OSPEDALE, IL MEMORIALE DELLA DOMENICA 406

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(f.n.) – A quanto pare e a giudicare da una particolare circostanza, il personale infermieristico in servizio nel nostro amato Ospedale, non ha molte ragioni per ritenersi soddisfatto del lavoro che svolge e di tutto ciò che comporta, trascorrere molte ore al giorno nella stessa struttura…La deduzione più che logica, deriva da un fatto chiaro e specifico…Recentemente l’Asl di Caserta ha pubblicato un avviso pubblico, per soli titoli, per l’assunzione a tempo determinato, con rapporto di lavoro subordinato, della durata di 8 mesi, eventualmente rinnovabili, di ben130 Infermieri, per le Strutture/Macrostrutture dell’Azienda. Ebbene…nonostante quella che potrebbe rappresentare una opportunità, sia arrivata a conoscenza degli Infermieri ospedalieri senza alcun preavviso e a ridosso di un periodo critico, come quello immediatamente precedente alle ferie che, grazie all’assenza di una corretta programmazione anticipata, invece di rasserenare lo spirito, riescono sempre a sollevare i livelli di ansia oltre il limite massimo consentito, ebbene …pare che gli infermieri abbiano risposto in massa…anzi pare abbia risposto circa mezzo Ospedale…Anche il più ingenuo degli spettatori, di questa maxi opera teatrale sull’evoluzione del disastro sanità, che ci ostiniamo a seguire da tempo immemorabile, dinanzi alla reazione che ha le caratteristiche di una risposta corale ed accorata ad un segnale che si attendeva da tempo, sarebbe portato a ritenere che chiunque lavori all’Ospedale di Caserta, non veda l’ora di darsi alla fuga. Tra l’altro, per chi dovesse rientrare nel numero degli aspiranti prescelti ed avere, appunto, l’intenzione di abbandonare per sempre l’Ospedale, avrebbe incontrato l’opportunità giusta, visto che l’incarico a tempo determinato di 8 mesi è rinnovabile ed avendo la possibilità di rinnovarlo, potrebbe aspirare alla stabilizzazione. D’altra parte l’Asl è seriamente in difficoltà, dal momento che, nonostante i grandi annunci e sventolio di stendardi, per annunciare l’imminente apertura delle Case e degli Ospedali di Comunità, la qual cosa avrebbe dovuto dimostrare al mondo “stupetiato”, la serietà con cui i “cervelli” della sanità applicata avevano lavorato e realizzato, sul versante della sanità territoriale, non avevano provveduto in contemporanea o con discreto anticipo, ad organizzarsi per recuperare personale idoneo allo scopo. Ma al di là dell’emergenza, cui si dovrà in qualche modo far fronte, il problema che dovrebbe davvero allarmare tutti, soprattutto coloro che tengono nel giusto conto, problemi antichi che, nel tempo si sono ingigantiti, proprio in virtù della rilassatezza, con cui le varie Direzioni Generali che si sono susseguite, dopo averne fatalmente provocato l’aggravamento, se n’erano andate a provocarne di simili altrove. Il problema più grave, che oggi si condensa pericolosamente nel desiderio di fuga di tanti operatori, ai quali non si potrà negare l’autorizzazione ad andarsene, nasce da lontano e per quanto provvisoria e caratterizzata da una evidente indifferenza appaia, la figura del DG Gennaro Volpe, tale problema rivendica attenzione, considerazione e uno studio intelligente e serio dei particolari che nel tempo ne hanno determinato il proliferare. E’ appena il caso di evidenziare quanti bravi professionisti hanno lasciato l’Ospedale, negli ultimi anni, mentre chi restava, preferiva pensare, per non interrogarsi troppo, che il collega aveva semplicemente preso al volo, una occasione irripetibile, anziché considerare seriamente le condizioni che avevano deluso, stancato, irritato il bravo collega che, non se n’era andato verso nuove avventure ma, aveva semplicemente gettato la spugna, consapevole che le cose non sarebbero mai cambiate e, se non avesse voluto appiattirsi e perdere l’entusiasmo avrebbe dovuto andarsene al più presto…Senza risalire troppo, lungo l’elenco dei Direttori Generali, pensiamo al Dg Ferrante…”chiacchiere e distintivo”, sarebbe il caso di dire, nessuno stimolo, tanta spocchia, i soliti concorsi che…lasciamo perdere…e la totale indifferenza nei confronti di chi avrebbe potuto crescere al punto di diventare un riferimento, per coloro che nel bisogno, hanno imparato a saltarci a piè pari, per andarsene al Nord…Come Ferrante e peggiore di Ferrante, il Dg Gubitosa, gli inciuci con i sindacati in danno di quello e a favore dell’altro…i favori, le raccomandazioni, i legami di comodo e le indulgenze decise a tavolino ed un intreccio generale di sotterfugi, urlate, il tutto spalmato su una piattaforma scellerata, sulla quale si rotolavano come biglie le speranze, i sogni, la volontà e il desiderio di crescere ed i sacrifici inutili di tanti infermieri e di tanti medici…A nessuno dei big o presunti tali, è sfiorata mai l’idea che, anche se se ne andasse uno soltanto, medico, infermiere, tecnico, Oss e via col tango, dal nostro Ospedale, ebbene sarebbe un fallimento da ascrivere esclusivamente al Dg e a tutti quelli che lo hanno preceduto….Ma forse è inutile prendersela con i Dg che non sono altro che inquilini di passaggio e non hanno mai avuto lo scatto di dignità, di non farsi identificare come tali e tutto sommato se ne infischiano del nostro Ospedale e di chi vi lavora…A pensarci su, noi ce la dovremmo prendere con tutti i sindacati indistintamente, che dovrebbero mollare per qualche momento la tiritera dell’inciucio più o meno visibile o intuibile con il Dg, con il Ds e con il Da e sedersi attorno ad un tavolo, guardarsi negli occhi, mettere fuori dalla porta il cosiddetto “orgoglio di razza sindacale” e pensare unicamente al futuro dell’Ospedale e al pericolo di dover combattere con triadi inviate dagli interessi politici e sempre meno interessate al benessere del Sant’Anna e San Sebastiano. Una bella dimostrazione di piazza con relativa seduta a braccia incrociate, è quello che dovrebbero organizzare i sindacati tutti, per attirare l’attenzione degli intemerati organi regionali, a partire dal presidente Roberto Fico, il quale si è tenuto la Sanità ad interim ma evidentemente se la prende con calma…Crediamo sia venuto il momento di riprenderci il nostro Ospedale e soprattutto pretendere, tutti insieme, che la si smetta in quel di Santa Lucia, di considerare l’Aorn di Caserta come la dépendance da prestare agli amici degli amici, che hanno bisogno di rilassarsi oppure di aggiungere una pallina al curriculum…Hasta el Domingo!