“SULLA MIA PELLE”: UN DRAMMA CHE RESPONSABILIZZA TUTTI   

Le immagini del volto tumefatto di Stefano Cucchi le abbiamo viste tutti, così come conosciamo le vicende relative alla sua detenzione e al suo arresto, seppure in maniera confusa e frammentata. “Sulla mia pelle” è la rappresentazione di una storia recente e ancora viva, una vicenda che coinvolge tutti noi sia come persone che come cittadini. “È una storia che all’inizio sembra piccola, “un banale” arresto per una dose non importantissima di hashish, e che poi invece finisce, tra varie traversie, tragicamente. Perché un cittadino entrato vivo, è uscito morto dal nostro sistema giudiziario. E questo ci riguarda tutti”, ha detto Alessio Cremonini, sceneggiatore e regista.

Stefano Cucchi aveva trentuno anni, viveva a Roma, ed era un geometra. È deceduto il 22 ottobre 2009 sei giorni dopo l’arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La famiglia di Stefano ha iniziato una lotta per andare a fondo alla questione e scoprire le cause della morte: quasi dieci anni di processi, udienze, perizie, centinaia di testimoni e decine di consulenti tecnici ascoltati. È difficile spiegare la sensazione che si avverte dopo la visione di questa pellicola, è un dolore che si avverte sulla pelle, appunto. È altrettanto complesso -seppur doveroso- affrontare l’argomento delle responsabilità. Chi ha causato la morte di Stefano, quanti sono da imputare come colpevoli? E soprattutto si avrà mai chiarezza su questa vicenda? Alessio Cremonini ha deciso di non forzare i toni, lasciando semplicemente parlare i fatti, solo quelli accertati: l’evento cardine della storia, infatti, non si svolge davanti agli occhi dello spettatore, non avendo gli elementi per mostrarlo. Il regista ha scelto di attenersi ai fatti, lasciando un velo di incertezza su quelli che non sono stati accertati. In questo modo la pellicola non cade nella retorica o nel manicheismo, parla il viso di Stefano livido e scheletrico, parla anche il suo silenzio e la sua paura.

La condanna di “Sulla mia pelle” è rivolta all’indifferenza, alla comoda superficialità e alla vigliaccheria che ci circonda nel piccolo e nei grandi organismi e apparati dello Stato. Quello che scuote maggiormente è l’ignorare la sofferenza, o peggio ancora accettarla, giustificarla, condividerla con altre persone. La rabbia e l’impotenza sono incommensurabili, descrivere il brivido sulla pelle quando si sente per l’ennesima volta dire “non sono stato picchiato, sono solo caduto dalle scale”, è impossibile. L’attore che ha interpretato Stefano, Alessandro Borghi, ha detto: “Mentre giravamo e ripetevo le battute ho pensato spesso a tutto questo e al fatto che Cucchi non abbia parlato perché era convinto di farlo una volta fuori dal carcere, ma più volte volevo strillare “aiuto” io al suo posto”. Quanti di noi, dall’esterno, avremmo voluto urlare e confessare le violenze subite? Quanti di noi, allo stesso modo, possono immaginare le condizioni in cui versava Stefano e comprenderle a fondo? È stata una sfida, poi, per gli attori interpretare soggetti che portano già un vissuto, è impegnativo proprio perché bisogna rendere pubblico un dolore privato.     

“Sulla mia pelle” nasce dall’urgenza di dover raccontare una storia che tutti abbiamo il dovere di conoscere, non si tratta di dare un giudizio o presentare la versione definitiva dei fatti. Cremonini ha studiato a fondo i fatti per realizzare con rigore la sceneggiatura, il lavoro è stato quello di un archeologo che scava, va a fondo alla questione. Tutto questo è servito per potersi mettere nei panni di Stefano, nella sua pelle.

È quasi insostenibile la visione di questa pellicola per la sua drammatica verità, ma è altrettanto giusto che venga distribuita. Non c’è spazio per le critiche e le polemiche, il film nasce da altri intenti e i dibattiti su argomenti non inerenti ai temi trattati non dovrebbero sussistere. “Sulla mia pelle” è un film essenziale perché non possiamo ignorare i fatti giudiziari che hanno riguardato un ragazzo di trent’anni, al di là della sua colpevolezza o della sua innocenza. Questo ragazzo poteva essere un figlio, un parente, un amico. Una persona comune.

Stefano Cucchi e la sorella Ilaria

Conveniamo tutti sul fatto che non si possa morire così e che la sofferenza che esprime “Sulla mia pelle” entra dentro di noi, ferisce, annienta. La pellicola di Cremonini è un resoconto dettagliato di quella banalità del male che ha colpito Stefano e che può ancora colpire altre innocenti -seppur colpevoli- persone.

 Mariantonietta Losanno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*

PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LmZhY2Vib29rLmNvbS9wbHVnaW5zL2xpa2UucGhwP2hyZWY9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuZmFjZWJvb2suY29tJTJGYXBwaWFwb2xpcyUyRiZ3aWR0aD0xMTQmbGF5b3V0PWJ1dHRvbl9jb3VudCZhY3Rpb249bGlrZSZzaXplPXNtYWxsJnNob3dfZmFjZXM9ZmFsc2Umc2hhcmU9ZmFsc2UmaGVpZ2h0PTIxJmFwcElkPTE4NTQ2NTgzNjgxNzczOTAiIHdpZHRoPSIxMTQiIGhlaWdodD0iMjEiIHN0eWxlPSJib3JkZXI6bm9uZTtvdmVyZmxvdzpoaWRkZW4iIHNjcm9sbGluZz0ibm8iIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvd1RyYW5zcGFyZW5jeT0idHJ1ZSI+PC9pZnJhbWU+
PUBBLICA ASSISTENZA SAN MICHELE SERVIZIO AMBULANZE 24 H24
Trasporto sangue e organi
Trasporto infermi
Assistenza medica e infermieristica
Assistenza sanitaria in manifestazioni di enti Pubblici e Privati
Accompagnamento per terapie e visite mediche
Autoriz. Reg. N°2007/24465

Ho compreso che...
le persone possono dimenticare ciò che hai detto.
le persone possono dimenticare ciò che hai fatto.
ma le persone non scorderanno mai come le hai fatte sentire.
Dott. Carozza Michele

339.5082804 - 335.6094623 - 0823.458796
VIA LIGURIA, 21 - 81020 SAN MARCO EVANGELISTA (CE)