GIUDIZI SICURI & ALIBI PROBABILI: INTERVISTA A ROBERTO FIORE

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    –    di Francesca Nardi    –                                                                                                                                               

Dopo anni di silenzio, quasi obbligato dal pensiero “rigorosamente” democratico imperante, intrappolati all’ingresso di questa nebulosa, pesantemente inquinata da un pensiero che, nonostante la cosiddetta evoluzione, a noi in tutta sincerità, sembra sia sempre e soltanto unico, privo di aperture, esattamente allo stesso modo in cui, qualcuno “particolarmente illuminato” o presunto tale, all’inizio degli anni ’90, scambiò il desiderio della sottoscritta, di restaurare la Chiesa di Sant’Elena in onore di Vanvitelli, per uno sporco atto di razzismo mal simulato, dal momento che all’interno della Chiesa in oggetto, si riunivano i membri dell’Associazione “Nero e non solo”, ebbene … abbiamo deciso di andare oltre l’ipocrisia densa e appiccicaticcia con sottofondo minatorio,  del “non si deve e non si può, altrimenti…”  alla ricerca di quella coerenza giocoforza confusa e spaesata, perennemente lapidata e ricacciata sotto la scorza dell’inevitabile necessità di sopravvivere intellettualmente. Forse per l’età che non consente ulteriori bluff giustificatori, forse per il desiderio diventato ansia, forse per la fame di luce e chiarore, dopo anni ed anni condannati a vivere secondo i dettati della lettura obbligatoria della storia a puntate, del vincitore di turno…ebbene… abbiamo chiesto una intervista di cui parleremo in seguito, a Roberto Fiore, intenzionati ad infrangere strani tabù di comodo e soprattutto nel dubbio che, alla luce del processo che lo vede indagato in questi giorni per i fatti di Napoli ai tempi del lockdown, ma soprattutto in virtù di alcuni dei tanti episodi che lo riguardano e sui quali abbiamo iniziato a riflettere e che abbiamo intenzione di analizzare, non sia sorta e autoalimentatasi, nella materia cerebrale di qualche genio della lampada, l’intenzione di avere a disposizione il capro espiatorio più comodo degli ultimi trent’anni…non escludendo da certe intenzionali strategie, certa destra…Companeros, se non iniziamo a parlare, a confrontarci seriamente, possiamo davvero considerare la nostra storia crocifissa su un degradante capolinea o no? Hasta la vista!