OSPEDALE, POTERE & SILENZIO

(f.n.) – “Ricattabili, gestibili, utili”…una terna vincente di aggettivi qualificativi applicabili alla folta schiera di fedelissimi per forza, indispensabili per chi desidera tenere ben salde, le redini di una macchina organizzativa e dirigere l’orchestra attraverso delegati, dame e pedine. E…di macchine organizzative in giro ce ne sono parecchie e purtroppo funzionano tutte allo stesso modo ed è proprio questa la ragione per cui, il nostro Paese, spogliato di ogni residuato di orgoglio, va a rotoli e noi…pure. La macchina organizzativa dell’Aorn di Caserta, a pensarci bene, a differenza delle altre, non è neppure tanto complessa…anzi …alla lettura di coloro che hanno assistito negli anni alla gestazione del potere, il successo della stessa dipende esclusivamente dal silenzio circostante, quasi tombale, che per anni ha accompagnato tutte le cialtronerie, i soprusi, gli spostamenti, le vigliaccate, le facili carriere, i vantaggi e le punizioni, le emarginazioni, gli ostrakon, lo sviluppo delle mini cliniche private a disposizione di questo o di quello e via col tango… che hanno caratterizzato il quotidiano ovvero il diurno ed in alcuni casi anche il notturno, di questo piccolo feudo, nel quale ogni tanto… un valvassino scriteriato sbaglia numero e viene mandato al confino… un valvassore inciampa e per presunzione paesana “strafà” e si fa beccare…poi ogni cosa ritorna al proprio posto…ed il vassallo che sogna di essere stato in un’altra vita, un grande feudatario è contento. Ogni tanto si legge di qualche terribile vicenda, di appalti, di camorra, di soldi che vanno e vengono… qualche volta si decide che la vergogna abbia ormai superato lo spazio della discrezione e si parla anche di morti…di infezioni che dilagano nei reparti…molto discretamente si sussurra di sesso e persino di “orrore!” cocaina…poi giustamente ci si stanca a parlare a vuoto…Ogni tanto si parla e si straparla uniformando cialtronescamente i destini di tutti e nel calderone… vuoi per gusto, vuoi per negligenza, vuoi per patto prestabilito… finiscono soprattutto gli innocenti, ultimi arrivati presi al volo, ignari che passavano di lì per caso…poi…finalmente il silenzio… perché come abbiamo detto…ci si stanca di parlare a vuoto… E qui sta e giace… l’errore imperdonabile, quello più grave…nella desistenza per esaurimento…Infatti…nell’arco di trent’anni ci siamo fermati molte volte…come se fossimo stati i co.co.pro della verità… ma la verità non pagava mai…ed ogni volta è stato molto faticoso riprendere il progetto iniziale ma soprattutto continuare…poi ci siamo stabilizzati dentro di noi … placando e risolvendo il conflitto con i tempi e l’arroganza continuata del potere…abbiamo capito che il pagamento in termini di “giustizia giusta” non sarebbe arrivato in tempi brevi e che tutto sommato non era importante il tempo che sarebbe trascorso…né i colpi bassi né i tradimenti…né gli avvertimenti intenzionali, né gli amici che si ricordano di te improvvisamente… dopo dieci anni che non si facevano sentire né vedere…non era importante la ridicola rituale esternazione di chi si sbatte il petto cercando di convincere soprattutto se stesso che “la baracca la comanda lui”…più pernicioso del silenzio è la deviante omelia dei baciabalaustre o di quelli che postano su fb massime da teatrino dei pupi…La lentezza delle cose del mondo ha un suo fascino particolare…come la nemesi improvvisa…Hasta la vista hombres, enviaremos muchas risas!

Comments

  1. Marcello ha detto:

    Asl e ospedale di Caserta Commissario junker.

  2. Disgustato ha detto:

    Il suo sconcerto è il nostro. La voglia di lasciar perdere è la stessa che prende i figli della nostra terra che mollano tutto e vanno via. Ma mollare è una sconfitta. Anche se doloroso bisogna combattere questo sistema di collusi e collusi. Ieri in ospedale c’erano un centinaio di giovani ingegneri a fare un concorso. Erano probabilmente fiduciosi di riuscire a cambiare vita restando nella loro terra e noi dobbiamo fare modo che questo accada. Dobbiamo unirci e sostenere la parte pulita dell’ospedale che combatte contro quel “cerchio magico” di colletti bianchi che pur non essendo più definiti camorristi si comportano da tali gestendo posti letto, incarichi professionali e gare d’appalto. Il segnale forte Ferrante lo ha dato inizialmente ma poi si è perso per strada nel fare i concorsi “su misura”.dottoressa vada avanti. Le sue denuncie sono le denuncie di chi tutti i giorni subisce lavorando sia all’asl che all’ospedale. Di chi aspetta ore al ps per una visita, di chi vede assumere come lavoratore interinale il raccomandato di turno che non ha titoli mentre il laureato sta al call Center, di chi deve pagare il ticket ed aspettare mentre la direttrice sanitaria salta la coda. Prima o poi la DIA arriverà di nuovo e forse stavolta scoprirà anche perché in radiologia è stato fatto primario il connivente di turno.

    1. Francesca Nardi ha detto:

      Grazie, grazie davvero per queste parole. Anche se fossimo solo lei ed io a combattere, saremmo gia’una folla, quella folla che noi sappiamo esistere ma che per troppo tempo e’ stata umiliata e soffocata. Andiamo avanti fino in fondo. Grazie

  3. Nicola ha detto:

    Scusatemi ma non ho capito cosa significa questo articolo

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