RICORDANDO LUIGI DE FILIPPO, OMAGGIO DI ANTONIO MERONE AL METROPOLITAN

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di Giovanna Longobardi

NAPOLI – La recente scomparsa dell’attore teatrale Luigi De Filippo, figlio di Peppino e ultimo erede della dinastia De Filippo, ha scosso gli animi nell’ambiente artistico partenopeo tanto da pensare di dedicargli un omaggio rispettoso e degno del suo nome. Promotore di questa riverente iniziativa è Antonio Merone, capocomico della Compagnia Stabile del teatro Metropolitan città di Sant’Anastasia che ha deciso di dedicargli il suo prossimo spettacolo Don Pascà, fa acqua ‘a pippa di Antonio Petito, con l’adattamento dello stesso Merone e la regia di Antonino Laudicina. Una commedia dai toni realistici che non nasconde nella sua amara verità il lato comico della famiglia Speranza…immersa nella più nera disperazione, finchè non arriverà dall’America un personaggio di fortuna. L’opera andrà in scena al Metropolitan sabato 7 aprile alle ore 20.45 e domenica 8 aprile alle 18.45. L’ideatore Merone ci confida che “con la scomparsa di Luigi De Filippo va via inesorabilmente un pezzo della nostra storia teatrale. La compagnia da me diretta per questo rivolge a lui un pensiero artistico nella prossima rappresentazione in programma nel cartellone teatrale.

L’attore Antonio Merone nasce a Sant’Anastasia nella provincia napoletana nel 1973, ultimo di quattro figli, esordisce ancor 13enne al Teatro Metropolitan del suo paese con una compagnia locale portando in scena due atti unici di Peppino De Filippo. Nel 1989 frequenta un laboratorio teatrale al Teatro Bruttini di Napoli diretto da Saverio Mattei, che lo scrittura addirittura per un tour estivo. A partire dagli anni ’90 la carriera artistica di Antonio è un continuo crescendo; infatti proprio a quel periodo risale il suo esordio nella compagnia dei giovani del Teatro Sannazaro di Napoli, diretta da Luisa Conte con l’opera “Na santarella” di Scarpetta-Brancaccio, con Lara Sansone e Mario Brancaccio, per la regia di Giuseppe Di Martino. Determinato nel voler andare oltre la sua innata passione e la certificata qualità interpretativa, Antonio Merone decide di fondare la Compagnia Stabile del Teatro Metropolitan “Città di S. Anastasia” convinto a sostenere i valori di una nuova generazione di attori di grande spessore. Iniziando calcando il palco con uno spettacolo di varietà dal titolo “Vulesse fà l’attore”, che ha goduto della partecipazione straordinaria di Franco Angrisano, da quel momento fino ad oggi Antonio Merone con la sua compagnia ha rappresentato ben oltre sessanta commedie di autori vari, come gli inossidabili Eduardo e Peppino De Filippo, Eduardo e Vincenzo Scarpetta, Antonio Petito, Raffaele Viviani, Andrea Perrucci, e ancora Armando Curcio, Giovanni Rescigno, Paola Riccora, Mario Scarpetta, Corrado Taranto (nipote di Nino), Saverio Mattei e Giacomo Rizzo. Nomi di spessore della grande scuola teatrale che nel tempo gli hanno garantito un sempre più ampio consenso di pubblico in sala. Fatto straordinario è che la sua versatile vena artistica e il suo spasmodico amore per il teatro, lo hanno reso oggi a tutti gli effetti l’ultimo degli eredi artistici dell’indimenticabile re della macchietta, Nino Taranto. Un elogio della critica divenuto un vero riconoscimento ufficializzato lo scorso febbraio proprio dalla Fondazione Nino Taranto, che lo ha inserito nel novero dei figli artistici dell’attore, grande spalla di Totó. La famiglia, nella persona di Corrado Taranto, ha riposto in lui una grande fiducia nel tramandare l’opera artistica non solo teatrale ma anche canora di Nino, tanto da omaggiarlo di importanti cimeli visibili durante i suoi spettacoli, come la famosa paglietta! La costante bravura di Antonio Merone è stata sancita oltremodo da collaborazioni interessanti come quelle per esempio con Olimpia Di Maio, Liliana De Curtis, Oscar Di Maio e Mario Scarpetta. In più di trent’anni di carriera gli sono stati riconosciuti importanti premi e, ad onore del vero, si ricorda in particolare l’ammirazione che ha per lui Liliana De Curtis, figlio del grande Principe della risata, che lo ha definito senza remore “degno figlio di Totó”.

In concomitanza della kermesse teatrale di domani sera, ad Antonio sono anche giunte le parole, che vi riproponiamo in calce, di Laura Tibaldi De Filippo per ringraziarlo in nome del marito scomparso Luigi.

Luigi non è più tra noi fisicamente, non lo rivedremo più in palcoscenico, fortunatamente rimarranno le commedie di repertorio trasmesse dalla Rai e tanti altri documenti. Ma di lui rimarranno anche le sue commedie intelligenti, ironiche e con uno sfondo di amarezza proprio come è la vita.
Luigi degno erede dei suoi avi continuerà ad appassionare il suo pubblico perché tutto continuerà nel suo nome.
I suoi attori- allievi maturati e cresciuti artisticamente in tanti anni di lunghe tournée, avranno il compito di rappresentare i suoi lavori e quelli di Peppino.
La vita terrena si è fermata, ma la sua Arte continua.
Luigi aveva un rispetto sacro per il suo pubblico ed il palcoscenico era la sua vita, gli attori i suoi compagni.
Io cercherò di essere all’altezza e continuare a divulgare il suo teatro…era questo il suo desiderio: ‘N coppe ‘e tavole affatate, solo là se sta felice. (luigi de filippo).
Grazie a te Antonio e a tutti.
Ciao Luigi il tuo pubblico continuerà ad applaudirti”.