
– di Francesca Nardi –
A quanto pare le “infiltrazioni mafiose” al Comune di Arienzo, non rappresentavano le solite maldicenze che qualcuno, “davvero troppo cattivo”, aveva seminato in giro, unicamente per gettare discredito sul sindaco Peppe Guida ma, qualcosa di ben più concreto e solido, purtroppo era in atto da un pezzo, come si evince dalla relazione della Commissione d’accesso, da cui emergono, senza possibilità di errore o fraintendimento, peraltro opportunamente accertati dalla DDA di Napoli, i rapporti politici ed economici che intercorrevano tra il sindaco di Arienzo e Nicola Ferraro. Ce la va sans dire che, infierire su qualcuno che incorre in disavventure giudiziarie o soltanto indugiare, sui particolari relativi ai fatti che lo riguardano, che per gli intenditori della materia, sono sempre succulenti, non è esattamente la cosa giusta e migliore da fare ma…talvolta nella vita, si avverte l’esigenza impellente ed inarrestabile, di intervenire, commentando in maniera fredda, ma rigorosamente oggettiva i fatti accaduti, evitando nella maniera più assoluta, le trappole dell’ipocrisia, che invitano alla compassione nonostante tutto e a quel perdono che, secondo i più buoni, già in odore di santità, dovrebbe essere concesso automaticamente, quando la scure della legge si abbatte infine sul colpevole. Ebbene la nostra compassione, ultimamente si è arenata sulle secche dell’attesa…asciugata e quasi consumata dal doppiogiochismo del Guida che, nella duplice veste di presidente dell’Agis e di sindaco di Arienzo, per diversi, troppi anni, ha giocato a fare il più bravo di tutti, indisturbato e sostenuto dal silenzio delle istituzioni da un lato e dalla convenienza di qualche politico dall’altro, con la buona fede di alcuni, la convenienza di qualcun altro, l’ignoranza dei fatti di altri e l’indolente menefreghismo di tanti. Ed anche nel momento in cui, il paffuto genio della Valle di Suessola, che si dilettava querelando a destra e a manca chi, secondo il suo infallibile giudizio, aveva attentato alla sua rispettabilità, osando mettere in dubbio la valanga di bugie e la legittimità di molte sue azioni ed altrettanti comportamenti, dicevamo appunto…l’apparentemente intoccabile Peppe Guida, infischiandosene di leggi e regolamenti, metteva a ferro e a fuoco secondo il suo piacimento, la dignità altrui…ed anche e persino nel momento in cui, parte del tutto emergeva lentamente e qualche “cartuscella” iniziava a decollare …ebbene…persino in quei momenti, la sensazione comune a molti era quella che Peppe Guida continuasse a godere di particolari protezioni…fino ad oggi, quando una relazione ministeriale, accurata, oggettiva, chiara ed esaustiva, praticamente perfetta, ha fatto giustizia sommaria dei sospetti che istintivamente stavamo coltivando. Ci auguriamo che si possa in seguito, restituire dignità e giustizia anche a coloro che, nel tempo, avevano contribuito a fare dello Stadio del Nuoto, il fiore all’occhiello della provincia di Caserta, prima della presidenza dell’Agis targata Guida, che doveva ridurlo nell’attuale inqualificabile stato. A quel qualcuno, tenero di cuore e sicuramente ignaro di molte cose che, forse, giudicherà i nostri commenti eccessivi, vista e considerata la situazione, vorremmo dire che, non più tardi dell’altro ieri, lo stesso Peppe Guida, ricevuto il decreto di scioglimento, invece di ritirarsi per riflettere, come sarebbe stato il caso di fare (almeno pe ffa vedé)…ha pensato bene di invitare la cittadinanza a riunirsi, presso un noto ristorante locale, con l’obiettivo di spiegare ai convenuti, il contenuto del decreto, dichiarandosi al contempo sereno, rispetto a quanto riportato nel documento. Ora…è appena il caso di sottolineare che, anche se la ben nota generosità d’animo che ci contraddistingue da sempre, ci avesse esortato ad usare parole di consolazione, evitando di infierire su cotanta dichiarata vigoria ed onestà d’intenti, su quale delle parole utilizzate da Guida per convocare urbi et orbi, trasudanti boria e strafottenza, avremmo cercato e trovato sostegno o almeno giustificazione alla nostra presunta volontà di consolazione? Fortunatamente, come abbiamo specificato all’inizio, le migliori emozioni e le fragili ampolle contenenti sensibilità, sono arenate da un pezzo, sulle secche dell’attesa e pertanto, ci siamo accontentati di attendere la fine della riunione, che non poteva concludersi che in un modo: alla Peppe Guida …Infatti, con la voce spezzata da una emozione troppo intensa da contenere, l’ex sindaco ha raccolto gli estremi del magnificat di se stesso che avrebbe sicuramente intonato di lì a poco e li ha condensati romanticamente, in un pianto scrosciante che, come del resto è facile da arguire, rappresenta da sempre, la migliore soluzione in assenza di argomenti. Hasta la vista!



















