VARCO ATTIVO E NO

Cari amici, immaginate di trovare una porta aperta con scritto su PORTA CHIUSA, un’altra chiusa sulla quale è scritto PORTA APERTA: potrebbe essere un dipinto surrealista di Magritte, un’opera dadaista di Duchamp (che poi esiste davvero, una porta sempre aperta e sempre chiusa, incardinata tra due stanze: se chiude il bagno apre il soggiorno, se chiude il soggiorno apre il bagno). È quanto trovo ogni giorno quando guido, entrando o meno nelle ZTL della mia città, Caserta e/o altre città italiane. Le Zone a Traffico Limitato, cioè cartelli luminosi che segnalano il VARCO ATTIVO o, viceversa, il VARCO NON ATTIVO.

Attenzione, se il varco è attivo non possiamo passare, pena multa salatissima, mentre se non è attivo, possiamo passare. Non so voi, a me qualcosa non torna e sono sicuro che lo avranno fatto di proposito per confondere le idee… lo, sarà che guido già malissimo di mio e mi pongo sempre il problema, tutte le volte mi ci incarto mentalmente. Devo passare o non devo passare? Non bastava scrivere VIA, STOP? Oppure, più semplicemente, un disco rosso e uno verde?

No, troppo semplice probabilmente. Siamo in Italia e nel mio caso a Caserta, dove personalmente soffro ancor di più per questo guasto del linguaggio, città che Reggia a parte è in fase terminale, perennemente in dissesto finanziario, piena di buche e strade che nemmeno nel Burkina Faso…

In ogni caso la definizione di varco del dizionario Treccani: Soluzione di continuità in una linea o struttura di sbarramento, che consente il transito a persone o mezzi di locomozione. Quindi, se la soluzione di continuità è attiva, possiamo varcare, se non è attiva, non possiamo varcare. Invece citando Dante: lo vedea di là da Gade il varco Folle d’Ulisse. Che vedea? Varco Folle
D’Ulisse attivo o non attivo? Citando Montale: il varco è qui?, che forse già sospettava la confusione dei varchi futuri italiani.
Insomma, tutti sappiamo che la legge non ammette ignoranza, tranne ovviamente gli ignoranti, ma vale da ambo le parti, quindi io sarei per contestare ogni multa ZTL con un bel dizionario di lingua italiana. Mi stupisce
come non applichino la stessa logica inversa in ogni campo, per esempio al posto del divieto di sosta un bel SOSTA ATTIVA dove non possiamo sostare, e con un bel SOSTA NON ATTIVA dove possiamo parcheggiare tranquillamente. O nei bagni pubblici: se un bagno non è occupato, aspettate fuori, se è occupato, entrate e sedetevi non sul water, ma su quello che ci si è già seduto prima perché si è sbagliato insieme a voi.
Nel mondo gay per esempio genererebbe una confusione di ruoli a dir poco inimmaginabile e pericolosa: ATTIVO si presta alla penetrazione, NON ATTIVO, vale a dire PASSIVO, no.

Complottismi a parte, quel genio di Pier Paolo Pasolini ci è morto, per un equivoco del genere.

PepPe Røck SupPa 

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