– di Francesca Nardi –
Sfogliando virtualmente, le pagine della recente storia socio-politica, della nostra Città, soffermandoci doverosamente sui particolari ignorati, con l’aiuto di uno dei protagonisti delle ultime vicende, il vice sindaco Emiliano Casale, ciò che emerge con esasperante continuità, ci restituisce un quotidiano ignorato, attraversato velocemente con rigorosa afonia, da noi… moltitudine spenta ma…provvista di cuffiette… Ammucchiati nell’angolo più grigio e meno visibile, gli elementi chiave che avrebbero consentito al cittadino attento, l’analisi spontanea di ciò che accadeva o si stava distruggendo, secondo l’estro, le idee o l’interesse dei vari governi cittadini, ci siamo accontentati di cogliere spunti per le nostre emozioni, dagli effetti macroscopici e fuori programma, dell’ultima contestazione, mentre l’ennesimo episodio di violenza, rappresentava la liana giusta, da prendere al volo, per appollaiarsi sul ramo più alto di tutti a rimuginare, nel silenzio tombale della memoria, ipotetici sermoni sul funerale della morale assassinata, da propinare urbi et orbi. Ma i particolari sfrondano oltre le parole e, fuori tempo massimo, si dipana una realtà che parla della nostra cronica indolenza e della nostra perniciosa indifferenza. Gli equivoci o le diagnosi infauste, magari troppo rapide, per non consentire la richiesta di “emendamenti” ragionati a fondo, forse non avrebbero motivo di esistere se l’elettore medio, non lasciasse nell’urna, anche la sua facoltà di esserci e di scegliere e la sua appartenenza a una Idea. Oggi ripercorrere la storia socio-politica recente della nostra Città, denota soprattutto la malinconica presa d’atto di non esserci stati e di non aver vissuto con onestà intellettuale e soprattutto oggettiva, lo svolgersi dei fatti. Hasta la vista!



















