– di Francesca Nardi –
“Il potere logora chi non ce l’ha”…ma dai, non è vero!…Perché?, a qualcuno di voi risulta che Andreotti ne avesse, per caso, sbagliata una?, una sola? Certe verità per quanto ingrigite da significati spietati e privi di scrupoli, svettano senza riposo nè “scuorno” al momento opportuno e soprattutto, quando la storia quotidiana delle piccole cose di casa nostra, lo richiede. Qualche tempo fa, scoprendo quanto si presentasse interessante, la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri e quanto risultasse simile, nei suoi meccanismi “aulici”, alle strategie di potere in essere, per il mantenimento del potere in Sud Africa o in quel di Roccacannuccia, dove tutti sanno tutto di tutti, decidemmo che non ci saremmo mai più distratti dall’argomento e da quella dimensione, che aveva tutte le carte in regola, per rappresentare al momento dell’esercizio del potere, “vizi e virtù” universalmente riconosciuti come tali. Navigare quindi, attraverso la “politica” interna all’Ordine degli Ingegneri, non era stato così sorprendente e costruttivo, come avremmo sperato ma, proprio per questo, riteniamo valga la pena di continuare ad osservare, o no? Chiuse le urne e stabiliti i numeri di una risicata maggioranza (8) rispetto ad una più che discreta minoranza o meglio, opposizione (7), nel corso della prima riunione del nuovo Consiglio, il primo atto tipicamente autoritario della maggioranza, rappresentata in gran parte, da consiglieri uscenti appartenenti alla
lista “Nuovi orizzonti”, per quanto legittimato, più o meno, da elezioni regolari ma una “‘ntecchia” in contrasto con quanto sembrava essere già stabilito in precedenza, non si è fatto attendere…stiamo parlando dell’elezione mancata del più votato, ingegnere Vittorio Felicità, indicato come presidente fin dall’inizio della campagna elettorale e regolarmente bocciato, nel corso delle elezioni interne, proprio da alcuni dei suoi…Pertanto, esattamente come avevamo pronosticato in tempi non sospetti, l’ingegnere Felicità, nonostante il cognome benaugurante, ha dovuto accontentarsi della vice presidenza, perché i
suoi alleati, ovviamente dopo avere consultato le sacre scritture, avevano deciso di sostituirlo …e così come si procede secondo la regola, eleggevano Vitelli, con la maggioranza dei voti. Sic transeat gloria mundi…anche se…il disinteresse in primis e quindi una visione illuminata della gestione di un Ente, dell’importanza dell’Ordine degli Ingegneri, avrebbe dovuto suggerire alla maggioranza, proprio perché risicata, che l’unico segnale di reale e concreto rinnovamento, sarebbe stato quello di proporre all’intero Consiglio, una riflessione collettiva, onde giungere ad una visione condivisa e quindi alla scelta unanime del nuovo presidente…Sembrerebbe inoltre che alcuni ingegneri di minoranza, avessero proposto una magnifica idea, quella dell’alternanza, peraltro già adottata in passato e se ricordiamo bene nel periodo in cui fu presidente dell’Ordine, il compianto ingegnere Severino. Indubbiamente sarebbe stato un atto di vera ed autentica democrazia e non il solito “paraustiello” che, per quanto si faccia la ruota, non convince nessuno ma che molti, tollerano per convenienza. Ce la va sans dire che alcuni del gruppo di minoranza, per quanto sembri persino ridicolo parlare di max e min, quando la differenza è rappresentata soltanto da un numero, hanno già abbandonato le speranze che si possa, al di là delle chiacchiere , parlare di reale rinnovamento o di dialogo costruttivo, dal momento che fin da subito, appare inconciliabile la visione innovatrice degli uni, rispetto alla logica ostinatamente conservatrice degli altri. Nonostante le belle parole che hanno cosparso l’intera campagna elettorale di magnifica ipocrisia, inneggiante al rinnovamento, a cominciare dal nome del gruppo “Nuovi orizzonti”, dobbiamo convenire che il gioco del potere prevede anche questo…ma allo stesso tempo ribadiamo che questo è il sentiero giusto per non andare da nessuna parte…Hasta la vista companeros!



















