COMMISSIONE D’ACCESSO AL COMUNE DI CASERTA, LA STORIA. INTERVISTA A EMILIANO CASALE – Parte 16

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di Francesca Nardi

E mentre il mese di Agosto tende ad accantonare pensieri, dubbi e sospetti, avvolgendoli in questa calura insolita, che ci opprime come una punizione …noi cerchiamo di assecondare il desiderio residuo, benché stremato, di energia, continuando ad interrogarci sulle varie anomalie, sfumature e strane coincidenze che continuano ad interrompere la levigatezza apparentemente inossidabile, del quadro miserrimo che ha determinato il commissariamento del Comune di Caserta. Ciò non significa che ci troviamo dinanzi ad un martirio ingiustificato, non avremmo né i titoli né gli elementi per ipotizzarlo, ma evidenzia soltanto che non possiamo fare a meno di notare, come il mosaico lucido e coreografico di ciò che appare come una condanna senza appello, presenti alcune pietruzze, malamente incastrate dall’autore di cotanta architettura che, non è detto non possano saltare da un momento all’altro. Ce la va sans dire che la vicenda della decisione che, a priori, impedisce ed impedirà all’ex vice sindaco Emiliano Casale, la possibilità di candidarsi a Caserta per le prossime due consiliature, non riesce a convincere, per quanti sforzi si possano fare e per quanto il giudizio approssimativo e perché no, partigiano, della gente intellettualmente impegnata sui social, possa incidere o avere inciso sull’argomento, sempre e comunque in negativo. Il problema che si evidenzia non risiede unicamente nell’abitudine cialtrona, di dare addosso al primo che viene indicato come presunto, probabile colpevole di qualsiasi cosa, compreso, tentare disperatamente di essere libero, ma bensì nel fatto che, in questa dimensione polverosa e appiccicaticcia, si muovono, con la massima leggerezza movimenti post moderni (sic), che stanno rimacinando vecchie storie dimenticate e soprattutto decorando i sogni di mezza estate di trent’anni fa…non sappiamo se apparentemente immemori di una intelligenza collettiva di cui ignorano l’esistenza, avendo i loro campioni tentato di annientarla o assolutamente convinti di una sorta di irreversibile idiozia collettiva che ci contraddistinguerebbe. In entrambi i casi, sarebbe assai opportuno che la platea dei predestinati ad essere strumento entusiasta del nulla, si decidesse “a scetarsi dal suonno”, quindi procedere con una certa cautela, nella speranza che la lentezza possa  favorire il ritorno di una certa consapevolezza che prima o poi potrebbe addirittura portare alla ricostruzione della coscienza distrutta. Hasta la vista!