IL COMITATO “MAI PIÙ ILSIDE” ANNUNCIA UNA MOBILITAZIONE PER IL 14 APRILE

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DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIORI

Ilside non ha sprigionato solo la spaventosa nube tossica ormai impressa in modo indelebile nella memoria collettiva. Non ha generato solo veleni e contaminazione. Se spesso dal letame nascono i fiori, dal rogo di quel maledetto 11 luglio è nata un’esperienza aggregativa senza precedenti nella nostra piccola comunità.

La percezione di un vero e proprio attentato criminale alla nostra salute ha scosso le coscienze di molti. In modo fulmineo si è formata e ampliata una rete associativa spontanea, che ha mobilitato la cittadinanza e non solo contro un sistema di gestione del ciclo dei rifiuti e delle emergenze ambientali spregiudicato e incontrollato.

La prima ondata di proteste si è concretizzata nell’imponente corteo del 14 luglio 2017, seguito al Consiglio Comunale aperto tenutosi lo stesso giorno.
Da quella data un movimento, che non ha mai accettato di lasciarsi imprigionare in etichette politiche o formule di riconoscimento giuridico, ha ingaggiato e proseguito per nove mesi una battaglia senza quartiere per la definitiva messa in sicurezza del sito di stoccaggio.

Attraverso momenti di forte dialettica con il mondo politico e istituzionale, il Comitato è riuscito ad imporsi come realtà vivente e soggetto attivo di un processo di lotte per la giustizia ambientale e la riqualificazione del territorio.

Non è questa la sede per enumerare le molteplici iniziative messe in campo, per far sì che i riflettori su Ilside non si spegnessero. Tavoli tecnici, volantinaggi di sensibilizzazione, manifestazioni in strada, azioni legali, monitoraggio continuo dell’impianto sono solo alcuni dei momenti cruciali di una lotta che ha preso coscienza di sé, articolandosi in una organizzazione spontanea in grado di recepire le istanze della Comunità, traducendole in azioni concrete.

Risultati parziali sono stati raggiunti. Ma la vittoria più grande è stata quella di inchiodare le Istituzioni alle loro responsabilità, di far emergere le falle del sistema, le omissioni, i ritardi, i rimpalli, le disfunzioni di un apparato amministrativo sempre più dissociato dalla concretezza dei problemi e ripiegato su sé stesso fino quasi ad implodere.

Un’esperienza di condivisione e lotte, che per una piccola comunità ai margini di Terra di Lavoro, è stata come il vento dell’est, una piattaforma per ripensare e riorganizzare gli schemi tradizionali di interlocuzione e confronto con gli organigrammi istituzionali spesso irrelati rispetto alle esigenze del territorio.
Ilside come tanti altri siti di rifiuti tossici è l’espressione paradigmatica delle nuove, scellerate forme di sfruttamento selvaggio da parte di un sistema imprenditoriale degenere, che lucra sulle emergenze create ad arte e sulla salute delle comunità.

La nostra resistenza è la resistenza di tutte le comunità campane e non solo.
Il 14 aprile abbiamo lanciato un appello per una mobilitazione collettiva dei movimenti ambientalisti, per denunciare un sistema che perseguita chi non si piega alla logica della speculazione e del silenzio, che criminalizza le frange di resistenza civile, che calpesta la libertà di manifestazione, che mette il profitto al di sopra di ogni diritto fondamentale della persona.

Tutti in strada! La nostra terra non si tocca.