EPISTOLARIO FELICORI-FERRAJOLO…INTOCCABILI E NON

0
18

Il direttore della Reggia, dopo aver consultato le Sacre Scritture, ha risposto alla lunga lettera del professor Vitaliano Ferrajuolo e come tutti coloro che non hanno argomenti in eccesso da sciorinare e soprattutto nella certezza che i suoi fans si sarebbero rotti l’osso del collo, per mostrare interesse per la sua salute e disprezzo per chi, non tenendo conto della altrui povertà di spirito,  ironizzava sulla possibilità che il direttore provasse a muoversi su una carrozzina per conoscere veramente le difficoltà di un disabile, l’ineffabile Felicori, erre impastata e ciocca scomposta, ha posto l’accento proprio sull’augurio scherzoso di Ferrajolo. Non stupisce la puntualità della standing ovation che ha accolto su fb la risposta di Felicori, né lo smielato quasi hashtag “felicorisantosubito” lanciato nello spazio, ma alcuni commenti che, per la caratura, a questo punto dovremmo aggiungere “presunta”, dei personaggi che li hanno “postati”, lasciano sgomenti, per la violenza e per la destinazione.

Scrive Mauro Felicori, direttore della Reggia:

 “Il signor Vitaliano Ferrajolo ha emesso una lunga nota in cui vengo criticato per non avere rinnovato una convenzione per l’accoglienza ai disabili che la sua cooperativa ha svolto fino all’estate 2015, e che dunque non era più operativa al momento del mio insediamento. Rispondo in breve:
– la pesante ironia nei miei confronti, incluso l’augurio di una malattia che mi faccia stare due mesi su una sedia a rotelle, fa dubitare che il Ferrajolo sia un persona adatta a gestire un servizio pubblico in concessione;
– l’accusa che mi rivolge di avere sfrattato l’EPT, che ospitava il menzionato servizio, è del tutto infondata perchè è stato proprio l’EPT a disdire il contratto con noi e con i titolari del chiosco di piazzetta Gramsci;
– va precisato che il servizio offerto dalla cooperativa è un servizio aggiuntivo, che si aggiungerebbe a quello che la Reggia già svolge, e che prevedere ad esempio un ascensore dedicato e il relativo accompagnamento, nonché la possibilità di usare il bus interno, anche se è giusto dire che non si fa mai abbastanza;
– il dialogo si è interrotto perchè avevamo inteso che per il proseguimento del rapporto fosse subordinato ad un corrispettivo economico, il che comporterebbe una procedura di gara, materia sulla quale siamo al momento affaticati e lenti;
– di contro, se il Ferrajolo intendesse offrire in chiave volontaria e gratuita un servizio supplementare di accoglienza, gli dò fin d’ora il benvenuto e sono pronto ad incontrarlo fin dalla settimana prossima;
– più in generale: desidero chiarire che esiste il mondo dei diritti e delle associazioni che li tutelano, ed esiste il mondo dei fornitori dei servizi che soddisfano diritti; sono ambedue importanti e legittimi, ma non sono la stessa cosa, come da giovane ho appreso fra l’altro dal giornale liberal Repubblica, che come tutti talvolta si distrae.

Replica il professor Vitaliano Ferrajolo

“Egregio Direttore, c’è voluta la nota, nostro malgrado, resa pubblica, per ottenere una risposta rapida alle nostre istanze che non da settimane, ma da mesi, sono state inviate per mail in forma ufficiale, senza essere degnate di una risposta. Mi dispiace che una persona dal curriculum sicuramente “pesante” in termini culturali come il Suo si limiti a considerare solo la parte letterale della lettera e invece non colga la motivazione di una ironia e di una provocazione, che non aveva certo lo scopo sciocco di farmi assumere il ruolo di menagramo, ma che voleva mettere in evidenza l’incapacità di buona parte della classe politica e amministrativa dirigente di comprendere il grado di disagio di una persona/turista disabile di fronte a limitazioni e provvedimenti discriminanti, presi senza alcuna concertazione. Per questo la sollecitazione a provare a fare un giro “da seduti” non è una minaccia ma un momento educativo per comprendere come migliorare realmente le situazioni. Quello che mi sconcerta è che ci si scandalizza per l’ironia e la provocazione e non per due anni di silenzio a una richiesta! Chiarito questo aspetto, non posso non rispondere a quanto espresso dalla Sua nota: 1 – la critica mossa non è finalizzata al mancato rinnovo della convenzione sic et simpliciter, ma al Suo non decidere le sorti di tale Servizio in generale nel corso del Suo mandato, Servizio che ha continuato ad esistere, se pur bistrattato e con servizi al minimo, anche dopo il giugno 2015 e ad essere presente fino a pochi giorni fa, nella totale indifferenza generale; 2 – i funzionari e cui la Sua segreteria mi indirizzavano sapevano benissimo della nostra esistenza e della nostra operatività; 3 – ironia e capacità di gestire servizi pubblici in concessione sono parametri perfettamente compatibili e sovrapponibili: non ho mai visto bandi pubblici che prevedono motivo di esclusione tale requisito (se non nelle dittature); 4 – l’EPT non potendo sostenere economicamente il canone di locazione da corrispondere alla Reggia ha dovuto traslocare: a noi non interessa la motivazione; interessa che tale fatto si è ripercosso anche sulle nostre spalle senza che nessuno sia intervenuto per decidere come proseguire fisicamente nelle nostre attività; 5 – da molti mesi abbiamo proposto una convenzione senza oneri per la Reggia, pur sollecitando un gruppo di lavoro per verificare percorsi di finanziamenti stabili finalizzati alla copertura dei costi, finora da noi sopportati; 6 – ringrazio per l’apertura di credito che alla fine ci viene concessa.