Apprendo soltanto oggi – dichiara Pasquale Napoletano, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia-, essendo stato nei giorni scorsi impegnato per motivi familiari, delle dichiarazioni rilasciate da Sara Femiano di Caserta Decide a “Cronache di Caserta”. Parole che considero irresponsabili per la gravità delle accuse che contengono e per il contesto politico nel quale sono state pronunciate.
Affermare che il centrodestra starebbe facendo il pieno di soggetti portatori di interessi mafiosi e criminali non è una semplice battuta da campagna elettorale. È un’accusa pesante, che investe la credibilità di un’intera coalizione e di quanti si preparano a partecipare alla prossima competizione elettorale per il governo di Caserta.
Su temi come questi non sono ammissibili insinuazioni, allusioni o frasi a effetto. Servono fatti, circostanze verificabili e, se si è a conoscenza di condotte penalmente rilevanti, la responsabilità di rappresentarle alle autorità competenti.
La lotta alle mafie non appartiene a una parte politica e non può essere utilizzata come un’arma elettorale. È un dovere che riguarda tutti, senza distinzioni di schieramento. Proprio per questo, chi evoca interessi criminali dovrebbe essere il primo a sentire il dovere della precisione e della trasparenza.
Da ex capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Caserta e oggi dirigente provinciale del partito, ritengo che il confronto in vista delle prossime elezioni comunali debba concentrarsi sulla qualità delle proposte, sulla credibilità delle candidature e sulla capacità di offrire alla città un’alternativa seria e concreta all’attuale area di governo.
Il centrodestra sta lavorando per costruire questa alternativa. Non accetto, pertanto, che si tenti di delegittimarlo attraverso affermazioni tanto gravi quanto generiche, senza che siano indicati elementi concreti a sostegno.
La domanda che rivolgo a Sara Femiano è semplice: quando parla di interessi mafiosi e criminali che confluirebbero nelle liste del centrodestra, si riferisce a fatti precisi di cui è a conoscenza oppure siamo di fronte a una formula polemica concepita per alimentare la campagna elettorale?
Nel primo caso, mi aspetto che vi sia la responsabilità di riferire quanto si sa nelle sedi opportune. Nel secondo, ritengo che sarebbe doveroso riconoscere la gravità di parole che rischiano di gettare discredito senza distinzione.
Caserta ha bisogno di una competizione politica anche dura, ma fondata sulla serietà, sulla verità e sul rispetto dei cittadini. Chi si propone di governare la città ha il dovere di elevare il livello del confronto, non di avvelenarlo.
La legalità non si proclama per convenienza e non si brandisce contro gli avversari: si pratica, sempre, con coerenza e senza doppi standard.



















