La notizia della scomparsa di Paolo Falco esplode in una città annientata dal caldo e semivuota, provocando un dolore sordo ed incredulo che nell’arco di una frangia di tempo, esplode, diventando una eco drammatica che ha raggiunto chiunque. Paolo Falco, avvocato penalista, secondogenito dell’indimenticabile sindaco Luigi Falco se n’è andato all’improvviso, mentre si trovava nel suo studio. L’onorevole Riccardo Ventre grande amico della famiglia Falco, ha appreso la tremenda notizia mentre si trovava a Cortina d’Ampezzo e profondamente scosso e addolorato, ha voluto ricordare personalmente il ragazzo che conosceva fin dalla più tenera età e che aveva visto crescere e diventare un brillante professionista ed un promettente politico.
” Le parole sono poca e misera cosa quando il dolore spezza ogni riserva, distruggendo ogni pietosa consolazione- ha dichiarato l’onorevole Riccardo Ventre- ma io ho sperato di essere forte abbastanza, per dire ciò che soltanto un abbraccio stretto ed accorato alla mamma e al fratello del caro Paolo, avrebbe potuto esprimere. Un abbraccio che non avrebbe colmato il vuoto ma, avrebbe trasmesso che era tutto ciò che avevamo nell’anima. Purtroppo sono lontano da Caserta ed il mio tentativo di consolazione e partecipazione a questo dramma inatteso e tremendo, è affidato alla banalità delle parole. Gli anni trascorsi, la vicinanza, la preziosa amicizia che mi ha legato al padre di Paolo, l’indimenticabile sindaco Luigi Falco e l’aver assistito alla graduale trasformazione di un ragazzino simpaticissimo in un promettente studente fino a diventare quel brillante avvocato penalista, che tutti conosciamo, in questo momento in cui il dolore è ancora intriso di incredulità, mi trascinano a parlare di lui, di quella sua intelligenza intuitiva, della sua perspicacia e della sua grande umanità. Perché Paolo, il figlio più piccolo di Gigi, era uscito lentamente dagli slogan di comodo, quasi automatici, nei confronti di un figlio di… lui era riuscito ad essere soltanto Paolo Falco… il ragazzo che ho visto crescere era riuscito ad emergere senza essere il figlio di Gigi Falco. Aveva la stessa verve politica di suo padre, dal quale aveva ereditato intelligenza e sagacia, ma la maniera di Paolo di porsi, quel suo stile e garbo particolarissimi e la capacità di arrivare ad una sintesi “solare” dei quesiti più farraginosi, avrebbero fatto di lui un politico indimenticabile e forse, perché no, un sindaco. Volevo essere forte… ma Paolo forse non meritava la misura delle parole che avrebbero scarnificato ciò che lui, davvero, aveva rappresentato per la città, per il Foro e per tutti coloro che lo avevano conosciuto, rispettato ed amato.”



















