ASL, DE BIASIO, IL RICCO EPULONE, REGALA 30MILA EURO A MENDUNI

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di Francesca Nardi

Il nostro è un Paese riconoscente…ma soprattutto lo sono le periferie dell’Impero. Capita che si lancino petali di rosa ed encomi solenni anche a distanza di anni a chi si è particolarmente distinto nella ricerca, nelle discipline umanitarie, nella gestione della res publica, nell’amministrazione di un Ente o nel Tango argentino…poi vi sono i premi in denaro che “concretamente” attestano l’azione particolare dell’illuminato benefattore, a beneficio della comunità anche se, si sommano ai misteri irrisolti che affliggono la comunità di Terra di Lavoro, alcuni interrogativi relativi ai meriti riconosciuti a  distanza di anni a Paolo Menduni, già manager dell’Asl Ce che, oggi viene “indorato” con 30mila euro che questa magnifica Sanità devastata da debiti, malagestione, concorsi da operetta (e li abbiamo trattati) e trame subacquee, ritiene di dovergli riconoscere…L’ufficializzazione e la conferma della notizia che avevamo sperato fosse una bufala per risparmiare a noi stessi l’ennesima coltellata, ci vengono fornite dalla Delibera n. 39 del 17 gennaio, con la quale l’ex D.G. Paolo Menduni, viene premiato per le sue “altissime” doti di manager con la bellezza di 30.000 euro extra. La somma definita “quota premiale riconosciuta per l’incarico di Direttore Generale dell’Asl di Caserta”. Il premio è motivato dal raggiungimento di “una percentuale di utile di bilancio” il chè, ci risulta, sia stato possibile nelle classiche forme in uso tra manager: Ovvero taglio di là per poter dare di qua. Ma…per caso… Menduni, non fu quello che assurse alle cronache nazionali quando, intercettato, sicuramente sospettando di esserlo disse: “io a quello lo mando in galera…!”? E si riferiva al consigliere regionale, Paolo Romano, reo, secondo il Menduni-pensiero, di avergli fatto pressioni per la nomina di Direttore del Distretto di Capua? Ne seguirono commissioni di inchiesta regionali, denunce nei confronti di giornalisti e di un altro consigliere regionale, uno scandalo nazionale, insomma. C’erano tutti gli ingredienti per trasmettere al volgo un messaggio uno e trino: Menduni: no al nepotismo e no al clientelismo e no al favoritismo.  Ma torniamo al lauto compenso extra. Ma i tagli di Menduni o l’inno al risparmio come vogliamo chiamarlo, ottenuto riducendo all’osso servizi vari, non saranno stati utili per corrispondere lo stipendio al suo portaborse? il quale, oggi, pur essendo stato assunto con un contratto a termine nel 2010 per un anno, frequenta la segreteria di Via Unità Italiana per la modica somma annua di oltre 40.000 euro? Un intoccabile portaborse se è vero, come è vero che, assunto con contratto di operatore informatico per un progetto del dottor Michele Tari, non ha mai toccato la tastiera di un computer se non per aggiornare l’agenda dei vari direttori che si sono susseguiti compreso l’attuale De Biasio. Vuoi vedere che la denuncia a Paolo Romano doveva avere solo l’effetto di bomba fumogena per occultare la protezione del portaborse. Magari lo sapremo tra dieci anni! Utile di bilancio? Ma Menduni non era quel manager che smantellò l’unica RSA di proprietà pubblica della regione Campania, in Via Collecini, per l’assistenza ai portatori di handicap gravi, affidandola per la bellezza di 4 milioni di euro ad una cooperativa per la quale furono elargiti elargì altri 80.000 per l’adeguamento degli ambienti? Carta canta. Ma Menduni, non era quello che affidò ad una ditta laziale e ad un ingegnere romano, costo circa 400.000 euro, l’installazione di pannelli solari sulle strutture sanitarie dell’Asl, tuttora non funzionanti, e che per la qual cosa esistono ben 5 verbali dei revisori dei conti che dichiaravano illegittima la gara d’appalto? Non sarebbe il caso di cambiare la motivazione sulla delibera “premiale” e modificare con: “…per la classe con cui ha contrabbandato il nepotismo per casualità”…Al di là dei meriti…è appena il caso di sottolineare che in un momento come questo, farsi passare per l’anticamera dei neuroni, anche soltanto il pensiero di regalare 30mila euro a qualcuno che non sia sul cornicione del settimo piano di un palazzo e minacci di gettarsi giù perché ha otto figli da sfamare e la sua azienda è fallita, è semplicemente una VERGOGNOSA FOLLIA!