(f.n.) – Il riguardo ed il rispetto nei confronti delle persone con disabilità, come l’adoperarsi per favorire l’inclusione sociale e l’inserimento degli stessi negli ambienti di lavoro, rappresentano e sono espressioni di grande civiltà, oltre che una naturale predisposizione umanitaria ad aiutare il prossimo in difficoltà. Numerosi decreti legge e relative modifiche, prevedono inoltre, che le pubbliche amministrazioni individuino un dirigente amministrativo che abbia esperienza sui temi dell’inclusione sociale e dell’accessibilità delle persone con disabilità e possa quindi, applicare ogni possibile misura aggiuntiva affinché le persone con disabilità appunto, possano essere garantite nella tutela dei loro diritti e risentire al minimo nel quotidiano e negli ambienti di lavoro della loro diversità. Ultimo in ordine di tempo, su questo versante, il decreto legge 19 febbraio u.s. convertito dalla successiva legge 20 aprile u.s. che reca ulteriori “disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di politiche di coesione”. Tutto questo ed altro ancora è contemplato con molta serietà della delibera 600 del 6 agosto u.s. a firma del Dg del nostro amato Ospedale, che con la stessa, in virtù di tutti i decreti e le modifiche e gli articoli e comma possibili sull’argomento, ha nominato il responsabile del processo di inserimento delle persone con disabilità nell’ambiente di lavoro, il “Disability manager” , nella persona dell’architetto Antonio Rocchio, dirigente dell’Aorn che risulta abbia sviluppato una “notevole esperienza nel campo del benessere organizzativo, sui temi dell’inclusione sociale e dell’accessibilità delle persone con disabilità comprovata anche da specifica formazione”, la qual cosa non poteva, appresa la news, che riempirci di soddisfazione morale. Sono quei momenti in cui non sai perché, ma ti senti in pace con il mondo, quel mondo che in virtù di una delibera, sembra inizi a girare in un altro modo che, guarda caso, potrebbe essere finalmente, quello giusto. Ce la va sans dire che, simili delibere che comportano, come abbiamo specificato in apertura, un’attenzione allargata e specifica nei confronti di un problema delicato come la disabilità, non si consumano tra parole altisonanti condite da una discreta dose di emozione, nell’ambito ristretto dell’accademia dell’albo pretorio ma, presuppongono, a nostro modesto parere, una disciplina spalmata sull’intera comunità ospedaliera, in maniera da risvegliare, laddove si fosse assopita per il caldo, la cosiddetta gentilezza naturale, il cosiddetto garbo perduto sempre per il caldo, al di là di quella (speriamo sparuta) minoranza, che non ha mai incontrato qualcuno che spiegasse loro il concetto e li aiutasse a far sviluppare il probabile embrione umanitario dentro di sé…Ma ovviamente noi siamo sempre polemici …figuriamoci se chi opera nell’Ospedale, a cominciare dalle guardie propriamente dette, ha bisogno di leggere una delibera per scoprire l’importanza del problema…o no?, e via su! E naturalmente ciò che succede ritualmente o quasi non è altro che un caso…via…tutti possono distrarsi per un attimo, non è vero?, e quel signore costretto in carrozzina, con 40 gradi all’ombra, costretto ad attendere venti minuti ed oltre, che qualcuno alzi quella stramaledetta sbarra, costituisce l’eccezione che conferma la regola, non è vero?, e la regola raggiunge il top della sua perfezione nella catena con lucchetto che separa le auto dei privilegiati dal resto del volgo, non è vero?, e quei due signori anziani che l’altro giorno arrancavano lungo la salita, uno dei due con gravi difficoltà ambulatorie, grondanti sudore e rassegnazione, ovviamente rappresentano la pratica, quale conseguenza logica della teoria appesa all’albo pretorio, n’est pas? Companeros, se il dirigente nominato Disability Manager così esperto e capace e soprattutto così addentro ai problemi dei disabili, è lo stesso dirigente, che si è reso responsabile del mancato utilizzo da parte delle persone con disabilità, dei marciapiedi ospedalieri, perché troppo alti e che non ha considerato la necessità delle rampe d’accesso…allora… saremmo costretti a ritenere la delibera 600 del 6 u.s. un altro pezzo di carta firmato e controfirmato, esclusivamente per tenere le carte a posto per un eventuale controllo cartaceo…uno di quei controlli che si limitano alle carte e guarda un pò, dimenticano di approfondire l’avvenuta (sic) posa in opera…Il Dg Gennaro Volpe in materia di disabilità e di patologie sensibili, dovrebbe spolverare la memoria e cercare di non arenarsi nella stessa maniera in cui si è arenato, in quel di Benevento per una certa questione altrettanto importante, o no?, ma… se il cervello è sprovvisto di quel collegamento sottile e indispensabile, quasi impercettibile, che lo mette in comunicazione con la coscienza…ogni iniziativa apparentemente encomiabile, sarà destinata ad essere il duplicato di un fallimento…Hasta la vista!




















