Arrivederci Paolo…

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Arrivederci Paolo

è difficile sai, raccogliere i ricordi…quelli che si arrotolano ai rami del glicine per resistere al vento…che confondono la malia dei tramonti, accarezzando la notte …che modulano la tua voce ridente che mi diceva: ricordi quella volta che…e poi allargando le braccia, ricordo che accordavi i pensieri con le stagioni del cuore e rubando tessere al passato, per leggere il presente, parlavi di Giorgia e Luigi e…arpeggiando con i sogni, liberavi le emozioni, mentre nei tuoi occhi buoni, si delineava quell’infinito inesplorato che avresti conquistato per loro…gemme preziose della tua esistenza. Tu pensavi in grande e quel sospiro rugiadoso e leggero, che oggi mugola piano all’ingresso del bosco, racconta che mentre l’ombra ruvida dell’abbandono inaridiva l’erba del prato, tu cavalcavi sfrenato, alla conquista di una nuvola d’oro, per mettere a dimora i tuoi sogni terreni.  Sei andato via nel silenzio di una strana vigilia, carissimo, insostituibile Paolo, consegnandola al silenzio rituale del tempo, al perpetuarsi di un dolore, che tornerà con il ritmo del torrente che lambisce le pietre, schiumando e rabbrividendo piano, mentre raggiunge la valle…Il tuo saluto silenzioso, costruito con l’amore delle piccole cose che restano a dimora nel pentagramma dell’anima, sussurrerà nel volo e nella sosta di ogni ape miracolosa e in ogni nota che la melodia dell’edera rampicante, poserà nelle pieghe del vento. Sei andato via salutando le colline avvolte dalla nebbia del dubbio, con quel cappello da cowboy che raccontava il tuo generoso andare verso la magia dell’ignoto. Quella volta che ci incontrammo in Tribunale mi avevi detto: “ti vengo a trovare… dobbiamo parlare un pò”…e te n’eri andato ridendo, facendo volteggiare la toga… pensando forse di essere stato troppo serio… Oggi ripenso alla tua voce di ieri che mi annuncia: “verrò” e prego affinché non sia stata la solitudine, a farti chiudere per un attimo gli occhi e a provocare quel leggero sospiro, prima del sorriso e quel volteggiare della toga non sia stato soltanto il tentativo di confondere le idee, per non rivelare troppo…Caro ragazzo, il tempo trascorso, i dubbi, il disinganno, sono già un riassunto che il tuo adorato papà starà ascoltando dalla tua voce, un pò affaticata per la lunga cavalcata e per la gioia infinita di rivederlo infine… Arrivederci Paolo, arrivederci caro indimenticabile ragazzo mio.

                                                                                                           Francesca Nardi