondo e struggente di quel che appare, non abbiamo trovato cenno dell’ultimo riconoscimento nei giornali campani, e soltanto grazie al bellissimo articolo del collega Marcello Migliosi, direttore di Umbria Journal, abbiamo potuto conoscere i particolari di cui non eravamo a conoscenza. Luigi Marano è stato insignito dall’editore scientifico internazionale Wiley del premio Research Heroes Prize 2025, nella categoria “Coraggio nella ricerca”. Come spiega egregiamente Marcello Migliosi : “Mentre il mondo guarda le conseguenze del conflitto sui notiziari, Luigi Marano continua a stare al fianco dei colleghi ucraini, trasmettendo competenze mediche in condizioni che sfidano ogni logica di sicurezza e prevedibilità”. Per le indiscutibili doti umane e professionali che hanno sostenuto e guidato Luigi Marano, oltre ogni personale nonché struggente richiamo e che da anni, lo vedono impegnato lontano dalla sua terra, dalla sua gente, dai suoi affetti, deciso a rendere la sua ricerca scientifica, qualcosa che esuli dalla gloria dei numeri, dei calcoli, dei risultati, ma che diventi modo di essere e condivisione, al di là delle mura asettiche di un laboratorio o di una sala operatoria…Per questo suo essere unico nella sua vita di uomo e di medico, non poteva non essere riconosciuto come tale, da una realtà internazionale, la cui stessa dimensione insondabile ed incalcolabile, rende assoluta la sua stessa possibilità di giudizio. La maniera di essere scienziato di Luigi Marano, esula da tutto ciò che noi siamo abituati ad intendere e a classificare come successo scientifico. Il premio prestigioso Wiley si identifica infatti, pienamente, nella mission di medici come Luigi Marano, peraltro unico italiano a riceverlo. Vogliamo terminare questo omaggio dovuto ad un connazionale cui il nostro Paese, spesso tristemente ignaro, deve moltissimo, soprattutto in un periodo feroce, come quello che stiamo vivendo, con una frase assai signdiicativa di Marcello Migliosi:”La medicina futura sarà formata dai medici che oggi ricevono insegnamento da figure come Marano” .