OSPEDALE DELLA CAMORRA: LE NOMENKLATURE DEL GIORNO DOPO

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di Francesca Nardi

In principio era Terra di camorra poi venne il tempo di Gomorra ed infine la condanna senza appello: Terra dei Fuochi. Oggi, assassinata l’immagine e sparso il sale sulle rovine, passiamo a scarnificare i brandelli rimasti sul fondo…Anni ed anni di inqualificabile acquiescenza e conniventi silenzi hanno favorito il decollo di imbecilli decorati, verso i massimi livelli e l’irrimediabile affossamento di giovani intraprendenti e professionisti capaci ed onesti…anni ed anni all’insegna di “ecchissenefrega”  hanno riempito ogni buca possibile ed ogni fossato, di rifiuti tossici e speciali sotto il naso opportunamente otturato di nove decimi di popolazione…anni ed anni di falso perbenismo  e perniciosa ipocrisia hanno inquinato il senso stesso della vita di ognuno di noi…oggi, aprendo l’occhietto sonnacchioso e miope, scopriamo con la boccuccia a U, che siamo seppelliti dalla miseria fangosa del nulla di fatto e del nulla ottenuto e del nulla concepito…praticamente travolti da noi stessi, peso morto…sintesi di una disonestà intellettuale, incommensurabile e nell’inconsapevolezza becera e totale di ciò che siamo e delle nostre responsabilità, la prima cosa che facciamo qual è?, diamo fondo alle scarse risorse intellettuali e creative che giacciono nel pozzo nero della nostra ignoranza e coniamo la frase peregrina: ospedale della camorra ed iniziamo a  paperiare e lo faremo per parecchi giorni, sulla munnezza che noi abbiamo contribuito ad ammucchiare…Noi abbiamo consentito quello che è successo!, noi…sapevamo tutto e abbiamo taciuto, appena qualcuno ha fatto buuh ed ha continuato a rilasciare prebende ed omaggi ed a favorire carriere…Omaggiare oggi chi ci vuole cava di tufo e deposito per materiale inerte, favorendone e legittimandone il pensiero persino con la creazione della nomenklatura doc, non è l’onesta presa di distanza dalla criminalità, ma azione tipica dei nati servi!