CASAGIOVE, EVENTO BENESSERE PSICOLOGICO: UN’OCCASIONE MANCATA PER LA COLLETTIVITA’

(G. L.) CASAGIOVE –  Per il nono anno consecutivo anche il Comune di Casagiove ha aperto le porte all’iniziativa  ‘IX Settimana del Benessere Psicologico’ organizzata dall’Ordine degli Psicologi della Campania in collaborazione con l’ANCI (Associazione Nazionali Comuni Italiani), per soffermarsi sulla necessità di attivare processi di benessere psicologico, promuovere la professionalità dello psicologo e dello psicoterapeuta e cercare di trasmettere alla collettività l’importanza della presenza nei territori di figure professionali di sostegno alla salute psico-fisica dei cittadini, garantendo con il proprio intervento l’esistenza di un valido strumento di supporto specializzato alle istituzioni.

Il tema portante per l’edizione 2018 scelto dall’Ordine degli Psicologi della Campania è la ‘Resilienza’, che dalla fisica dei materiali alla relazione personale e interpersonale, non esprime una resistenza, ma piuttosto una visione di elasticità dell’individuo, di una famiglia o di un gruppo nel momento in cui riesce ad affrontare e superare un evento traumatico.

La versione annuale casagiovese, nonostante i buoni propositi di partenza, quest’anno si è rivelata sottotono e nel complesso appiattita, rispetto alle problematiche capitali che si presentavano: “Perdite, lutti, abbandoni… Però Resisto”. Al tavolo delle discussioni, che si sono tenute ieri, giovedì 11 ottobre presso il Quartiere Borbonico, oltre i consueti saluti istituzionali del Sindaco Roberto Corsale, si sono alternati gli interventi dei rappresentanti dei diversi ordini professionali. I lavori sono stati aperti dalla dr.ssa Clementina Altiero, psicologa e dipendente comunale, che da anni si occupa della promozione dell’iniziativa sul territorio. La dr.ssa Altiero partendo dalla resilienza ha precisato che “dinanzi ad un evento traumatico che può colpire la persona, nel caso di un lutto o dell’abbandono di un minore, il nostro corpo reagisce come una barriera. Però oltre al trauma abbiamo lasciato aperto uno spiraglio… Resisto!… quello spiraglio che serve a noi psicologi per lavorare e alle persone per migliorarsi”. Tra i relatori la Segretaria dell’Ordine degli Psicologi della Campania, Dr.ssa Monica Terlizzi, che ha tradotto in cifre l’importanza di questa settimana intensa di lavori, composta da 400 eventi, seminari, workshop che sta allargando sempre più la sua rete coinvolgendo non solo le associazioni provinciali e regionali, ma anche le scuole definite per l’appunto ‘Scuole Amiche del Benessere Psicologico’ e che  da quest’anno ha previsto anche una novità. Si è inaugurata, infatti, l’iniziativa “Professioni  Amiche del Benessere Psicologico” che ha sancito la collaborazione con altri 25 Ordini professionali perseguendo la finalità di realizzazione di un hub in cui essi possano dialogare su tematiche condivise.

In uno scenario disteso e diversificato, in cui ci si aspettava anche di sentir parlare dei drammi intimi che possono colpire tutti, come i lutti o la perdita di un’amicizia, la sessione dei lavori invece si è molto incentrata sul tema della separazione coniugale e sui traumi che ne derivano mettendosi dalla parte dei minori, il tutto secondo un taglio principalmente giuridico. Nell’ottica di intersezione tra gli ordini, come previsto dall’Ordine di Psicologi, l’assessore alle Politiche Sociali, nonché avvocato Pietro Nardi, ha tenuto a precisare che la tematica di quest’anno è “un mare magnum di questioni, pertanto ho ridotto il mio contributo al campo dell’abbandono circoscritto all’aggregato famiglia, intesa come coniugi e figli, dove non esiste un clima di piena serenità”. Incipit per rafforzare il suo intervento tecnico da “lectio magistralis” sul quadro normativo in merito all’abbandono coniugale, alla separazione giudiziale e al Codice Rocco del 1930…concludendo con l’allontanamento del domicilio domestico giustificato.

 

Intervento ancor più mirato sotto il profilo normativo quello dell’avv. Tiziana Ferrara, Esperta in Diritto di famiglia, che ha affrontato la questione dell’abbandono economico e morale di un figlio, da parte di un genitore separato o divorziato, soprattutto nei casi in cui questo voglia significare la non tutela del minore e viene meno il patto di sostegno materiale. “In questo caso legalmente si può scegliere di agire,- afferma l’avv. Ferrara – diversamente ciò non accade mai o quasi mai per il sostegno morale”. Ferrara ha sigillato così il suo contributo definendo importante parlare di continuità familiare anche quando i genitori decidono di non formare più una coppia, per non frantumare quell’immagine di armonia ed unione che i figli hanno vissuto in origine. Presente all’incontro la Presidente dell’Associazione degli Avvocati del Foro di Santa Maria C. V., avv. Angela Del Vecchio che ha posto in essere l’importanza cruciale di iniziare a collaborare in maniera fisiologica anche con la categoria professionale degli psicologi, considerando che spesso i casi che arrivano sui tavoli degli avvocati riguardano situazioni umane giunte all’irreversibilità e che, magari, si sarebbero potute incanalare in un’azione risolutiva attraverso l’impiego di psicologi e psicoterapeuti. “Il ruolo dell’avvocato – dichiara l’avv. Del Vecchio – è delicato rispetto all’universo emotivo del bambino e ancor più complesso nel rispetto del mandato difensivo. Soprattutto quando un minore diviene uno strumento di attacco, offesa e conflitto. Quindi urge proclamare la funzione sociale nel rispetto degli assistiti ma senza prescindere dal diritto del minore”. 

L’incontro coordinato da Clementina Altiero, dopo un excursus legislativo, è proseguito con l’intervento della dr.ssa  Mariangela Memola, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva, anche lei ogni anno presente sul territorio per l’iniziativa della Settimana del Benessere Psicologico. Memola ha racchiuso le criticità psicologiche della perdita, intesa ancora come separazione del nucleo madre-padre, ponendosi dalla parte dei bambini “troppe volte lasciati soli a farsi domande e a darsi risposte. Il compito dello psicologo – dichiara Memola – è quello di ricostruire l’immagine di un padre o di una madre assente, quando i genitori non sono capaci di collaborare e attutire quel senso di colpa che i figli si attribuiscono, ingenerando la storia nella storia”. Tra gli ospiti partecipi anche l’assistente sociale del Comune di Casagiove, dr.ssa Teresa Sabatano molto attiva presso gli sportelli scolastici, che con impeto ha denunciato la presenza di fenomeni diffusi di disagio giovanile anche in famiglie considerate “normali”. Non poteva mancare la presidente dell’A.N.I.E.P. Adele Di Gioia, che ha manifestato la sua vicinanza attraverso un collegamento in video chiamata.

 

Insomma i paradigmi per fare bene c’erano tutti, ma oltre ad una platea familiare, di certo non possiamo dire che la cittadinanza abbia avuto un ruolo centrale e partecipativo…conseguenza del fatto che forse ancora una volta gli organizzatori non hanno avuto il tempo materiale necessario per informare i diretti interessati?!

Scarsa presenza, quasi in odor di ammutinamento, proporzionale anche alla scarsa importanza che è stata data quest’anno all’iniziativa incentrata su un tema fondamentale e accattivante.  Niente sul lutto, niente sulla perdita di un’amicizia, niente sulla perdita anche di un lavoro, dimensioni reali ed emotive che attraversano le nostre vite…oltre al diritto del minore, senza metterci in cattedra, abbiamo assodato che si è usciti fuori traccia…e che forse (abbandoniamoci al sogno, ndr.) sarebbe stato il caso di coinvolgere anche le scuole del Comune integrando il lavoro strutturato dalla segreteria scientifica con le testimonianze dei ragazzi. Ma si sa, niente di nuovo sotto al sole, resta il rimpianto che al di là dei grandi cartelloni per il resto ci si sta abituando a vivere di superficialità.

Comments

  1. Piero ha detto:

    Bell’articolo !

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