(f.n.) – Pensare …soltanto di sfuggita, al PS del nostro Ospedale in un giorno qualunque, di un’ estate che sembra eterna e tentare di rappresentarne efficacemente la dimensione caotica del malessere, è già catastrofe di per sé. Al PS più che entrare si viene inghiottiti, risucchiati dall’aria ferma, satura di sudore e di disinfettante. Appoggiati al muro esausti, pazienti ormai senza età, una ragazza seduta per terra con la gamba gonfia, un incidentato di mezza età, semiaddormentato per l’afa diventata narcosi automatica, da sei ore attende che qualcuno lo chiami…codice verde, non è urgente, praticamente non esiste. La sala d’attesa, accettazione -triage, è un parcheggio umano, inizialmente brontolante e attivo, con acuti sparsi che si affievoliscono per forza d’inerzia e carenza improvvisa di turpiloquio. Quando apprendiamo che una tibia rotta, ha impiegato quattro giorni per conquistare un letto, abbiamo capito che l’emergenza era già normalità…Qualcuno chiede… nessuno risponde, perché medici e infermieri stanno già correndo al doppio della velocità per non affogare. Un luogo di attesa allucinante dove il diritto alla salute, si misura in quanto riesci a rimanere in piedi. Ognuno avrà la propria personale odissea da raccontare, ma è una odissea inflazionata …non produrrà successi ma rabbia e talvolta violenza. Non esistono casi isolati ma una débacle collettiva ed il personale sanitario è solo a gestire l’onda d’urto. Chi lavora nel PS del nostro Ospedale naviga al buio. In Italia siamo passati da 808 PS nel 2011 a 603 PS nel 2023 e gli oltre 67mila accessi all’anno del Sant’Anna e San Sebastiano, sono soltanto la punta dell’iceberg. E la riduzione dell’attività di PS, annunciata da Pineta Grande Hospital dove la mettiamo? L’introduzione che appesantisce il morale già provato è necessaria, dal momento che la Direzione Sanitaria del nostro Ospedale, a quanto è dato di sapere, questa volta non è rimasta immobile, dinanzi ad una specifica emergenza, che si profilava ormai quasi impossibile da gestire. Infatti, dinanzi alle criticità, al sovraffollamento, alla carenza “storica” dei medici e alle altre problematiche, il Ds Vincenzo Giordano, avrebbe, fin dal mese di aprile u.s., tentato formalmente più volte, di coinvolgere la Direzione Asl di Caserta, inviando la proposta di costituzione di un Tavolo Interaziendale per la risoluzione delle criticità del DEA-PS e l’individuazione dei componenti aziendali. Le note riportavano chiaramente in allegato, i fattori determinanti del problema ma, sembrerebbe che da parte dell’Asl, non sia pervenuto alcun riscontro risolutivo, pertanto, in una nota della Direzione sanitaria, inviata il 24 agosto u.s. ai Direttori delle Unità interessate e al DG Gennaro Volpe, si rende noto il mancato riscontro da parte della Direzione dell’Asl che, nell’ultima delle note inviatele, sarebbe stata invitata ad individuare i propri referenti, “per la costituzione di un tavolo tecnico interaziendale, quale sede di analisi congiunta delle criticità e di definizione di soluzioni operative condivise”. Siamo giunti, guadando a fatica la pericolosa palude del disagio, alla fine di agosto e, a quanto si apprende dalla nota della Direzione sanitaria, la direzione dell’Asl di Caserta, pur consapevole della situazione allucinante in materia di PS della provincia di Caserta, non avrebbe dato segno alcuno di esistenza in vita, laddove non abbia prodotto risposte talmente inconsistenti da non essere neppure menzionate nella nota inviata dalla Direzione sanitaria ai direttori delle UOC interessate al tavolo…Ebbene ci si chiede con una certa perplessità e nella speranza di avere frainteso, quale illuminata interpretazione, meriti un simile atteggiamento da parte di chi legge ma, soprattutto da quale costellazione ricevano il Ds Giordano ed i suoi collaboratori , tutta la capacità di controllo e la tolleranza, che mostrano nel prosieguo della nota di cui sopra, continuando appunto a rifinire i particolari in attesa dell’attivazione del famoso tavolo tecnico cui è stata cortesemente invitata l’Asl di Caserta. Ogni commento è praticamente inutile. Hasta el Domingo!



















