ASL, ABUSIVISMO & STRATEGIE SARTORIALI

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(f.n.) – E mentre il Governatore Roberto Fico, si affanna ad analizzare la classe dirigente targata De Luca, sfumando opportunamente sui fenomeni che gestiscono la Sanità,  nei territori della Sanità de noautri, se permettete, la Direzione strategica, modestamente, fa come “glie pare”, nel senso proprio ai soliti maligni, che puntualizzano:  “si fa come vuole la zarina Vitale”, pertanto…potrebbe esservi il beneplacito se non una precisa volontà di quest’ultima, se un certo signore che, nonostante sia in pensione da tre anni, continua ad entrare e ad uscire, a suo piacimento, dalla sede centrale, a parcheggiare nei posti auto riservati e ad aprire la sede centrale alle 6 del mattino, munito di chiavi e telecomandi, stranamente ancora in suo possesso, in barba alle norme sulla sicurezza e sulla trasparenza ed inoltre, usa tranquillamente auto aziendali, per andare ovunque, in nome e per conto di un’Asl che, da tre anni non ha più alcun titolo, per rappresentare. Ci chiediamo…qualora il signore in questione, si sloghi, malauguratamente, il dito mignolo, mentre utilizza il computer della sede centrale per i fatti suoi e di suo figlio, opportunamente impiegato al Distretto 12, se prende un marciapiede e rompe la ruota di un’auto aziendale e via col tango,  su chi cadrà la responsabilità relativa alla permanenza in servizio di un dirigente, a tre anni dal pensionamento? Come definire un signore che, senza alcuna autorizzazione né diritto, si comporta come il padrone delle ferriere?, ovviamente “abusivo” ed allora per quale ragione, i custodi, rapidi ad allertare carabinieri e forza pubblica se individuano un abusivo, tacciono di fronte all’abusivo in questione, solo perché “noto” ma sempre abusivo? La legge non ammette ignoranza, n’est pas?, ma se la legge è sgualcita a discrezione della direzione strategica, ammette tutto ciò che conviene, n’est pas? Forse qualcuno non può fare diversamente?, e come mai? Ma… non finisce qui, con leggi e norme che qualcuno si arrotola attorno al mignolo e srotola secondo il vento…elevando magnificat agli abusivi de facto! E restando ancorati ad alcune  domande senza risposta, provocate inevitabilmente da quella strana sensazione di incompiuto, che insinua il leggero sospetto che alcune faccende siano state impostate ” a comm vene”, nella convinzione che tanto nessuno emetterà un fiato di protesta, n’est pas? Tanto per fare un esempio… ricordate quando scrivemmo di un certo signore, che inviava comunicati con la sua carta intestata, in nome e per conto dell’Asl, saltando distrattamente qualche testata giornalistica, ad esempio, la nostra? Se la memoria non ci tradisce, si chiamava Antonio D’Amore… un giornalista che sembrava curare la pagina social del Dg Antonio Limone… Oggi, evidentemente preda del fascino di TikTik, ritroviamo il suo nome, laddove non sia un omonimo, nell’ unico candidato all’avviso pubblico, bandito dall’Asl per il conferimento di un (1) incarico di lavoro libero-professionale di esperto in comunicazione istituzionale e digitale (social media manager) della durata di mesi 12, prorogabili.  Ebbene…non essendo stato elaborato dalla NASA e pertanto caratterizzato da ostici criteri di accessibilità, si presume che il bando in oggetto, se soltanto non fosse stato circondato, de facto, dal più stretto riserbo, avrebbe potuto attirare ben più di un candidato ma, a quanto ci riferiscono alcuni colleghi e con una certa disapprovazione, nessuno ne sarebbe stato al corrente. Inoltre, è appena il caso di evidenziare che un bando per Esperti in Social manager per la comunicazione istituzionale, non prevede necessariamente l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti… magari l’iscrizione all’Associazione Comunicatori Pubblici che, peraltro non ha rappresentanze sindacali ma soltanto associative. Infatti non esiste un Ordine Professionale dedicato ai social media manager, quindi per quale ragione si chiede obbligatoriamente, l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti? E se la si chiede, riteniamo che chi ha preparato il bando e le sue limitazioni, non possa non sapere che la Commissione esaminatrice debba comprendere per legge, tra i suoi componenti almeno un Giornalista Professionista, indicato dallo stesso Ordine Regionale dei Giornalisti e non un Sociologo, con tutto il rispetto…Companeros, se dobbiamo essere precisi dobbiamo esserlo davvero e non limitarci a far finta di esserlo, tanto va bene lo stesso, o no? Ultimo particolare che ha la sua originalità…per quale motivo  si richiede esperienza maturata nelle relazioni istituzionali di almeno 4 anni?, tre non erano sufficienti ?, anche se di solito se ne chiedono cinque… Dinanzi a tante puntualizzazioni peraltro originali, che lasciano intendere molto più di ciò che possiamo dire o ipotizzare, non possiamo non ricordare, per contro, con quanta superficialità e carenza di garbo, il Dg Antonio Limone, artefice del tutto e del contrario di tutto nel pianeta Asl, sia transitato senza il minimo scrupolo, spargendo bruscoli di lasciato intendere, sulla dignità della dottoressa Stefania Fornasier, senza che il minimo scrupolo ponesse un argine ai desiderata di chi da sempre, persegue ben altri scopi che non quelli per i quali si è appuntato le mostrine in quel del Moscati e dintorni, non è vero? Hasta la suerte!  

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