IL PAVONE “MOROSO” FA LA RUOTA. SINDACO… CI FACCIA IL PIACERE…

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di Francesca Nardi

E mentre si sciorinano al vento progetti fantasiosi, ai quali si è lavorato con molta discrezione e il sindaco Marino si dichiara sommerso da sensazioni “molto positive” per un futuro fatto di asili da 2 milioni e mezzo e da campi sportivi all’avanguardia con manto costituito da pneumatici “sfrantummati”, la Cooperativa Sociale “Strada facendo”, con molta fatica, tenta di andare avanti dignitosamente, in attesa che il Comune si decida a versare i contributi che le spettano, per i servizi Lea effettuati.  La cooperativa infatti, gestisce 2 “Gruppi appartamento” per utenti psichiatrici lievi e vanta un credito cospicuo con il Comune, che riguarda i mesi che vanno da giugno a dicembre 2016 e l’intero 2017. Gli assistiti sono attualmente dieci, di cui quattro sono stati affidati alla cooperativa, dal Comune di Caserta ed a tal proposito, è appena il caso di sottolineare che il solerte ufficio comunale preposto, non ha ancora preparato le determine di affidamento dei quattro ospiti, nonostante siano passati più di quattro mesi dal momento dell’affido. Il lavoro dei responsabili della cooperativa è semplicemente encomiabile e soltanto chi ha verificato personalmente il lavoro, la dedizione, l’amore e la comprensione che vengono messi in campo quotidianamente, senza risparmio di forze e di energie, per rendere meno difficile l’esistenza di chi ha bisogno di un particolare sostegno per non arrendersi a se stesso, può descrivere quanto sia importante il lavoro che svolgono pochi giovani generosi, un gruppo speciale, che ha deciso di investire tempo ed intelligenza nel recupero di altre vite sperdute. È quindi vergognoso che si continui a dire: abbiamo provveduto… ci siamo… a breve…tutto a posto…perché la manfrina dura da un anno e mezzo e soprattutto perché i fondi della Regione adibiti allo scopo, sono già arrivati a dicembre.  Ridicolo quindi “paperiare” come un pavone reale sulle uova vaticinando le strade che verranno, annunciando l’asilo che sorgerà, profetizzando meraviglie sul campo sportivo che ci illuminerà di immenso o sull’archivio di Napoli perché qualcuno deve levarsi la pietruzza dalla scarpa…ridicolo ed anche peggio… infatti l’insieme ha un ché di patetico…

2 Commenti

  1. Questa non me l’aspettavo! Nell’ultima riga quel “ché” sta per “quid-qualcosa” (pronome) non per “quia-perché” congiunzione, dunque niente accento! E non può essere un refuso di battitura perché la “é” con l’accento acuto si attiva in tastiera con “shift” dunque con una scelta. Matita blu.
    Saluti da un pignolo di ferro. N.

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