ELEZIONI REGIONALI NEL MOLISE, NO ALL’ONDA LUNGA DELLE EMOZIONI…

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di Francesca Nardi

Tempo scaduto, il tirocinio delle idee è terminato, gli stages sono sospesi fino a  data da destinarsi…il Paese sta tremando dalle fondamenta e sulla sua superficie disseminata di morti e feriti, imperversa il pressapochismo con la furia di un vento di tramontana…Momenti cruciali per il Paese e per un Governo di là da venire….Non a  caso il giovane Luigi Di Maio, si spende strenuamente, dal Molise al Friuli, nel tentativo di apparire ubique ed incamerare con il futuro prossimo risultato, che si augura brillante,  la spinta utile a formare de plano un governo, senza impiego di sforzi tali… da mettere a nudo l’esiguità ponderale del suo personale bagaglio politico-strategico. De Maio corre dal centro dell’Italia al Nord…freneticamente, sorridendo e contando sull’onda lunga del successo conquistato e strappato ad un popolo sfinito, esausto, colpevole…con l’atteggiamento di chi sembra ignorare, che il successo intascato, non deriva da meriti e qualità dimostrate sul campo, ma bensì da storici demeriti altrui, da una stanchezza ambigua e pericolosa e come tale potenzialmente mutante…  Ma…l’onda lunga del successo va alimentata e mantenuta con i fatti e le idee, tradotti in azioni precise, veloci, destinate a diventare pietre miliari di un percorso e riferimento certo. Il Molise si presenta nel suo insieme, morfologicamente complesso ed affascinante, come una sfida intrigante per qualsiasi competitor che ne abbia a cuore le sorti ed i destini, a partire dalla necessità di “imbrigliare” virtualmente la fuga dei giovani verso altre realtà; una politica socio-economica di particolare incisività, che tenga conto della valorizzazione delle risorse storico-culturali ed archeologiche del territorio e dello sviluppo dell’area costiera, dovrebbero essere gli elementi fondanti di un programma sfrondato da inutili chiacchiere e luoghi comuni. Esperienza e capacità di lungo corso, sono le uniche garanzie degne di nota e di cui si debba obbligatoriamente tener conto, in questa campagna elettorale minacciata soprattutto,  da un pericoloso vittimismo che potrebbe sostituirsi nell’immaginario collettivo, ad altre qualità indispensabili al raggiungimento dell’obiettivo e falsare di conseguenza il giudizio. Il candidato alla presidenza del Molise dei 5 Stelle, purtroppo, porta sulle sue giovani  spalle, un passato difficile ed assai scomodo, ma di cui non deve essere ritenuto per nulla al mondo responsabile…ma il passato esiste!, esiste nella misura in cui sono esistite altre vicende il cui peso, per i Cinque Stelle è stato considerato un ostacolo insormontabile. Quindi…o il giovane Andrea Greco compie “le beau geste” di ritirarsi risparmiando imbarazzi al movimento o procede evitando di sbattersi il petto in qualità di vittima, indicando negli altri gli aguzzini accusatori, e dimostrando, se è in grado di farlo, di essere concretamente competitivo.   E basta!, quel che resta del nostro scontento che non sia stato distrutto sul nascere, non può essere ignorato dal presunto obbligo di essere garantisti a tutti i costi perché a rivendicare nobiltà di pensiero e magnanimità, è il candidato dei Cinque Stelle, alla presidenza della Regione Molise, la storia della cui famiglia deve essere ignorata a tutti i costi.  Sull’onda di questo sottile, subliminale messaggio, che rischia di essere recepito in maniera distorta,  si corre il rischio di giocare una partita decisiva per la Regione Molise, ma anche per il Paese e far pendere la bilancia dalla parte delle emozioni, laddove le qualità e le capacità personali, dovrebbero essere l’unico termine di paragone.  E’ soprattutto questo il pericolo che deve essere scongiurato!