A MENTE FREDDA #1: JUVECASERTA, KO A RIETI NEL RITORNO IN A2. BUONI SEGNALI, OCCHIO AL CALENDARIO

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di Alessandro Aita

RIETI – Non è andata come si sperava, ma al PalaSojourner la città della Reggia è tornata a respirare aria di seconda serie Nazionale. La Juvecaserta 2021 di coach Lino Lardo è uscita sconfitta per 73-81 nella prima giornata del campionato di A2 2026/2027 al cospetto della RSR Sebastiani Rieti, in una sfida vibrante e vissuta sempre di rincorsa. Nonostante tutto in alcuni momenti si è accarezzata l’idea del colpaccio esterno, lasciando degli spunti positivi per le prossime settimane.

FIRST REACTION, SHOCK – Il tutto nonostante una partenza quantomeno traumatica per i ragazzi in bianconero. Si era scelto un approccio più conservativo in avvio, con Nobile in cabina di regia per usare i suoi centimetri contro Rota e D’Argenzio in uscita dalla panchina, ma la manovra è stata vistosamente faticosa nei primi minuti, con i tiri puliti che sono arrivati con il contagocce. Se l’attacco piange, la difesa non ride, anzi: troppi tiri piedi per terra per Rieti che nei primi minuti tira quasi con il 70% e vola via sul 20-5 sospinta da Piccin, White e Green.

RIMESSA IN PIEDI – Sembra il preludio di un massacro, ma invece la Juve trova linfa da chi, se non dal suo capitano Mimmo D’Argenzio che aggiunge una sana imprevedibilità all’attacco. Aggiungiamo il fatto che la difesa torna a funzionare mischiando numerose zone (molto usata la 3-2), la Juve riesce a scalare piano piano la montagna, rimanendo sempre a un tiro di schioppo dalla Sebastiani. E sulla panchina reatina anche Fabrizi ha i suoi grattacapi: White non incide più in pitturato come prima, le percentuali si abbassano, Imbrò viene limitato dai falli e la lunetta diventa un incubo per i padroni di casa. E così al PalaSojourner si vive una partita punto a punto, impensabile dopo l’inizio. Ma stiamo sempre parlando di un nuovo capitolo di una sfida a suo modo storica.

DETTAGLI – Ma come mai siamo qui a parlare di una sconfitta? Non è semplice spiegarlo, ma l’impressione è che a D’Argenzio e compagni sia mancato quell’ultimo centimetro per spostare definitivamente l’inerzia dalla parte bianconera. A parte il primo canestro della partita di Nobile, l’unico vantaggio è arrivato nel cuore dell’ultimo parziale con il gioco da tre punti di Luca Brambilla. Ma ogni volta che si poteva azzannare il match l’episodio non ha mai sorriso alla Juve. La tripla nosense di Bartoli allo scadere dell’intervallo era un oscuro presagio, difatti i singoli momenti che hanno instradato la partita hanno sempre detto Rieti. Ne nomino un paio: la tripla di Rota su un’ottima difesa in copertura di Hadzic, poco dopo lo stesso numero 7 vede un tiro da fuori sputato dal ferro preso piedi per terra e con un metro di spazio. D’Argenzio che tira con il suo classico isolamento e non segna per il nuovo vantaggio, Green che fa la stessa cosa l’azione successiva e scrive il nuovo +5. Oltretutto, da aggiungere un dato: 14 rimbalzi offensivi concessi, decisamente troppi, offrendo dunque seconde opportunità a profusione.

SUI DUE USA – Ma non fossilizziamoci sugli errori, analizziamo le prove dei giocatori su cui aleggiava più curiosità, i due americani. Partiamo da Jalen Henry, che alla fine chiude a 12 punti. Una gran striscia offensiva tra primo e secondo parziale con tre triple in fila; ‘peccato’ che stiamo parlando del centro della squadra. Nella sfida di ieri, così come visto spesso in precampionato, dopo il blocco prediligeva aprirsi molto più per il piazzato da fuori invece di rollare a canestro. I numeri gli danno ragione e se dovesse continuare a tenere una buona percentuale dall’arco costringerebbe le difese avversarie a doversi adeguare, con i centri costretti a non battezzarlo e dargli spazio per un eventuale uno contro uno riuscendo così a controbattere il poco tonnellaggio che ieri lo ha fatto soffrire con White. C’è però necessità di esplorare un po’ anche le sue capacità in post: con Seck che ci mette caparbietà in difesa ma non brilla per movimenti offensivi e due ibridi come Hadzic e Lo Biondo (quest’ultimo il più in difficoltà ieri), si rischia di non avere un minimo gioco interno, che in determinati momenti può rappresentare un’ancora di salvezza. Qualche passo in avanti da Jaron Johnson: primo quarto da invisibile, dopo una lunga panchina Lardo gli dà fiducia e inizia a prendersi più responsabilità in attacco, andandosi a cercare la palla. Prima azione, terzo fallo di Severini che gli toglie la museruola e inizia anche a prendersi conclusioni personali, in uscita dai blocchi o con il pick and roll. Sprazzi più ampi da primo violino, ma rimangono ancora sprazzi: ci sarà bisogno di più continuità da questo punto di vista, che può arrivare soltanto con il lavoro quotidiano.

CALENDARIO NON FACILE – La Juve si lecca dunque le ferite dopo il viaggio a Rieti, ma può prendersi comunque delle indicazioni assai positive contro una squadra che probabilmente si candida per un posto nella parte bassa della griglia playoff. C’è da dire che il campionato sembra avere una bella spaccatura tra squadre di alto lignaggio e coloro che si batteranno per la salvezza: Ruvo di Puglia dopo un buon inizio è affondata con la Fortitudo Bologna, Vigevano non è mai stata in partita ad Avellino, Cento e Montecatini hanno preso belle scoppole con Pesaro e Rimini così come Torino con Mestre. Ora il problema è il calendario: Fortitudo Bologna e Pesaro in fila nelle prossime due settimane, a Sassari alla settima e derby con Avellino pochi giorni dopo. In pratica i bianconeri affrontano quattro candidate ai playoff diretti nel giro del prossimo mese e mezzo. Bisognerà agire di conseguenza: coltello tra i denti sin da domenica prossima, dove il PalaPiccolo dovrà ruggire per sostenere i suoi beniamini.

RSR Sebastiani Rieti – Juvecaserta 2021 81-73

(27-18, 47-37, 63-58)

Sebastiani Rieti: White 15 (7/11), Green 18 (1/5, 4/7), Rota 6 (0/1, 2/8), Severini 2 (1/1, 0/2), Bartoli 11 (1/4, 1/1), Imbrò 5 (1/3, 1/3), Piccin 17 (3/5, 3/6), Samba Deme (0/1 da tre), Sow 7 (2/3, 1/4). n.e.: Jerkovic e Onijubech.  Allenatore: Fabrizi

Juvecaserta 2021: Hadzic 8 (1/3, 2/3), Henry 12 (1/6, 3/4), Laganà 5 (1/1, 0/2), D’Argenzio 14 (2/2, 1/5), Brambilla 5 (2/2), Sperduto 5 (1/1, 1/3), Seck 4 (2/6), Lo Biondo 2 (1/3, 0/1), Nobile 6 (1/3, 0/2), Johnson 12 (3/6, 2/5). n.e: Stable Terry. All. Lardo

Arbitri: Catani di Pescara, Centonza di Grottammare (AP) e Coraggio di Roma

Rieti: tiri da 2 16/33, 48%; da 3 12/32, 37%; tiri liberi 13/23, 56%; rimbalzi 39 (25+14), assist 15

Caserta: tiri da 2 15/33, 45%; da 3 9/25, 36%; tiri liberi 16/22, 72%; rimbalzi 37 (27+10), assist 18