OSPEDALE DELLE BEFFE…FERRANTE A-RI-NOMINA SICILIANO

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di Francesca Nardi

Antonietta SICILIANO

Ci prenderanno probabilmente per stanchezza o avvilimento…avranno ragione di noi per vie naturali…perché quell’improvviso senso di inadeguatezza che ti restituisce alla dimensione dell’essere consapevole e pensante e che qualcuno dovrebbe opportunamente avvertire, sommerge invece noi, che ricerchiamo e raccontiamo e che, dinanzi alla fantastica naturalezza con cui al Sant’Anna e San Sebastiano, avvengono impunemente le “peggio cose”, finiremmo per soccombere e gettare la spugna…ma sfortunatamente per il trio Lescano nobilitato in Sacra Trimurti, ciò non avverrà nel corso del Ferrante-game.  Premesso il convincimento inossidabile che il commissario della Sanità Vincenzo De Luca, abbia per la sanità casertana lo stesso interesse che nutre per lo “scarrafone” stercorario, in uscita dal tombino dopo due giorni di pioggia, vorremmo conoscere le sue reali intenzioni: se, gettato l’ospedale nel ridicolo dopo averlo de facto, arbitrariamente, declassato offendendo tutti, ha intenzione di fermarsi o continuare…Detto questo, l’ultima stranezza legittimata dalla distrazione elettorale dello stesso De Luca, visto che il figlio è impegnato in casa nostra, risale a qualche ora fa…Come avevamo scritto due giorni fa, il direttore sanitario nella persona di Antonietta Siciliano, in data 30 gennaio 2018, aveva rassegnato le sue dimissioni, con decorrenza immediata,  dall’incarico che le era stato conferito in data 1 luglio 2017 dal dg Nicola Mario Vittorio Ferrante. Le dimissioni della Siciliano erano motivate dall’esigenza di sottoscrivere il contratto di conferimento dell’incarico quinquennale di direttore del distretto sanitario 56 di Torre Annunziata. Dopo la firma delle dimissioni, la gentile signora aveva salutato i suoi collaboratori, dava vita ad un fantastico “paraustiello”, producendosi in un: “vado e torno” …nello stupore generale ma come dicono a Oxford… “a’ signora sapeva a’ essa” …Fatto è che in data 1 febbraio 2018, il solerte direttore generale Ferrante the Big, con delibera 50, “arinominava” direttore sanitario, “l’indispensabile” professionista, per la durata di tre anni a decorrere appunto dal 1 febbraio u.s. Se la solerzia dimostrata in un “inguacchio” che si vuole legalizzato da formule tipo: collocamento in aspettativa e diritto di mantenimento del posto, si mostrasse nell’adempimento dei doveri reali di un manager, questo ospedale potrebbe cominciare a rimettersi in riga…Cosicché la signora, trotterellando a tempo di rock, ha fatto tutte le sue cose perbenino e come conviene a chi sa bene,  di essere un privilegiato e qualsiasi cosa faccia, c’è sempre una pezza a colori che ne tutela la posizione e ne legittima gli atti, anche se noi attendiamo fiduciosi che su questo ennesimo “fattaccio proprio” si faccia un minimo di chiarezza…anche soltanto per pudore…