70° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA, IL MINISTRO ORLANDO AL CONVEGNO A ROMA

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L’INIZIATIVA E’ STATA PROMOSSA DALL’ON. SGAMBATO (PD) SULL’EGUAGLIANZA SOSTANZIALE PER UNA NUOVA CULTURA DEI DIRITTI: “L’AZIONE RIFORMISTA DI GOVERNO RAPPRESENTA UNA ESIGENZA PER CREDERE NELLA NOSTRA COSTITUZIONE”.

ROMA – “Discutere di uguaglianza sostanziale nel 70esimo anniversario della Costituzione è più che mai attuale. Viviamo in un tempo in cui esponenti politici di rilievo parlano della razza bianca da tutelare, mostrando di non conoscere la Costituzione, che invece pone la razza tra le cause per le quali non sono ammesse discriminazioni”.

Ha aperto così l’On. Camilla Sgambato (Pd) il suo intervento introduttivo all’incontro sul tema “Eguaglianza Sostanziale: una nuova Cultura dei Diritti”, svoltosi ieri mattina a Roma, presso l’Istituto Luigi Sturzo in Roma, in occasione del 70° anniversario della Costituzione Italiana.

“I principi contenuti nella prima parte della Costituzione, rappresentano l’essenza dei valori supremi su cui si fonda la stessa.

 

L’uguaglianza sostanziale, sancita dal primo capoverso dell’art. 3, credo sia il principio più “rivoluzionario” della nostra Carta, perché riempie di senso la concezione liberale dell’uguaglianza formale, superandola.

Nell’affermare che è compito della Repubblica favorire la rimozione degli “ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, l’art 3, secondo comma, mostra la visione di  un progetto, segna la strada per realizzare, nella concretezza della realtà socio economica, i principi contenuti nel primo comma. E quindi lancia una sfida, un monito alla politica ed alle istituzioni. Le diseguaglianze causate dalle condizioni materiali e dai rapporti socio-economici rendono irrealizzabili il diritto allo sviluppo della persona, il diritto alla parità, all’emancipazione, alla partecipazione, dal momento che diventano diritti solo per alcuni e non per tutti”, ha continuato la componente della direzione nazionale del Pd, interloquendo con gli altri relatori al tavolo, tra i quali Franco Vittoria, docente della Università degli Studi “Federico II” di Napoli; Eugenio Gaudio, Rettore Sapienza Università di Roma, Gaetano Manfredi, Presidente CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane) e rettore della Federico II di Napoli, Francesca Moneti, responsabile Ufficio Campagna ed Advocacy Istituzionale di UNICEF, e Raffaela Milano, Direttore dei programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. “Per questo, oggi, più che mai, scuola e università devono essere lo strumento fondamentale con cui dare attuazione all’articolo 3 della Costituzione, quali luoghi di produzione di cittadinanza, di eliminazione di distanze ed ostacoli.

Oggi, dunque, chi si occupa di istruzione sa che la sfida è quella contro le povertà educative e per l’accesso al sapere. È una sfida che questo governo ha già accettato, per vincere la quale serve intervenire ancora a sostegno dei bambini e dei ragazzi che in alcune aree del Paese, e nelle periferie, hanno grandi difficoltà a superare gli ostacoli che impediscono il loro pieno sviluppo e la partecipazione attiva alla vita sociale. E per questo serve continuare nell’azione posta in essere in questa legislatura, con interventi strutturali di misure che sostengano il diritto allo studio e l’accesso alle nostre università”, ha terminato Sgambato.

 

Dall’interessante dibattito sono emerse alcune significative proposte: estensione dei servizi della prima infanzia e del tempo pieno, promozione delle attività extrascolatiche e della didattica laboratoriale, maggiore orientamento e formazione per i docenti, gestione aperta della classi, allargamento della no tax area per gli studenti universitari in difficoltà.

A questo importante momento di dibattito ha dato il suo contributo con un indirizzo di saluto anche il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ha chiuso con una riflessione significativa: “Essere fedeli alla Costituzione non è un esercizio di stile o una semplice dichiarazione di intenti. È l’esigenza di confermare ogni giorno, con un’azione di governo responsabile, con un riformismo”.