“PRENDIMI L’ANIMA”: IL CASO SPIELREIN E IL CONCETTO DI “TRANSFERT E CONTROTRANSFERT”

“Come fa una donna ad essere così coraggiosa?”
“L’amore deve essere molto più forte della paura.”
 

A quanto possiamo discernere, l’unico scopo dell’esistenza umana è di accendere una luce nell’oscurità del mero essere”, diceva Carl Gustav Jung, psichiatra e discepolo di Sigmund Freud. Sabina Spielrein, giovane ebrea di origine russa, venne ricoverata nel 1904 a Zurigo per una grave forma di isteria in seguito alla morte della sorella e fu affidata alle cure di Jung, che per la prima volta applicò la psicoanalisi, secondo i dettami di Freud. Sabina, appena diciannovenne conobbe gli aspetti peggiori della terapia psichiatrica: elettroshock, camicie di forza, docce gelate, alimentazione indotta. Fu dopo vari segnali di peggioramento, piuttosto che di miglioramento, che il giovanissimo dottor Jung decise di prendere in esame il suo caso. Il rapporto fu impostato sul piano emozionale, diventando così meno tirannico e oppressivo. Sabina, però, non fu soltanto il successo – pieno e inaspettato – terapeutico di Jung, ma ne divenne anche l’amante. Dopo il ritrovamento del diario di Sabina, molti studiosi si interessarono alla sua storia, tra cui Marie, una studentessa francese, determinata a scoprire la verità sulla vicenda e sulla tragica fine della sua eroina.

Il registra mostra l’attaccamento che Sabina sviluppò nei confronti del suo medico in modo diretto, facendo emergere le fragilità, i timori e le emozioni (forti seppur sbagliate). Avvalorando le teorie freudiane del “transfert”, secondo cui il paziente tende a proiettare verso il proprio terapeuta sentimenti ed emozioni che appartengono solo a se stesso, così da rischiare di oltrepassare la deontologia professionale e intrecciare una relazione affettiva o sessuale, Sabina sviluppa con Jung un rapporto così intenso al punto che il giovane medico sente di volerle affidare la propria anima.

L’opera di Roberto Faenza ha anche un grande valore di testimonianza. Il regista mostra un’epoca storica dominata dalle ideologie, così radicate da essere inevitabilmente imbattibili. La Seconda guerra mondiale non è stata soltanto una guerra totale combattuta tra forze armate, ma anche e soprattutto una lotta tra idee, una guerra in cui si sono messi a punto strumenti di morte più elaborati ed efficienti, una guerra che ha usato i civili come vittime ed obiettivi di guerra. Sabina venne uccisa dai nazisti insieme a sua figlia, nel 1942, durante l’occupazione di Rostov, sua città natale.

“Prendimi l’anima”, inoltre, è anche un omaggio ad un personaggio che la psicologia ha completamente e forse volutamente dimenticato: una donna che ha amato e ha studiato, ha creduto nell’educazione infantile moderna che mirasse a trattare i bambini come creature libere, stimolando le capacità psico-motorie. Riuscì infatti a fondare un asilo nido d’avanguardia, chiamato “Asilo bianco”, dal colore delle pareti, in cui i bambini potevano giocare, suonare strumenti musicali, dare libero sfogo alla propria fantasia. Si cercava, quindi, di lasciare ai bambini la libertà di dare spazio all’impulso e all’ispirazione. L’ “Asilo bianco”, a cui era segretamente iscritto sotto falso nome il figlio di Stalin, fu chiuso perché ritenuto sospetto a causa dei metodi poco consoni e affini alle ideologie dell’epoca.

Al di là dell’amor fou che nasce tra Sabina e Jung, “Prendimi l’anima” è una pellicola struggente e drammaticamente vera. I temi che il regista tratta sono complessi: la psicoanalisi, la figura della donna nel periodo della Seconda guerra mondiale; e ancora, la passione, l’idea di potersi abbandonare totalmente per compiere un’evoluzione personale, il coraggio, i misteri della psiche, le trappole dell’idealizzazione, la ribellione, il potere devastante della seduzione.

Mariantonietta Losanno

PGlmcmFtZSBzcmM9Imh0dHBzOi8vd3d3LmZhY2Vib29rLmNvbS9wbHVnaW5zL2xpa2UucGhwP2hyZWY9aHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuZmFjZWJvb2suY29tJTJGYXBwaWFwb2xpcyUyRiZ3aWR0aD0xMTQmbGF5b3V0PWJ1dHRvbl9jb3VudCZhY3Rpb249bGlrZSZzaXplPXNtYWxsJnNob3dfZmFjZXM9ZmFsc2Umc2hhcmU9ZmFsc2UmaGVpZ2h0PTIxJmFwcElkPTE4NTQ2NTgzNjgxNzczOTAiIHdpZHRoPSIxMTQiIGhlaWdodD0iMjEiIHN0eWxlPSJib3JkZXI6bm9uZTtvdmVyZmxvdzpoaWRkZW4iIHNjcm9sbGluZz0ibm8iIGZyYW1lYm9yZGVyPSIwIiBhbGxvd1RyYW5zcGFyZW5jeT0idHJ1ZSI+PC9pZnJhbWU+