UFFICI COMUNALI, TRA ESUBERI E CARENZE DI PERSONALE

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di Carmine Eliseo

SAN PRISCO – Tutto accade in questo comune di 13.000 anime ai piedi dei Colli Tifatini; i dipendenti comunali vanno al lavoro alle ore 08.30 e attendono gli utenti alle 09.00, con un cancello di accesso al palazzo municipale, vigilato da un dipendente, la cui mansione fino ad oggi non è stata ancora definita dall’amministrazione comunale, guidata dal dottore Domenico D’Angelo e dal neo segretario comunale, nonché Capo del Personale. Ma il problema della mancanza di lavoratori, visto anche il disservizio, per malattia, verificatosi ultimamente all’Ufficio di Stato Civile ed Anagrafe, come la vuole risolvere la giunta D’Angelo? Le risorse umane vanno valorizzate e gestite, discutendo con il sindacato di categoria, come si faceva alcuni decenni fa. Purtroppo questa maggioranza non vuole affrontare e risolvere il problema lavoratori in esubero in qualche ufficio, mentre altri devono subire, perché diligenti e professionali, le continue pressioni di questo o quall’altro assessore. E i dipendenti vessati dal profondo senso di responsabilità, continuano a svolgere il proprio lavoro per evitare collisioni con la maggioranza. Ma i dipendenti che non svolgono il proprio ruolo, perché non si spostano? Una volta il sindacato era garantista e difendeva anche i lavativi, oggi non più, il tutto è legato alla produttività e chi non produce non raccoglie il premio finale. I cittadini sono esasperati anche perché si recano per il prelievo delle buste e devono sentirsi dire dal lavoratore addetto:” Dovete venire a novembre, perché la gara per l’aggiudicazione della distribuzione delle buste si farà a novembre.” Diceva un vecchio politico della DC: “L’Italia è nelle mani di incompetenti, che coltivano singolarmente il loro orticello”.