PER RICORDARE SOTTOVOCE PAOLO BORSELLINO

di Francesca Nardi

 Non avremmo dovuto ricordare… neanche allora…non avevamo diritti…sperduti e accantonati dalle raffiche di pioggia all’angolo della strada…dovevamo tacere per vergogna, fin dal giorno dopo, quel giorno grigio in cui le parole scritte hanno eroso i pensieri ed i suoni sono andati oltre il dolore…quel giorno in cui le cose preziose della povera gente, sono state lasciate a dimora nel vento…quel giorno che non voleva morire da solo ed ha portato con sé nel tramonto, i rintocchi del cuore…neanche allora dovevamo ricordare quello che avevamo fatto tacendo…mentre le verità immolate venivano portate via alla rinfusa nelle pagine accartocciate da inutili pescatori di creta. Sono trascorsi 26 anni dal giorno in cui Paolo Borsellino ci ha svergognato…dal giorno in cui ha preso le distanze dalla nostra illusione di vita…se n’è andato guardando inorridito le nostre mani sporche di sangue e di fango…le mani di chi non voleva toccare il silenzio degli altri per non riconoscersi…le mani di chi avrebbe continuato ad uccidere e a fondersi con l’orizzonte breve ed incolore…le mani di chi avrebbe continuato a dipingere lentamente i destini diversi delle rondini pellegrine, le mani di chi avrebbe condotto sulla cresta dell’onda i diversi colori di una morte annunciata.

PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LmZhY2Vib29rLmNvbS9wbHVnaW5zL2xpa2UucGhwP2hyZWY9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuZmFjZWJvb2suY29tJTJGYXBwaWFwb2xpcyUyRiZ3aWR0aD0xMTQmbGF5b3V0PWJ1dHRvbl9jb3VudCZhY3Rpb249bGlrZSZzaXplPXNtYWxsJnNob3dfZmFjZXM9ZmFsc2Umc2hhcmU9ZmFsc2UmaGVpZ2h0PTIxJmFwcElkPTE4NTQ2NTgzNjgxNzczOTAiIHdpZHRoPSIxMTQiIGhlaWdodD0iMjEiIHN0eWxlPSJib3JkZXI6bm9uZTtvdmVyZmxvdzpoaWRkZW4iIHNjcm9sbGluZz0ibm8iIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvd1RyYW5zcGFyZW5jeT0idHJ1ZSI+PC9pZnJhbWU+