OSPEDALE, ANNIVERSARIO COL TOPO…

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(f.n.) – Forse sarebbe il caso di dare un’occhiata da vicino alla Neurochirurgia, il cui direttore ultimamente è balzato agli onori della cronaca, non per elucubrare brillantemente sull’approccio chirurgico ad un neurinoma dell’acustico, ma per disquisire sull’etica ed estetica della “legatura soffice” alla sponda del letto di una paziente…diamo uno sguardo e soprattutto cerchiamo di aprirci un varco in quella cortina di lodi e pantomime, che avvolge il reparto…infatti… qui la consegna del silenzio è addirittura da manuale…Ma come sempre…”il troppo stroppia” e di conseguenza viene il sospetto che là dentro… si abbia addirittura paura di fiatare…! Gli  ingredienti giusti per solleticare la curiosità ci sono tutti e… fortunatamente qualche ex paziente ha parenti permalosi, che prima o poi si sfogano…a  qualcuno infatti, le ultime vicende oltre a rinfrescare la memoria …hanno offerto la possibilità di rintuzzare le dichiarazioni del primario…ricordando che il primo anniversario della sua direzione a  Caserta, il 2 novembre del 2017, nel reparto hanno trascorso la giornata impegnandosi nella caccia ad un topo, che si era fatto la tana nella stanza in cui erano ricoverate due pazienti, con gravi lesioni vertebrali, entrambe immobilizzate… Ma non finisce qui…perché il giorno 3 novembre la stanza è stata chiusa per iniziare la derattizzazione con regolare “esecuzione” del topo ed il giorno dopo, il 4 novembre, la stanza era nuovamente occupata…Tutto normale?, bah! Ovviamente non è uscita una sola parola al riguardo e questo la dice lunga sulla millantata perfezione dell’ensemble…e soprattutto sull’etichetta di straordinarietà che si pretende di appiccicare alle “scoperte scomode”…E parliamo di questo topo che, quando era in vita, per raggiungere il secondo piano del Dea, quindi edificio nuovo, ha dovuto obbligatoriamente transitare in Pronto Soccorso al piano terra, quindi salire al primo piano e proseguire fino al secondo piano per decidere di entrare pressocché indisturbato nel reparto di Neurochirurgia, dove ha trovato il sito adatto per accasarsi. Sappiamo quali siano le caratteristiche dei luoghi preferiti dai topo e sappiamo che il personale sanitario ha l’obbligo di osservare un’igiene scrupolosa, soprattutto per quanto riguarda le mani e sappiamo che vi sono prodotti battericidi formidabili, a base di Clorexidina in uso negli Ospedali…e sappiamo anche che la quantità di disinfettante utilizzato in un reparto, offre la misura indiretta del grado di pulizia ed igiene del reparto stesso e di chi vi lavora…e sappiamo anche, che qualche tempo fa qualcuno relazionò ufficialmente in tal senso…A questo punto, poiché le infezioni rappresentano un argomento tabù per la direzione di questo Ospedale, ci interroghiamo con viva preoccupazione sulla sorte di quei pazienti che, nel tempo, uscendo dalla Rianimazione sono entrati in Neurochirurgia ed altrove…e ci interroghiamo sulle diagnosi di ri-entrata di quei pazienti che dopo essere stati dimessi ritornano in Neurochirurgia… quanti di coloro che vengono dimessi con ferite apparentemente in via di guarigione ed apparentemente non infette, ritornano con ferite più che infette…ed il cui ritorno si ammanta della romantica definizione “per controllo”…? Visto che il primario della Neurochirurgia ha dichiarato in un comunicato di essere a disposizione per qualsiasi domanda, forse potrebbe rispondere pubblicamente a questa ed a quella che abbiamo formulato qualche giorno fa: se l’utilizzo delle “legature” sia stato registrato nella cartella clinica di riferimento. Hasta los mentirosos!