




foto Gianfranco Carozza
(f.n.) – Le coreografie della protesta rischiano di essere offuscate dalla calunnia…e alla giusta contestazione si aggiunge la rabbia di chi, ancora una volta, avverte il bruciore di una frustata ingiusta. Da ieri sera al porto di Napoli, la protesta ha cambiato volto e alle giuste rimostranze per il “caro carburante”, si è aggiunto lo sdegno ed il rammarico degli autotrasportatori presenti e del loro portavoce Gigi Lista che, oltre al disagio, hanno dovuto subire l’effetto ed il peso dei soliti sospetti cialtroni che, per tradizione o per convenienza, si riversano sul popolo meridionale, ogni qualvolta un singulto di santa e giustificata ribellione, decolla in maniera chiara e limpida da quella che si vorrebbe “massa informe” priva di palpiti ed estranea ad ogni diritto, che l’inerzia politica lotta strenuamente per mantenere tale. Ed anche oggi, dinanzi ad un Paese in ginocchio, non sono mancate le voci “mirate”, peraltro provenienti da vertici sindacali del settore, che ipotizzavano presenze e volontà malavitose all’interno e a monte della protesta. Intanto, a rendere l’atmosfera ancora più densa e abbrunata, l’assenza totale al Porto di Napoli, di una benché marginale, presenza politica, assenza che denota ed indica le ragioni autentiche a monte dei problemi del nostro Sud…Una politica senza attributi finge di governare i silenzi e le turbolenze di un popolo dimenticato, dalle cui viscere si estrae comunque, al momento giusto, il vigore necessario ad una protesta che riosulta slegata e mal coordinata dal bisogno. La ribellione degli autotrasportatori si dirige anche e soprattutto, verso un’informazione ingiusta e settoriale che non tiene conto di ciò che, nel tempo, ahinoi, continua a non fare numero… nella smorfia. Non resta che aguzzare almeno lo sguardo e non distoglierlo…l’ultima spiaggia dietro al promontorio laggiù si chiama: vergogna… Hasta la verguenza



















